La scoperta dell’acqua fresca

 La scoperta dell’acqua fresca

Una serata di confronto e dialogo promossa dal Rotary Livorno allo Yacht Club il 15 gennaio (“Le reti idropotabili: l’acqua che riscalda le città. Come dimezzare le bollette e respirare aria pulita”) potrebbe dare frutti immediati, con un progetto dedicato alla Piccola Venezia, il quartiere attraversato dai canali e da sempre simbolo della città portuale per eccellenza.

Livorno, infatti, nasce prima come porto e solo successivamente come città, e proprio per questo la sensibilità nel cogliere il valore dell’acqua come risorsa rinnovabile è certamente maggiore rispetto ad altri luoghi.

I numerosi soci del Rotary presenti lo hanno dimostrato con una raffica di domande, anche pungenti, rivolte al relatore, in un confronto che potrebbe portare all’applicazione, come primo esempio mondiale, dell’idea presentata.

Il relatore, Fabio Roggiolani, è leader di Ecofuturo, un festival e molto altro, che presenta da anni con continuità ecotecnologie capaci di salvare il pianeta dal disastro climatico, ma anche di creare una nuova economia e una convenienza economica molto superiore all’era fossile in termini di costi energetici per tutti.

Il nocciolo della questione ruota intorno alle pompe di calore, che ormai sostituiscono obbligatoriamente le caldaie nei nuovi edifici e che andrebbero portate in ogni ambito al posto delle inefficienti e inquinanti “pentole con bruciatore”, come le ha definite scherzosamente il relatore.

Non si tratta di rinnegare i benefici dell’età del fuoco, ma di evolversi rapidamente, poiché oggi la flessibilità applicativa delle pompe di calore e la loro maturità ecotecnologica le rendono utilizzabili ovunque, senza dover sostituire gli impianti di distribuzione del calore una volta eliminate le caldaie.

Le pompe di calore devono scambiare temperatura: se lo fanno con l’aria raggiungono un COP (efficienza) pari a tre volte quello del metano; con geotermia o idrotermia si può arrivare fino a nove volte rispetto ai combustibili fossili.

Nelle aree portuali si possono utilizzare pompe ad aria, ma la maggiore convenienza deriva dallo scambio con l’acqua, cioè con quella dei canali e del mare.

Come per le pompe di calore — la cui applicabilità a ogni tipo di distribuzione, inclusi i termosifoni, è resa possibile da un’invenzione italiana del prof. Gianfranco Pellegrini, sviluppata dall’azienda Teon con il raggiungimento dei 90 gradi — anche lo scambio con mare e canali è oggi possibile grazie a uno scambiatore a dischi rotanti che impedisce ai sedimenti marini di saturare le superfici di scambio.

Insomma, oggi questa svolta è possibile e molto conveniente, tanto che ci si è lasciati con il reciproco impegno e la disponibilità a trasformare un’idea in un progetto concreto.

Sono state presentate anche altre soluzioni per scambiare temperatura con l’acqua, come quella originalissima e promettente di utilizzare le reti idropotabili, dove l’acqua è in movimento continuo: grazie a scambiatori a piastre integrati nella rete si può realizzare un vero e proprio teleriscaldamento freddo. Dove la rete idrica non ha dimensioni adeguate, si possono creare reti dedicate per interi isolati, gruppi di edifici o quartieri.

Nelle grandi città si utilizzano anche le reti fognarie, mentre i depuratori rappresentano ovunque veri e propri pozzi termici.

Le soluzioni proposte sono tutte innovative, già ecologicamente ed economicamente vantaggiose, ma quella che utilizza bacini, fiumi, lagune o mare è la più competitiva di tutte.

Riguarda la settima puntata di Ecofuturo TV 2025 dedicata al legame tra acqua e cambiamenti climatici: LINK VIDEO

immagine articolo di Luca Aless – Opera propria, CC BY-SA 3.0

Redazione

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