Ecologia ed economia: investire nel green conviene

 Ecologia ed economia: investire nel green conviene

Ecologico ed economico – Chi ha investito in ecologia, quella vera, oggi si vede ampiamente ripagato. Articolo per L’Ecofuturo Magazine a cura di Averaldo Farri, director Green Innovation Division Zucchetti Centro Sistemi.

L’etimo della parola eco, il greco oikos, indica la casa. In ecologia sottintende l’ambiente, cioè la nostra casa comune, sulla quale si sviluppa un logos, cioè una scienza. Nella parola economia troviamo lo stesso suffisso accompagnato dalla parola greca nomos, che indica la legge, il governo. L’economia è quindi il governo della casa: in origine, un concetto legato a un’amministrazione prudente e razionale delle risorse.

«Le parole sono importanti» (Michele Apicella/Nanni Moretti), ed è vero. Il loro significato profondo guida e modella le nostre idee e azioni. Quanti vogliono farci credere che fra economia ed ecologia esistano una frattura e una contraddizione? Non è così. La natura non spreca. L’ecosistema naturale è concepito per sostenere tutti i suoi abitanti in modo razionale e quindi economico. San Francesco lo aveva capito già nel 1226: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba». Ecco il grande fascino dell’ambiente e una delle ragioni principali per cui mi definisco un ambientalista convinto.

Dall’ambiente naturale abbiamo tutto quello che ci serve, lo abbiamo in quantità e ci è regalato pieno di una bellezza struggente. Quando sentiamo dire che il Green Deal europeo è una iattura economica, dobbiamo indignarci. Può darsi che sia da correggere o da regolamentare con più attenzione, ma se continuiamo a confondere la spesa con l’investimento e a negare le evidenze che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, cerchiamo solo alibi e scorciatoie, non soluzioni. Per restare in ambito industriale, sento dire che la Cina ci porta via il lavoro e, per esempio, si prende sempre più share del mercato dell’auto con le sue elettriche e ibride.

Ma perché questo succede? Prima di tutto, i cinesi hanno investito e hanno spinto il loro prodotto sul mercato interno. Chi frequenta la Cina sa che a partire dal 2010 è iniziata una transizione per vietare i motorini a due tempi a scoppio e per trasformare i taxi delle grandi città in auto elettriche; i taxi di Shenzhen sono tutti elettrici dal 2019; le targhe delle auto sono state suddivise in blu per quelle a motore a scoppio e in verde per quelle elettriche, con queste ultime che beneficiano di una tassazione agevolata. La Cina si è data una forte direzione strategica, orientata in senso ambientale, ha investito molto e da anni, e sta raccogliendo i suoi frutti. L’industria europea dell’auto ha dormito sonni profondi. Noi dovevamo dare dividendi agli azionisti (e compensi milionari ai manager), invece di fare industria, e abbiamo perso il treno.

Se finalmente abbiamo capito la lezione, speriamo adesso di riuscire a prendere quello successivo. Ecologico non è solo bello. È anche, e soprattutto, fortemente economico e ne abbiamo testimonianza in campo energetico (chi ha davvero investito in rinnovabili adesso paga il chilowattora la metà di quanto lo paghiamo noi), in campo medico e alimentare e finanche in campo politico, poiché tutto ciò che è ecologico prescinde da fonti fossili che non controlliamo, non ci appartengono e ci rendono schiavi di scelte che possiamo solo subire a nostro detrimento.

Di Averaldo Farri leggi anche Rinnovabili come il fiore di loto, superano ostacoli e rinascono ogni giorno – Ecquologia²

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Redazione

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