Giornate della Soft Economy: al via il 20 novembre
Le Giornate della Soft Economy arrivate alla XIII edizione si svolgeranno a Treia dal 20 al 22 novembre con il sostegno di ben 35 tra promotori, partner e patrocini e vedranno la partecipazione di 95 relatori che animeranno 20 ore di dibattito e confronto che potranno essere seguite anche in streaming sul sito e i canali social della Fondazione Symbola.
“Comunità presenti e beni comuni. Le radici del futuro”
Come trasmettere ai nuovi abitanti le chiavi interpretative fondamentali per formarsi quella necessaria coscienza di luogo dei territori nei quali arrivano? Come sollecitare la partecipazione e il coinvolgimento delle comunità presenti, depositarie del patrimonio immateriale – antropologico culturale – e proprietarie del patrimonio materiale, case e terreni, che deve essere necessariamente rimesso in circolo per sottrarlo al sottoutilizzo e all’abbandono?
Comunità quindi generative di coscienza di luogo ma anche di nuove esperienze comunitarie, a partire da quelle che possono nascere da un associazionismo fondiario, agricolo e forestale, capace di trasformare i tanti beni privati – sottoutilizzati e abbandonati che costituiscono un evidente fattore diseconomico e di vulnerabilità e pericolosità territoriale – in beni comuni che possono generare e distribuire nuova ricchezza, rianimare e rimotivare le stesse comunità e proporre condizioni contemporanee di attrattività che favoriscano il neopopolamento.
“È il luogo a educare la comunità che lo abita; è il patrimonio di saperi, culture, esperienze, tradizioni a fornire alle persone che vivono in un certo luogo la direzione da percorrere per la crescita, per il proprio arricchimento continuo nel tempo”
Giacomo Becattini
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La presentazione di Fabio Renzi, Segretario generale della Fondazione Symbola
“Comunità presenti e beni comuni. Le radici del futuro” il titolo che abbiamo scelto quest’anno chiude una trilogia di appuntamenti dedicati alla nuova questione territoriale nazionale che riguarda la tenuta e la sicurezza dell’assetto generale del Paese a partire dal 66% che Eurostat classifica montano e alto collinare. Una trilogia iniziata nel 2023 e continuata nel 2024 con la scelta di titoli programmatici per le Giornate della Soft Economy come “La sfida territoriale: geografie e strategie contro le crisi climatica e demografica” e “Ritorno al territorio: Neopopolare per Rigenerare”.
Appuntamenti nei quali è emerso chiaramente che una montagna disabitata non può assicurare nessun efficace contributo nel contrasto alla crisi climatica aumentandone invece esponenzialmente i rischi e gli impatti derivanti dagli eventi estremi conseguenti. Una condizione particolarmente critica se consideriamo che l’assetto territoriale del Paese vede le aree montane ed alto collinari nella generalità dei casi limitrofe, prossime e spesso interstiziali alla maggior parte dei sistemi insediativi più densamente abitati e più intensamente urbanizzati. Quest’anno vogliamo concentrare l’attenzione sul ruolo decisivo che devono essere chiamate a svolgere le comunità presenti – quelle che abitano e frequentano con continuità le montagne – nelle dinamiche del neopopolamento rispetto ai nuovi abitanti – giovani italiani urbani e competenti e immigrati – sui quali ci siamo concentrati nei due appuntamenti precedenti.
Comunità presenti depositarie del patrimonio immateriale – antropologico culturale – ma anche proprietarie del patrimonio materiale – case e terreni – che deve essere necessariamente rimesso nella circolarità economica per sottrarlo al sottoutilizzo e all’abbandono. Comunità presenti generative di nuove esperienze comunitarie, a partire da quelle che possono nascere da un associazionismo fondiario, agricolo e forestale, capace di trasformare i tanti beni privati – sottoutilizzati e abbandonati che costituiscono un evidente fattore diseconomico e di vulnerabilità e pericolosità territoriale – in beni comuni che possono generare e distribuire nuova ricchezza alimentando le filiere dell’economia circolare, assicurando condizioni di sicurezza territoriale, contrastando gli effetti e gli impatti della crisi climatica, rianimando e rimotivando le stesse comunità presenti e proponendo condizioni contemporanee di attrattività che favoriscano il neopopolamento.
Symbola – Fondazione per le qualità italiane
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Immagine articolo di Jonathan Corbet


