Il declino del Nucleare, l’ascesa delle Rinnovabili
Lunedì 22 settembre 2025 , Roma ha ospitato il lancio globale del World Nuclear Industry Status Report 2025 (WNISR) , uno dei più autorevoli rapporti internazionali sullo stato dell’industria nucleare mondiale. L’iniziativa è stata co-organizzata Fondazione Heinrich-Böll, Fondazione Friedrich-Ebert, Ufficio federale tedesco per la sicurezza della gestione delle scorie nucleari (BASE), Mycle Schneider Consulting, dal Kyoto Club e dal Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica).
Nucleare: il nuovo World Nuclear Industry Status Report 2025 mette in luce che a livello mondiale l’atomo è in stallo mentre le rinnovabili hanno un’ascesa ormai inarrestabile – Il comunicato stampa del Coordinamento FREE
Mentre in Italia e in Europa emerge un dibattito su un presunto rinascimento del nucleare, l’ultimo World Nuclear Industry Status Report 2025 (WNISR2025), presentato a Roma, lancia un segnale inequivocabile: il nucleare è in lento declino e le energie rinnovabili lo stanno surclassando per investimenti, capacità installata e produzione effettiva di energia.
«L’energia nucleare contribuisce oggi solo per il 9% alla generazione elettrica globale, il livello più basso da quattro decenni – si legge nel rapporto – mentre le rinnovabili (solare ed eolico) continuano a crescere a ritmi a doppia cifra».
«Il World Nuclear Industry Status Report è una miniera di informazioni controllate e ragionate, che dimostrano che il nucleare continua a stentare. – ha detto Gianni Silvestrini, già presidente del Coordinamento FREE – Negli ultimi 15 anni la quota di produzione nucleare è praticamente stazionaria e lo è solo grazie alla Cina che ha aumentato la sua quota di nucleare, mentre nella maggioranza dei paesi occidentali il contributo dell’energia atomica si sta riducendo».
Nucleare: stagnazione nei fatti
Nonostante gli annunci mediatici, i dati indicano che il nucleare resta un’industria in affanno:
- solo 5,4 GW netti sono stati aggiunti nel 2024, a fronte di 452 GW di solare e 113 GW di eolico;
- il 66% dei reattori operativi ha oltre 31 anni, con un’età media che ha raggiunto i 32,4 anni;
- il numero di paesi che hanno reattori nucleari attivi è sceso nel 2024 da 32 a 31;
- il numero di paesi che stanno costruendo nuovi reattori nucleari nel 2024 è diminuito da 13 a 11;
- la quota dell’energia nucleare nel mix elettrico è in calo dal 1996;
- nessun Small Modular Reactor (SMR) è operativo o in costruzione nel mondo occidentale.
Le rinnovabili, in termini di investimenti hanno attratto, nel 2024, ben 21 volte più fondi del nucleare. Le batterie, sempre più economiche, stanno rivoluzionando la flessibilità delle reti elettriche, sfatando il mito del nucleare come unica fonte “programmabile” priva di emissioni di CO2.
«La produzione di energia nucleare è rimasta ferma ai livelli massimi raggiunti a fine anni 90 e il suo contributo alla generazione elettrica mondiale è sceso da un massimo del 17% all’attuale 9%. Ci sono solo una sessantina di progetti attivi e in via di realizzazione nel mondo. – afferma Letizia Magaldi, presidente del Kyoto Club – In Occidente, il costo degli ultimi reattori nucleari costruiti è risultato spesso molto più elevato rispetto ai costi originariamente stimati e anche i tempi di realizzazione sono aumentati notevolmente rispetto ai programmi iniziali. L’elemento di grande rottura è però rappresentato dall’accelerazione del solare e dell’eolico, che sono diventati la fonte più economica per produrre energia. Nel 2024 l’87% della nuova potenza elettrica installata nel mondo è stata rinnovabile.».
Oltre a tutto ciò il report evidenzia che il Costo Livellato dell’Energia (LCOE) da fotovoltaico utility-scale è sceso a valori che arrivano anche a 4,5 cent$/kWh, contro un minimo di 14 cent$/kWh del nucleare. Le tecnologie solari ed eoliche sono, inoltre, modulari, scalabili, flessibili e adattabili a ogni contesto, diversamente dal nucleare che richiede grandi impianti centralizzati, se si escludono gli SMR e gli AMR dei quali a oggi non c’è alcun reattore in esercizio in Occidente e solo due reattori sperimentali operativi, uno in Russia e l’altro in Cina.
