Ecofuturo Festival: il racconto di Gianni Girotto

 Ecofuturo Festival: il racconto di Gianni Girotto

Anche quest’anno Ecofuturo Festival rilancia tante questioni afferenti all’indispensabile operazione di Transizione Ecologica e inizia affrontando due importanti tematiche: la produzione dell’energia e quella dell’edilizia, uno dei settori più energivori. Eccone una sintesi con qualche parziale conclusione. Tutti i video sono disponibili sul nostro canale Youtube.

L’esigenza della conversione ecologica è sempre più d’attualità anche alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici. Articolo di Gianni Girotto, membro Comitato Scientifico Ecofuturo.

Un futuro tutto rinnovabile.

Inizia Attilio Piattelli, Presidente del Coordinamento FREE, ricordando come resti ancora irrisolto il nodo dell’individuazione delle Aree Idonee per gli impianti rinnovabili, insieme ai relativi aspetti regionali e locali.

Secondo Piattelli, sebbene gli obiettivi energetici fissati dal Paese non suscitino particolari critiche, è sull’applicazione concreta che emergono le maggiori difficoltà: normative complesse, di difficile interpretazione e spesso ostacolanti. Per i terreni agricoli, le regole risultano restrittive: manca una classificazione che consenta l’utilizzo delle aree non coltivabili. Molte Regioni non hanno ancora emanato i decreti attuativi o sono inadeguati. Si sofferma quindi sul recente blackout della Spagna, sottolineando come l’Italia abbia una penetrazione delle rinnovabili inferiore rispetto al paese iberico, che si traduce in un aggravio del 30% sui costi in bolletta.

Tuttavia, il blackout spagnolo non è stato causato dalla quantità di impianti rinnovabili installati, bensì dall’inadeguatezza della rete elettrica: in particolare, la carenza di sistemi di accumulo e di interconnessioni con gli altri paesi. Quello della resilienza della rete è un tema centrale, su cui è urgente intervenire. Per accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili è necessaria una maggiore rapidità d’azione da parte della politica e degli enti pubblici, oltre a una determinazione maggiore nel promuovere la diffusione delle rinnovabili.

Fulvio Mamone Capria, Presidente di AERO (Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore), sottolinea come l’Italia dovrebbe prestare maggiore attenzione alle indicazioni dell’Unione Europea decisamente più avanzate nell’utilizzo dell’energia eolica. Evidenzia le criticità del decreto “FER2”, non adeguato alle esigenze del settore, e ricorda come, a distanza di oltre quattro anni, si sia ancora in attesa delle aste incentivanti. Le aziende del comparto hanno già investito circa 170 milioni di euro soltanto in studi di fattibilità e analisi preliminari. A ciò si aggiunge il ritardo nell’emanazione del cosiddetto “decreto Porti”, fermo da più di sei mesi, basilare per l’avvio operativo dei progetti di eolico offshore. Ricorda che gli operatori del settore hanno già pianificato l’installazione di impianti eolici offshore per una capacità complessiva di 15-20 GW entro il 2050 ma la politica deve permettere loro di lavorare.

Per il contributo del settore biogas interviene Caterina Nigo del CIB (Consorzio Italiano Biogas). Sottolinea come l’agricoltura non possa più prescindere dall’integrazione con le fonti rinnovabili. Il CIB ha sviluppato un modello per trasformare gli scarti agricoli in biogas e, successivamente, in biometano. Ricorda che il PNRR ha messo a disposizione strumenti utili ad ampliare il raggio d’azione di queste soluzioni. A rafforzare il ruolo dell’Italia nel panorama europeo, la nomina del presidente del CIB, Piero Gattoni, alla guida dell’Associazione Europea del Biogas.

Parola d’istituzione.

Per i rappresentanti delle istituzioni si parte da Monia Monni, Assessore della Regione Toscana che sottolinea come gli effetti della crisi climatica siano già evidenti e tangibili, con eventi estremi che causano danni economici e umani come la perdita di biodiversità e la risalita del cuneo salino. Evidenzia l’impegno della Toscana nel perseguire gli obiettivi della transizione ecologica riconoscendo che il percorso è ostacolato da un’incomprensione del legame tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica. Il compito della Regione deve essere quello di selezionare e sostenere progetti che generino un impatto complessivamente positivo dal punto di vista ambientale e socioeconomico.

