PFAS nell’acqua potabile: nuove regole UE per la tutela della salute
Dal 12 gennaio sono operative nuove misure dell’Unione europea per rafforzare la tutela dell’acqua potabile contro i PFAS, le sostanze per- e polifluoroalchiliche note per i loro effetti persistenti sull’ambiente e sulla salute. Gli Stati membri sono ora obbligati a monitorare in modo armonizzato i livelli di PFAS nell’acqua destinata al consumo umano, in linea con i nuovi limiti fissati dalla rifusione della direttiva europea sull’acqua potabile.
I Paesi dell’UE devono inoltre comunicare alla Commissione europea i risultati dei controlli, compresi eventuali superamenti dei valori limite, incidenti e deroghe concesse. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza e una risposta rapida ai rischi per la salute pubblica.
Questa misura rappresenta un passo concreto verso uno degli obiettivi centrali della strategia europea sulla resilienza idrica: assicurare a tutti i cittadini il diritto all’accesso a un’acqua potabile sicura. Allo stesso tempo, risponde all’urgenza di contrastare gli inquinanti emergenti che minacciano le risorse idriche in Europa.
La nuova direttiva sull’acqua potabile è stata adottata nel 2020 e recepita dagli Stati membri entro gennaio 2023. Per favorire controlli omogenei in tutta l’UE, nel 2024 la Commissione ha pubblicato specifiche linee guida tecniche sul monitoraggio delle PFAS.
Si tratta della prima volta che nell’Unione europea viene introdotto un sistema strutturato di controllo dei PFAS nell’acqua potabile. In caso di superamento dei limiti, i Paesi dovranno adottare misure correttive, come la chiusura dei pozzi contaminati, l’introduzione di trattamenti avanzati di depurazione o la limitazione temporanea dell’uso dell’acqua, informando tempestivamente i cittadini.
Jessika Roswall, Commissaria europea per l’Ambiente, la resilienza idrica e l’economia circolare, ha dichiarato: «L’inquinamento da PFAS è una crescente preoccupazione per l’acqua potabile in tutta Europa. Con limiti armonizzati e monitoraggio obbligatorio, gli Stati membri dispongono ora degli strumenti necessari per individuare e affrontare rapidamente questi contaminanti, proteggendo la salute pubblica».
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Fonte articolo: New EU rules – Environment


