Data Center: quanta energia consumano e come alimentarli
L’esplosione dell’Intelligenza Artificiale sta influenzando anche il mercato dell’energia con una nuova componente di domanda: i data center.
La diffusione dei centri di elaborazione dati, soprattutto in relazione all’addestramento dei sistemi di IA generativa, potrebbe essere oggi un possibile fattore di crescita della domanda elettrica a livello mondiale. Nel frattempo, si stanno moltiplicando i dubbi su come e dove costruire queste nuove infrastrutture. E soprattutto su come alimentarle.
A queste domande cerca di rispondere il report “Data center: quanti, dove e come. E soprattutto, alimentati con quali fonti energetiche?” realizzato dall’Università di Padova con il contributo liberale del WWF Italia. Scarica il Report
Il rapporto analizza la domanda di energia elettrica presente e futura dei Data Center in Italia, valutando l’incidenza sulla dinamica complessiva dei consumi e sulla possibilità di soddisfarla con fonti rinnovabili o ricavate con le rinnovabili. Vengono anche esaminate le motivazioni per cui la creazione di nuova capacità con altre fonti energetiche sia più o meno desiderabile. A questa analisi si aggiungono altri criteri di sostenibilità, a partire da quelli di efficienza energetica, di uso delle risorse idriche, di consumo del suolo e di impatto climatico.
Sintesi
I data center faranno crescere i consumi elettrici, ma non in modo ingestibile
Lo studio analizza tre possibili scenari al 2035:
- Scenario – Quota dei consumi elettrici nazionali
- Base: (più realistico) 4%
- Accelerato: 7,5%
- Estremo (forte sviluppo IA): 15%
Secondo gli autori, lo scenario realistico è quello del 4%, perché gli annunci di nuovi data center sono molto superiori ai progetti che verranno realmente costruiti.
Non servono nuove centrali nucleari o a gas
- Lo sviluppo previsto delle energie rinnovabili è sufficiente ad alimentare i nuovi data center;
- La rete italiana dispone già di centrali a gas a ciclo combinato che oggi lavorano molto al di sotto della loro capacità e possono coprire eventuali picchi;
- Non esiste quindi una necessità tecnica di costruire nuove centrali fossili dedicate;
- Anche il nucleare, compresi gli SMR, non potrebbe dare un contributo significativo entro il 2035, quando la crescita dei data center sarà maggiore.
Le richieste di connessione sono una “bolla”
A marzo 2026 risultavano richieste di connessione a Terna per circa 82,6 GW. Un valore giudicato enormemente superiore alla domanda realmente prevedibile.
Le motivazioni indicate sono:
- Molti progetti non verranno realizzati;
- Spesso vengono richieste connessioni molto superiori al fabbisogno;
- Soltanto circa il 68% degli investimenti annunciati negli ultimi anni è stato effettivamente costruito.
L’efficienza dell’IA migliora rapidamente
Lo studio sottolinea che i nuovi chip e i sistemi di raffreddamento stanno riducendo il consumo energetico per unità di calcolo. Ad esempio Google ha aumentato di oltre sei volte l’efficienza elaborativa per unità di energia in circa cinque anni.
Questo significa che la crescita dell’intelligenza artificiale non comporta necessariamente una crescita proporzionale dei consumi elettrici.
Come dovrebbero essere costruiti i nuovi data center
Il rapporto propone alcune regole:
- Costruzione preferibilmente su aree industriali già urbanizzate (brownfield);
- Zero consumo di nuovo suolo;
- Alimentazione tramite nuovi impianti rinnovabili;
- Forte efficienza energetica;
- Riduzione del consumo di acqua per il raffreddamento;
- Recupero del calore prodotto per il teleriscaldamento;
- Coinvolgimento delle comunità locali nelle decisioni.
Il ruolo dei PPA
Lo studio considera fondamentali i Power Purchase Agreement (PPA):
- Contratti pluriennali tra produttori di energia rinnovabile e gestori dei data center;
- Consentono di finanziare nuovi impianti eolici e fotovoltaici dedicati;
- Garantiscono prezzi dell’energia più stabili nel tempo.
Conclusioni
I data center rappresentano una grande opportunità economica per l’Italia, ma il loro sviluppo deve essere pianificato. Se alimentati da nuove fonti rinnovabili, con accumuli e una corretta gestione della rete, non rendono necessaria la costruzione di nuove centrali nucleari né di nuove centrali fossili dedicate.

Fonti articolo: Università di Padova – WWF Italia
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immagine articolo di Adrien