Alla luce di questi dati, è legittimo chiedersi: perché insistere sul nucleare quando le rinnovabili sono più rapide da realizzare, più economiche e più sostenibili? Il rischio è che la corsa al nucleare sottragga risorse preziose alla vera transizione energetica rinnovabile.
«I nuovi scenari devono essere valutati sulla base dei fatti, non delle suggestioni. – commenta nel rapporto un analista indipendente del settore – Investire oggi nel nucleare significa perdere il treno della decarbonizzazione efficiente ed efficace».
«Il Governo italiano per il nucleare punta principalmente ai piccoli reattori che proprio nuovi non sono visto che già negli anni ‘90 c’erano due progetti sviluppati in Italia: uno del Politecnico di Milano e uno della Facoltà di Ingegneria della Sapienza di Roma, con collaborazione di industrie del settore. – afferma G.B. Zorzoli già presidente del Coordinamento FREE – Già allora tutti avevano concluso che i piccoli reattori non erano competitivi perché era molto complesso ridurre i tempi di cantiere e i costi di realizzazione. Il divario di costo che emergeva allora era così grande che non è pensabile in nessun modo che siano intervenuti sviluppi tecnologici tali da permettere di abbattere in modo drastico i costi dei piccoli reattori».
Alla luce di queste evidenze, sarebbe opportuno avviare un dibattito pubblico trasparente, basato su dati scientifici e indipendenti, prima di decidere in modo affrettato su un possibile ritorno al nucleare. Sarebbe invece necessario concentrare gli sforzi su efficienza energetica, rinnovabili e accumuli, già oggi in grado di fornire sicurezza energetica, programmabilità, riduzione dei costi energetici per famiglie e imprese e riduzione delle emissioni.
Il video della presentazione in italiano
Durante la presentazione, esperti e rappresentanti del mondo scientifico e associativo hanno discusso dati e scenari che evidenziano come, mentre le energie rinnovabili accelerano la loro crescita, il nucleare fatichi a mantenere un ruolo rilevante nel mercato globale dell’energia.
Mycle Schneider, coordinatore e curatore del rapporto, ha dichiarato: «Esiste un preoccupante e crescente divario tra la percezione pubblica e la realtà industriale, quando si parla di energia nucleare. Mentre in molti Paesi vengono fatte dichiarazioni politiche e stanziati ingenti fondi pubblici, il numero di Stati che operano e costruiscono centrali nucleari è in realtà in diminuzione. L’energia nucleare è diventata irrilevante nel mercato globale delle tecnologie di generazione elettrica, ormai dominato da solare ed eolico, sempre più integrati dai sistemi di accumulo».
Benjamin Fishman della Fondazione Heinrich-Böll ha aggiunto: «In un settore come quello energetico, dove la trasparenza spesso lascia il posto agli interessi economici, è fondamentale avere voci indipendenti che analizzino con rigore dati e cifre dell’industria nucleare a livello mondiale. Alla Fondazione Heinrich-Böll sosteniamo questo lavoro instancabile e meticoloso da quasi 15 anni, ed è oggi più che mai importante portare queste voci anche in Italia, dove da anni alcuni gruppi di interesse cercano di riaprire un dibattito che era stato chiuso».
Infine, Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, ha sottolineato: «La pubblicazione del rapporto WNISR 2025 mette ancora una volta in evidenza il divario tra la forte accelerazione delle rinnovabili, cresciute di 858 TWh a livello mondiale nel 2024, e l’andamento incerto del nucleare, che si è fermato a un aumento di 69 TWh. Inoltre, come sottolinea il rapporto, nel giugno 2025 la produzione di elettricità solare ha superato quella nucleare di un quinto. In sintesi, le prospettive indicano una rapida crescita delle rinnovabili e dei sistemi di accumulo, mentre il nucleare è alla ricerca di nuove soluzioni ma destinato a giocare un ruolo limitato fino al 2050».
