Roggiolani (GIGA): ” È la Geotermia il nucleare rinnovabile”

 Roggiolani (GIGA): ” È la Geotermia il nucleare rinnovabile”

Si è svolto a Roma dall’11 al 12 marzo il 1° Italian Geothermal Forum che ha approfondito le opportunità e le sfide legate all’energia geotermica, una risorsa sempre più strategica per il futuro energetico italiano se accompagnata con un adeguato supporto normativo e tecnologico. L’evento si è aperto con l’intervento del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Picchetto Fratin.

La rete di Ecofuturo è intervenuta con Fabio Roggiolani, presidente G.I.G.A. e membro del Comitato direttivo del Coordinamento Free, che ha illustrato lo stato dell’arte sulle nuove prospettive tecnologiche del settore ed ha lanciato un pressante invito ad abbandonare le chimere nucleariste sostenendo fino in fondo le immense potenzialità della Geotermia.

Di seguito le sue dichiarazioni.

“Stupisce che il Ministro Fratin abbia impegnato una parte del suo intervento sul nucleare proprio nell’incontro degli operatori geotermici. Evidentemente ha letto le ‘stupefacenti’ previsioni dei vari documenti di programmazione che condannano la geotermia in Italia a rimanere sostanzialmente al palo, mentre le prospettive potrebbero essere esaltanti e coprire il fabbisogno futuro di produzione elettrica rinnovabile non intermittente, senza inseguire la chimera nucleare”.

“Eppure il vero ‘nucleare’ è il calore naturale presente all’interno della Terra, che aumenta con la profondità. A circa 100 metri, questo calore può essere utilizzato per raddoppiare l’efficienza delle pompe di calore. Scendendo fino a 5000 metri, dove la temperatura può raggiungere i 150°C, si può impiegare il calore per alimentare impianti a ciclo binario, particolarmente efficaci in zone ricche di acqua e vapore. In alternativa esiste la grande svolta della tecnologia innovativa dell’Eavor-Loop che permette di sfruttare il calore anche in campi ‘secchi'”.

“Stupisce che ancora si tengano paralizzate oltre 60 richieste di autorizzazioni a 15 anni dalla legge che ruppe il monopolio geotermico. E stupisce ancora di più ora che, con grande afflato quasi unanime, i governi regionali e nazionali hanno rinnovato o stanno per rinnovare senza aste competitive TUTTE le concessioni in scadenza all’operatore nazionale”.

“Negli ultimi 15 anni è stata una vera debacle, con l’Italia che ha perso il suo primato mondiale nella geotermia, scivolando all’ottavo posto. Questo è ancora più paradossale se si considera che nel Paese operano due delle aziende leader a livello globale nella produzione di tecnologie binarie a reiniezione totale. Nonostante ciò, al Forum si sono sentiti toni trionfalistici da parte di Enel, mentre in realtà non si vede alcun segnale di cambiamento da parte del governo. Le autorizzazioni restano bloccate e, per chi le ha ottenute, i tempi concessi per realizzare gli impianti sono così stretti da renderne quasi impossibile la costruzione”.

“Anche il primo impianto autorizzato ad Abbadia San Salvatore è fermo per l’incertezza sulle scadenze troppo ravvicinate e per incentivi inadeguati a raggiungere la economicità dell’impianto”.

Dopo l’intervento del Prof. Giuseppe De Natale, Dirigente di Ricerca INGV, che ha spiegato come la ricchezza geotermica dei Campi Flegrei e delle isole – disponibile a costi dieci volte inferiori rispetto al resto del mondo e ricca di litio nelle brine – sia stata sprecata, Roggiolani ha illustrato gli impianti a ciclo binario e gli Eavour-Loop attualmente in fase di sviluppo in Europa. Ha quindi sostenuto che l’Italia ha l’opportunità di “sostituire completamente le previsioni nucleari del governo con la nuova geotermia a impatto zero”, utilizzando tecnologie per lo più prodotte nel nostro Paese.

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Vantaggi dell’Energia Geotermica

Emanuele Emani, Consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi e Coordinatore della Piattaforma Geotermia, ha evidenziato i principali benefici dell’energia geotermica:

  • Rinnovabile e affidabile: disponibile 24/7 senza dipendere da condizioni climatiche.
  • Riduzione delle emissioni: abbattimento di CO2, SOx e NO, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico.
  • Benefici economici: riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese.

