Intelligenza artificiale: la maratona delle scienziate

 Intelligenza artificiale: la maratona delle scienziate

L’intelligenza artificiale (IA) è un grande alleato per la transizione energetica, ma è necessario risolvere la questione dei pregiudizi a partire da quelli di genere. Articolo a cura di Roberta Nutricati, in collaborazione con BuoneNotizie.it.

Potenzialmente l’intelligenza artificiale può essere il più potente traino del XXI secolo verso la transizione ecologica. Eppure, nonostante sia l’emblema dell’innovazione per antonomasia, l’IA è un prodotto della mente umana. E si forma a partire dalle sollecitazioni di coloro che, interrogandola, contribuiscono ad addestrarla. In questo l’IA replica credenze e costrutti socioculturali e, con essi, gli stereotipi di genere. Uno studio dell’UNESCO (2024) ha rilevato la tendenza dei modelli linguistici di grandi dimensioni nel fare associazioni frutto di pregiudizi di genere (oltre che di omofobia e razzismo). Nell’atto di generare una storia su soggetti femminili, si affibbiano ruoli sottovalutati o stigmatizzanti.

Non è un caso che gli assistenti vocali basati su IA siano di default di genere femminile (Alexa, Cortana, Siri), con voci dal tono accogliente e servizievole. Un’analisi condotta da MIT Technology Review ha rilevato che i sistemi di riconoscimento facciale hanno tassi di errore fino al 34% più elevati per le donne nere rispetto agli uomini bianchi.

In quest’ottica l’IA è lo specchio della società attuale, che si replica sul rapporto tra donne e scienza; pur con varie eccezioni, molto incoraggianti. Ci sono iniziative per contrastare lo stato dell’arte. Programmi “Bias in AI”, “AI for Her” e “Women in AI” puntano a migliorare la trasparenza e ridurre le discriminazioni negli algoritmi. Mentre molte startup guidate da donne si concentrano sull’uso etico e inclusivo dell’IA. Secondo un rapporto della Commissione europea del 2023, i miglioramenti ci sono. In quest’analisi si rileva come questi programmi abbiano aumentato del 20% la partecipazione femminile nei corsi avanzati di IA.

Ampliando l’indagine sull’universo delle professioni STEM, i dati più recenti collocano al 28% la presenza femminile nel settore, con grossi scarti tra i diversi campi. Un buon bilanciamento per biologia e medicina, mentre scende fino al 20% il campo di ingegneria e informatica. Il settore tech è il più inaccessibile secondo un report del World Economic Forum. Solo il 15% delle posizioni di leadership è ricoperto da donne (nel settore IA si arriva a meno del 10%).

Restringendo il focus all’Europa, il Gender Equality Index 2024 ha evidenziato che il 35% delle laureate in discipline STEM è impiegato in posizioni coerenti alla propria formazione. Ma in Italia il dato si ferma al 24%.

Tuttavia, il 2025 segna un punto di svolta grazie all’introduzione di nuove normative in diversi paesi a favore delle pari opportunità nel reclutamento e nella promozione nel settore scientifico e tecnologico. La Commissione Europea ha fissato l’obiettivo di raggiungere una rappresentanza femminile del 40% nei ruoli accademici senior entro il 2030.

Sul piano dell’educazione organizzazioni come Girls Who Code e Women Techmakers offrono corsi e risorse mirate all’avvicinamento alle discipline informatiche e mentorship riservate.

L’applicazione dell’IA è determinante anche per la transizione ecologica. Uno studio pubblicato su “Nature Climate Change” (2023) ha dimostrato che l’utilizzo di IA per ottimizzare i sistemi energetici può ridurre le emissioni di gas serra fino al 15% entro il 2030.

Si ispira a questo il progetto Earth Blox, una piattaforma guidata dall’intelligenza artificiale che consente alle organizzazioni di analizzare grandi quantità di dati satellitari per monitorare la deforestazione e i cambiamenti ambientali.

In questo campo, l’Italia può vantare pioniere brillanti, tra cui Barbara Mazzolai, che ha guidato lo sviluppo di Plantoide, un robot ispirato alle radici delle piante in grado di monitorare il suolo e contribuire alla salvaguardia ambientale. Oppure Francesca Santoro, che ha sviluppato dispositivi elettronici biodegradabili per applicazioni mediche ed ecologiche… Continua a leggere gratis gli articoli de l’Ecofuturo Magazine: Clicca qui

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Redazione

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