Sintesi WNISR per punti
Crescita delle rinnovabili
Negli ultimi anni il calo dei costi del fotovoltaico, delle batterie e dell’elettronica di potenza è stato senza precedenti, determinando una diffusione rapidissima di queste tecnologie. Questo cambiamento sta ridefinendo la logica del sistema energetico: il prezzo reale dei moduli solari è diminuito del 99,6% tra il 1976 e il 2019. I pannelli commerciali convertono oggi circa il 20% della radiazione solare in elettricità, mentre le tecnologie di prossima generazione hanno superato il 35% in laboratorio. Gran parte dei miglioramenti di efficienza deriva dai progressi nella ricerca sui materiali, in particolare grazie alla nanoscienza, che resta il motore principale della riduzione del costo dell’elettricità solare — un’efficienza che ci si aspetta continui a migliorare significativamente. Inoltre il calo dei costi delle batterie spinge famiglie, imprese e comunità (anche off-grid) ad aggiungere sistemi di stoccaggio agli impianti solari.
Difficoltà del nucleare
I tempi di costruzione del nucleare sono molto più lunghi e i costi per MWh molto più alti rispetto alle rinnovabili: questo significa che nuove centrali riducono meno emissioni per dollaro speso e per anno. Anche l’ammodernamento dei reattori esistenti è possibile, ma è costoso e ha un impatto limitato: la potenza di un reattore si può aumentare di poco più del 20%, mentre il repowering delle turbine eoliche spesso raddoppia o triplica la capacità. Per ragioni tecniche ed economiche, le centrali nucleari non offrono la flessibilità operativa necessaria per colmare i vuoti tra i picchi di produzione solare ed eolica.
Nel 2024, in molte aree, fattori come l’inflazione, l’aumento dei tassi d’interesse, le incertezze politiche, la stagnazione normativa e il calo della fiducia degli investitori hanno reso più difficile la transizione energetica. Contemporaneamente però il calo dei prezzi e i progressi nelle tecnologie chiave hanno aperto prospettive positive. Nei primi mesi del 2025 queste tendenze si sono accentuate: per la prima volta la produzione globale di energia solare ha superato, su base mensile, quella nucleare.
Numeri chiave e confronto
Gli investimenti globali nella produzione di energia rinnovabile hanno superato quelli nel nucleare. Particolarmente significativo nel 2024 è stato l’aumento degli investimenti nei mercati secondari: +81% nell’Asia-Pacifico (escluse Cina e India), +85% in Africa centrale e meridionale più Europa (escluse UE e Regno Unito) e +167% nelle Americhe (escluse USA e Brasile).
Nel 2024 gli impianti eolici e solari hanno prodotto oltre il 70% di elettricità in più rispetto al nucleare.
A livello globale si è registrata una netta inversione: nel 2024 la Cina ha rappresentato il 40% della produzione mondiale combinata di solare e eolico, mentre la sua produzione nucleare è cresciuta soltanto del 3,7%. La quota del nucleare nella produzione energetica globale è scesa al 4,5%. In Europa l’eolico ha contribuito per il 17% e il solare per l’11% alla produzione elettrica totale. In India la capacità solare è aumentata del 33%, tanto quanto quella eolica. Nel complesso il solare ha generato 2,6 volte la produzione nucleare, mentre l’eolico ha prodotto il 56% in più rispetto alla flotta nucleare. Negli Stati Uniti eolico e solare si stanno avvicinando alla produzione stabile del nucleare, e il Texas — pur essendo uno Stato a forte vocazione petrolifera — è diventato l’epicentro della crescita delle batterie fisse.
Nell’Unione Europea, nel 2024, eolico e solare insieme hanno coperto il 28% della produzione elettrica totale (17% eolico + 11% solare), superando la quota del nucleare, pari al 23%. La generazione da combustibili fossili è scesa fino a poco più del livello combinato di eolico e solare. L’aumento della produzione nucleare nell’UE è dovuto principalmente al recupero del parco francese; al netto della Francia, la produzione nucleare europea è invece in diminuzione.
Fonti articolo: Kyoto Club | Presentato a Roma il World Nuclear Industry Status Report 2025: il nucleare rallenta, mentre le rinnovabili corrono – Costi in calo e progresso tecnologico: la produzione di elettricità da eolico e fotovoltaico supera quella da nucleare di oltre il 70% in tutto il mondo- Corriere.it – World Nuclear Industry Status Report 2025 – Nucleare: Uscito il nuovo World Nuclear Industry Status Report 2025 – Coordinamento FREE
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