Normative e Sviluppo del Settore

Un passo avanti è stato rappresentato dall’approvazione del Decreto del 30 settembre 2022, che ha autorizzato gli impianti geotermici a circuito chiuso per la climatizzazione e il riscaldamento. Tuttavia, permangono limiti come la potenza massima attuale di 100 kW, che dovrebbe essere aumentata per sfruttare appieno il potenziale geotermico.

Il ruolo del geologo è cruciale in questo processo, contribuendo alla valutazione degli aspetti geologici, idrogeologici e ambientali, nonché alla gestione degli impatti termici sul sottosuolo.

Litio Geotermico: Una Nuova Opportunità

Emani ha evidenziato anche il potenziale della produzione di litio geotermico, una risorsa strategica per la transizione energetica. Con l’aumento della domanda di litio per batterie di veicoli elettrici e tecnologie avanzate, la geotermia potrebbe diventare una fonte chiave per l’approvvigionamento di questa materia prima.

Proposte per lo Sviluppo della Geotermia in Italia

Durante il forum sono state avanzate diverse proposte per incentivare la crescita del settore:

  • Adeguamento della legislazione sul geoscambio a circuito chiuso per migliorare l’efficienza e la diffusione degli impianti.
  • Introduzione di una legge sul geoscambio a circuito aperto, regolando e incentivando tecnologie innovative.
  • Armonizzazione delle normative esistenti per un quadro regolatorio chiaro e coerente.
  • Rafforzamento della ricerca e della formazione per sviluppare tecnologie avanzate e ridurre i costi.
  • Comunicazione e sensibilizzazione, con eventi informativi per professionisti, enti pubblici e cittadini.
  • Promuovere le nuove tecnologie più interessanti ci sono la bassa entalpia (dove si sfrutta il calore inferiore delle zone superficiali del sottosuolo), i sistemi supercritici (cioè le perforazioni a grandi profondità, per raggiungere le riserve inaccessibili con i metodi tradizionali) e i siti di accumulo sotterraneo dell’energia in forma di calore (funzionano come delle batterie geologiche, semplificando).

Sfide e Prospettive Future

Nonostante i progressi, il forum ha evidenziato alcune criticità, tra cui tempi autorizzativi lunghi e la necessità di una maggiore conoscenza geologica per superare ostacoli nel settore elettrico e del teleriscaldamento. Tuttavia, con un lavoro serio di ricerca scientifica ed un concreto supporto delle Istituzioni, esistono ampie opportunità per sviluppare ulteriormente il settore, con vantaggi economici e ambientali per l’Italia.

L’intervento del Il Presidente GSE (Gestore dei Servizi Energetici) Paolo Arrigoni

“La geotermia è una rinnovabile fondamentale nel mix energetico. L’Italia è il primo paese in Europa a detenere questa tecnologia. Ci sono degli strumenti di incentivazione che andranno a potenziarla gestiti dal GSE. Il primo è il FER2: le prime aste si terranno probabilmente nella prossima estate per andare a sostenere la geotermia di emissioni nulle e la geotermia tradizionale con innovazione“.

“Poi lo ricordo, nelle scorse ore il MASE ha pubblicato un documento di consultazione per andare a sostenere interventi di grande produzione di energia termica da rinnovabile, tra cui la geotermia è una delle fonti principali. Questi strumenti poi verranno gestiti dal GSE”.

Le considerazioni di Moreno Fattor, presidente dell’Anighp – Sezione Geotermia e Geoscambio di ANIPA

“Abbiamo tutte le carte in regola per poter applicare questa tecnologia sia per l’alta temperatura, quindi per la produzione di energia elettrica, ma soprattutto per la bassa entalpia, che si può applicare su tutto il territorio nazionale per raffrescare e climatizzare gli edifici. Il vincolo dell’applicazione della geotermia a bassa entalpia non esiste più, grazie all’evoluzione delle pompe di calore”.

Le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin

“Sviluppare la geotermia in Italia permetterebbe di raggiungere più facilmente gli obiettivi di decarbonizzazione: se anche solo valorizzassimo il 2% del potenziale presente in tutto il territorio italiano nei primi 5 km di profondità, la geotermia potrebbe contribuire al 10% della produzione elettrica prevista al 2050. La geotermia insomma può rappresentare la chiave di volta necessaria non solo al raggiungimento dei target europei di decarbonizzazione ma anche allo sviluppo complessivo del Paese e a una riduzione delle bollette per famiglie e imprese“.

