Guarda la docuserie JUNK – Armadi pieni

 Guarda la docuserie JUNK – Armadi pieni

Degli oltre 100 miliardi di vestiti prodotti annualmente, il 60% finisce in discarica entro il primo anno. Questa, l’inquietante premessa della miniserie Junk – Armadi pieni, prodotta da Sky Italia e Will Media. Articolo di Stefano Visani, presidente L’Age d’Or, per L’ECOFUTURO MAGAZINE.

Le sei puntate ci conducono in altrettanti luoghi della Terra, ognuno emblematico per una conseguenza o un aspetto del modo di produzione che caratterizza la fast fashion.

Si parte dal Cile e dal deserto di Atacama, le cui immagini della più grande discarica di abiti a cielo aperto del Pianeta divennero virali un paio d’anni fa.

La seconda puntata è dedicata a Kantamanto, mercato di abiti di seconda mano della capitale Ghanese Accra, il più grande nel suo genere dell’Africa occidentale, dove ogni settimana arrivano circa 15 milioni di capi d’abbigliamento, ma poiché negli anni la qualità media si è abbassata, circa il 40% di essa rimane invenduta, con le conseguenze che possiamo immaginare, mostrate nelle immagini di una discarica ancora più sconcertante di quella di Dandora, resa tristemente famosa dal docu-film “Antropocene”.

Il terzo episodio ci porta in Bangladesh, secondo produttore mondiale di abiti dopo la Cina, che gode del triste primato di essere, da un lato, al trentacinquesimo posto mondiale come prodotto interno lordo e, dall’altro, oltre il centotrentesimo per reddito pro-capite.

Il quarto episodio è ambientato a Sumatra ed ha al centro la produzione della viscosa, fibra derivata dalla cellulosa, che forse per questa ragione viene spesso ancora considerata una fibra naturale, mentre la sua produzione in Occidente si è interrotta quasi completamente per la notevole tossicità della lavorazione. A Sumatra le corporation che producono viscosa, oltre ad inquinare, stanno mettendo a rischio la foresta pluviale per sostituirla con piantagioni di eucalipto, azzerando in questo modo la biodiversità, sia animale sia vegetale.

Con il quinto episodio arriviamo in India, per parlare di cotone. Dalla semina (monopolizzata dai semi Monsanto) alla vendita, alla filatura, al trattamento (mancante) degli scarti tossici della tintura, in tutti i passaggi della filiera emerge lo sfruttamento dell’ambiente e delle persone.

Il sesto episodio è infine ambientato in Veneto e riprende il filo di un argomento di cui abbiamo molto sentito parlare, cioè dell’inquinamento delle acque da parte dei PFAS.

Nel complesso, un’ottima miniserie, scritta, diretta e raccontata con passione e rigore da un narratore-Virgilio (Matteo Ward) che, a differenza di quello dantesco, ci fa transitare da un inferno all’altro di un mondo e un modo di produzione in cui non sembra esserci redenzione.

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Redazione

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