Il Ghiacciaio Thwaites sta collassando rapidamente

 Il Ghiacciaio Thwaites sta collassando rapidamente

Articolo tratto da Global Warming Icon “Doomsday Glacier” in Trouble di Robert Hunziker, “Pressenza”.

Il ghiacciaio Thwaites (vasto ghiacciaio dell’Antartide che fluisce nella baia Pine Island, parte del Mare di Amundsen), soprannominato il “Ghiacciaio del Giorno del Giudizio” per le sue potenziali conseguenze catastrofiche sul livello dei mari, sta mostrando segnali di destabilizzazione accelerata che preoccupano la comunità scientifica internazionale.

Le immagini satellitari più recenti hanno rivelato fratture di proporzioni vastissime sulla sua superficie. A parlarne è Karen Alley, ricercatrice dell’Università di Manitoba (Canada), che ha lavorato in quella zona nel biennio 2019-2020: “Adesso che guardo le immagini riprese dal satellite non riconosco quasi più la banchisa. Ci sono diverse fratture molto grandi laddove prima non se ne contava alcuna.” Un quadro che la stessa ricercatrice definisce “drammatico”.

Un gigante da 75.000 miglia in caduta libera

Thwaites è il più grande ghiacciaio del mondo, con un’ampiezza di 75.000 miglia e una profondità compresa tra i 1.000 e i 3.500 piedi. La sua funzione non è solo simbolica: agisce da contrafforte stabilizzatore per l’intera Calotta Glaciale Antartica Occidentale (WAIS). Come scrive Hunziker, un cedimento della sua banchisa sarebbe “come far uscire il portiere in una partita di hockey su ghiaccio, lasciando libero accesso alla rete.”

Il dato più allarmante riguarda la velocità del flusso glaciale. Secondo Christian Wild dell’Università di Innsbruck, “è triplicato dal gennaio 2020 al gennaio 2026, fino a 2.000 metri all’anno”, con un’ulteriore accelerazione nei mesi più recenti. La sua sintesi è netta: “In sostanza, adesso è come se fosse in caduta libera.”

Scenari di innalzamento dei mari: da 1 metro a 4 entro il 2100

Le proiezioni sull’innalzamento del livello dei mari divergono, ma nessuna è rassicurante. Secondo New Scientist, il collasso della banchisa del Thwaites potrebbe innescare un effetto domino sull’intera Calotta Antartica Occidentale, portando a un innalzamento dei livelli del mare di 3,3 metri con modifiche alle linee costiere di tutto il pianeta.

Gino Casassa, glaciologo e direttore dell’Istituto Antartico Cileno, stima un innalzamento fino a 4 metri entro il 2100, con possibili valori superiori se le emissioni continueranno ad aumentare. Altri ricercatori si attestano su stime più conservative, nell’ordine di uno o due piedi. L’articolo sottolinea però un dato condiviso: il Thwaites è “avanti sulla tabella di marcia” rispetto alle previsioni di soli pochi anni fa.

Per Richard Alley, Professore di Scienze della Terra alla Penn State University, la dinamica in atto è quella attesa: “Le banchise di ghiaccio possono rimanere davvero stabili solo quando la temperatura è molto fredda. Stiamo però riscaldando il pianeta e perdendo banchise di ghiaccio, esattamente quello che ci si sarebbe aspettati.”

L’Antartide sotto shock termico

Il contesto climatico in cui si inserisce la crisi del Thwaites è quello di un’Antartide che registra anomalie termiche senza precedenti. In alcuni inverni australi, parti del continente hanno subito incrementi di temperatura tra i 15 e i 40°C al di sopra della norma, alimentati da un vortice polare distorto e da “fiumi atmosferici” che trasportano aria calda e umida verso l’interno del continente.

Un recente studio pubblicato su Science Advances (vol. 12, n. 19, 8 maggio 2026), intitolato “Compound Drivers of Antarctic Sea Ice Loss and Southern Ocean Destratification”, documenta come il calore intrappolato in profondità nell’Oceano Australe stia risalendo verso la superficie, sciogliendo il ghiaccio marino dal basso. Dal 2015, il ghiaccio marino antartico è in rapido declino: nel 2023 ha raggiunto minimi storici talmente estremi che, secondo gli scienziati, la probabilità che siano dovuti al caso è di 1 su 3,5 milioni.

I tagli di Trump alla ricerca polare

Mentre il ghiacciaio si frantuma, la politica americana va nella direzione opposta alla trasparenza scientifica. L’amministrazione Trump ha proposto tagli fino al 70% dei fondi per la ricerca scientifica polare alla National Science Foundation, e ha interrotto il noleggio del Nathaniel B. Palmer, l’unico rompighiaccio statunitense per la ricerca antartica. Risultato: i ricercatori polari americani sono stati di fatto rimandati a casa.

Hunziker non usa mezzi termini: “L’amministrazione non vuole che agli americani venga spiegato l’impatto del riscaldamento globale.” Una lettura che si somma alla critica alle politiche energetiche pro-fossili, definite nell’articolo “dalla parte sbagliata della storia.”

Conclusione

Il ghiacciaio Thwaites rappresenta oggi la minaccia più pericolosa del sistema climatico globale: un elemento di instabilità capace, da solo, di ridisegnare le coste del pianeta. I dati scientifici più recenti indicano che il processo di collasso è in corso più rapidamente del previsto, mentre le risorse destinate a monitorarlo vengono ridotte. Come conclude Hunziker, il rapido deterioramento del Thwaites è la prova più eloquente del fallimento delle politiche climatiche attuali.

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Redazione

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