App contro la violenza di genere e per la sostenibilità

 App contro la violenza di genere e per la sostenibilità

Per quanto riguarda Intelligenza artificiale e sostenibilità le donne hanno un’APP in più. Articolo di Deborah Annolino.

L’intelligenza artificiale può dare un contributo notevole alla riduzione del divario di genere, soprattutto in ambito professionale. Eppure, uno sguardo attento sull’Italia come sul resto d’Europa e del mondo ci restituisce l’immagine di una situazione alquanto sbilanciata a favore del genere maschile.

I dati non si prestano a equivoci. Per fare qualche esempio, nelle aziende informatiche, in particolare quelle sulla linea dell’innovazione sostenibile e dell’intelligenza artificiale, le donne rappresentano una minoranza.

A livello europeo, sempre le donne non superano il 17-18% degli addetti delle aziende del comparto ICT (Information and Communication Technologies).

Un grido d’allarme condiviso anche da European Institute for Gender Equality secondo cui solo il 16% dell’occupazione nel mondo dell’IA è di genere femminile. Inoltre, secondo il rapporto Unesco nelle più importanti conferenze sull’IA, le relatrici rappresentano solo il 18% e solo il 14% sono autrici di articoli scientifici. Gli uomini, di contro, costituiscono più dell’80% dei docenti del settore.

Ad orientare e dirigere lo sviluppo dell’IA sono quasi sempre gli uomini nonostante, a confermarlo è una ricerca in rete, siano numerose e destinate ad aumentare le applicazioni e le tecnologie messe a punto proprio da donne.

Soluzioni al femminile.

Ci sono esperienze tecnologiche quali start-up, nate da una spinta al femminile, che hanno ideato possibili soluzioni rispetto a potenziali rischi di natura ambientale ma anche sociale. Vediamo alcuni esempi di App al femminile fra le più scaricate di questi ultimi anni.

In Italia l’App Viola, scaricabile sullo smartphone, offre un servizio contro la violenza di genere a tutela delle persone che non si sentono sicure a percorrere tragitti di strada in solitudine. Il progetto è stato ideato dalle co-fondatrici dell’associazione DonneXStrada mettendo a disposizione un servizio di video accompagnamento gestito da volontarie e volontari che, 24 ore su 24, tutti i giorni, sono disponibili ad entrare in videochiamata con la persona che necessita di un altro “occhio” durante il tragitto da percorrere.

Sempre sul contrasto alla violenza di genere, la studentessa inglese Erin-Jane Roods ha ideato Epowar App ossia un’applicazione che utilizza l’intelligenza artificiale per elaborare le variazioni dei parametri vitali rilevati dallo smartwatch e invia un segnale di allarme ai propri contatti stretti in caso di pericolo.

In generale, sono numerosi gli esempi di progetti innovativi a guida femminile alcuni ancora in una fase sperimentale, che impiegano la tecnologia per sviluppare servizi a sostegno della persona, della sua vita e della sua interazione sociale.

Non mancano App in materia di economia circolare e lotta allo spreco.

Ancora una volta l’alleato speciale è l’intelligenza artificiale che consente di avere strumenti a sostegno della raccolta differenziata. Ne è un esempio Junker, l’applicazione che consente di individuare il corretto smaltimento di un prodotto scansionando il codice a barre.

Il beneficio dell’App non riguarda solo l’utenza ma anche nell’operatività dei servizi di pulizia urbana che, grazie ai big data e a modelli di analisi automatica, possono monitorare le flotte di raccolta rifiuti ottenendo un risparmio di tempo e una maggiore efficienza.

Colmare i gap.

In generale l’IA avrebbe tutto il potenziale per colmare il divario digitale, promuovere l’uguaglianza di genere (SDG 5 di Agenda ONU 2030) attraverso l’identificazione e l’indirizzo di pregiudizi di genere e supportare l’imprenditorialità femminile, attraverso piattaforme digitali che connettono domanda e offerta (SDG 8).

È indiscutibile il fascino e la capacità del mondo Hi-Tech che sembra offrire soluzioni a problemi complessi, soprattutto in campi come la medicina e l’economia circolare.

Una ricerca incoraggiante dimostra che l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle fasi preliminari della progettazione può ridurre l’impatto ambientale dei prodotti fino all’80%. Questo risultato è possibile grazie alla capacità dell’IA di analizzare rapidamente i dati e selezionare materiali di alta qualità. Quando l’innovazione tecnologica si ispira alla natura ed è guidata da una visione etica, può offrire soluzioni efficaci alle grandi sfide ambientali… Continua a leggere gratis su L’ECOFUTURO MAGAZINE

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Redazione

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