 Le dichiarazioni del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso

“Come governo intendiamo sostenere ulteriormente il settore che già oggi vede l’Italia è leader nell’Unione Europea per saldo commerciale delle tecnologie geotermiche con un valore di 7 miliardi di euro e al secondo posto per produzione industriale, dopo la Germania, con un potenziale di crescita nella filiera geotecnica stimato in quasi 38 miliardi. Le politiche future si concentreranno sulla produzione di energia elettrica, attraverso il Decreto Fer2, e sull’utilizzo della risorsa per i consumi termici tramite detrazioni fiscali e il ContoTermico per gli impianti geotermici”.

Il punto di Nicolò Serpella, responsabile scenario Energy Utility della European House Ambrosetti

“Il potenziale geotermico italiano entro 5 chilometri di profondità arriva fino a 500 Mtep. Quindi di fatto se guardiamo all’Europa l’Italia è uno dei tre paesi a più elevato potenziale insieme alla Turchia e l’Islanda. E le risorse geotermiche sarebbero sufficienti a soddisfare oltre quattro volte l’intero fabbisogno energetico italiano in termini di elettricità e di calore. Tuttavia in Italia la crescita si è bloccata. Parliamo di un tasso praticamente pari a zero fra il 2016 e il 2024. Appare evidente la necessità di muoversi verso una valorizzazione della geotermia, in particolare quella a emissioni nulle”.

L’auspicio di Adele Manzella, Primo Ricercatore del CNR

“La ricerca di innovazione in Italia è molto forte e questo grazie anche alla presenza di risorse e aziende molto all’avanguardia. Il mio messaggio è che non si può fermare. In questo momento la difficoltà è di non avere finanziamenti nazionali e di andare in ordine sparso. Quindi, fondamentalmente quello che io propongo è di avere quello che in realtà molti paesi già hanno, cioè un piano per la ricerca di innovazione che preveda dei finanziamenti con scadenze molto chiare, temi di ricerca e priorità. Sono tutte cose che noi facciamo, ma che in questo momento abbiamo difficoltà a mettere a sistema e che invece può esplodere e rappresentare una vera ricchezza per il sistema geotermico italiano.”

L’intervento di Andrea Ferrara, Capo dello sviluppo di Fri-El Geo

“Bene che nelle misure annunciate siano stati inclusi gli incentivi alla produzione di energia termica riconoscendo quindi il ruolo cruciale della fonte geotermica per la decarbonizzazione. Ci aspettiamo al più presto la pubblicazione del fondo di garanzia del rischio geologico, della cui importanza hanno parlato sia il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, sia il presidente del GSE Paolo Arrigoni”.

“La geotermia è una risorsa rinnovabile continua, disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Come Fri-El Geo, siamo pronti a contribuire attivamente a questa fase di rilancio del settore, con progetti che mirano a utilizzare il calore proveniente da fonti geotermiche del sottosuolo per la distribuzione in centri abitati e zone industriali sul territorio nazionale. Abbiamo in pipeline circa 25 impianti a ciclo chiuso, senza emissioni in atmosfera, nel nord Italia, con un investimento previsto di circa 3 miliardi di euro nei prossimi 10 anni con un potenziale praticamente inesauribile.”

“L’Italia non può più aspettare di utilizzare la geotermia come fonte di energia a livello nazionale. Confidiamo che le misure annunciate si traducano rapidamente in azioni concrete, permettendo al nostro Paese di sfruttare appieno il potenziale di questa risorsa strategica per il nostro futuro”.

Le riflessioni di Matteo Quaia di Rete Geotermica

“Continuiamo a notare una scarsità di supporto da parte della politica. “Il decreto Fer 2 è un processo durato più di cinque anni e a tutt’oggi non è possibile accedervi perché le aste non ci sono ancora”. I progetti – circa quaranta per circa 800 MW – sono fermi, quindi il raggiungimento di 1 gigawatt a fine anno lo vedo improbabile”.

Il contributo di Simona De Iuliis, Responsabile Sezione Tecnico Strategica del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell’ENEA

“La geotermia è considerata un “gigante dormiente”: dobbiamo sfruttare appieno tutte le sue potenzialità, soprattutto in Italia che è uno dei paesi in Europa che ha più alta potenzialità di questa risorsa, sia per la produzione di energia elettrica, ma anche per produzione di calore. Dobbiamo riuscire a soddisfare i consumi termici dei nostri edifici, il teleriscaldamento, ma anche di processi industriali o nell’agricoltura”.

Fonti: Consiglio Nazionale dei Geologi – Italian Geothermal Forum – Wired.it

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Redazione

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