L’Assessore della Regione Umbria, Thomas De Luca, evidenzia come il territorio umbro presenti criticità legate alla natura delle aree interne con poche infrastrutture e scarsamente connesse. A breve verrà approvata la legge per l’individuazione delle Aree Idonee, un passo decisivo per lo sviluppo ordinato ed efficace delle FER, garantendo al contempo la tutela del paesaggio. Saranno facilitati anche i sistemi di accumulo che potranno essere installati anche in aree non classificate come idonee, a condizione che vi sia una coerente integrazione con attività agricole e ambientali. Ci sarà il recupero funzionale dei bacini idrici che potranno essere utilizzati come infrastrutture per sistemi di accumulo (tramite impianti di pompaggio) e per l’installazione di fotovoltaico galleggiante.

La sessione si anima con l’intervento pungente di Jacopo Fo che sottolinea come Ecofuturo sta monitorando a livello globale lo sviluppo di numerose innovazioni tecnologiche dal grande potenziale. Critica le pressioni che spingono per un ritorno al nucleare, sottolineando come il vero dibattito dovrebbe invece concentrarsi su fonti rinnovabili poco valorizzate, come la geotermia principalmente in Italia che ha una immensa potenzialità geotermica. Cita il caso dell’area del Vesuvio, dove è in fase di studio un progetto geotermico di grande rilievo che potrebbe generare fino a 15 mila nuovi posti di lavoro.

Evidenzia anche le capacità ancora poco esplorate delle energie marine e del biogas, settori che possono contribuire in modo significativo alla transizione energetica. Tuttavia, questo progresso tecnologico si scontra con lo status quo di chi trae profitto dalla vendita di energia da fonti fossili. Ribadisce che il futuro passerà anche attraverso l’evoluzione dei sistemi di accumulo e delle batterie, rendendo il nucleare una scelta sempre meno necessaria e coerente con il nuovo paradigma energetico.

Gianfranco Pellegrini, CTO e cofondatore di TEON, chiude la sessione e anticipa un tema fondamentale della successiva parte del programma, relativo alle pompe di calore. Quelle di nuova generazione sono perfettamente compatibili anche con impianti termici tradizionali, come quelli dotati di termosifoni grazie alla loro capacità di riscaldare l’acqua a temperature elevate, sufficiente per alimentare i radiatori esistenti con un significativo risparmio economico.

Un futuro tutto efficiente, gli edifici che vogliamo.

Il dibattito si apre affrontando il tema degli infortuni domestici legati all’uso del gas in cucina. Interviene Federica Rossi Gasparrini, Presidente di Federcasalinghe – Famiglie nel Sole, preoccupata per la scarsa diffusione del fotovoltaico, definendolo «la fonte energetica più abbondante, gratuita e disponibile». Lancia un appello per l’eliminazione delle bombole di gas – e più in generale del gas dalle cucine – promuovendo l’adozione delle piastre a induzione che apporterebbe un beneficio economico e soprattutto di salute. La combustione del gas “a fiamma libera” produce inquinanti che compromettono la qualità dell’aria domestica causando seri danni alla salute. È indispensabile che la politica si impegni ad agevolare questa transizione.

Emanuele Michelangeli, dell’Ordine degli Ingegneri di Roma, conferma che le tecnologie necessarie per la transizione energetica sono mature e convenienti. Non esistono giustificazioni per narrazioni distorte che insinuano il contrario. Esprime profonda preoccupazione sui tagli dei fondi pubblici destinati alla ricerca e allo sviluppo (R&D) che causano una progressiva e irreversibile perdita di competitività per il nostro Paese nel medio e lungo termine, aspetto ignorato dall’attuale maggioranza politica.

La fattibilità della transizione ecologica si conferma nell’intervento dell’Ing. Alessandra Milic di TEON che riconosce come la maggior parte degli edifici datati dipenda da sistemi di riscaldamento tradizionali con termosifoni che utilizzano acqua riscaldata a temperature comprese tra i 60 e gli 80 gradi. Le moderne pompe di calore possono essere impiegate in tutto il territorio nazionale: al Sud, sfruttando l’aria come fonte di energia e, al Nord, utilizzando l’acqua di falda che ha una temperatura stabile attorno ai 14°C caratteristica che permette di ottenere un ulteriore risparmio energetico, migliorando l’efficienza del sistema di riscaldamento.

Queste tecnologie necessitano di professionisti qualificati per l’installazione e la gestione delle operazioni di ristrutturazione. Su questo interviene Massimo Nissoli, cofondatore e amministratore di Harley&Dikkinson, che presenta l’innovativo approccio della sua azienda. H&D ha sviluppato una specializzazione nel settore della riqualificazione dei condomìni, creando un network di aziende e professionisti impegnati nei vari aspetti della ristrutturazione edilizia, offrendo soluzioni “full optional” e “chiavi in mano” tramite “Agorà”, un pacchetto di servizi integrati che, attraverso una piattaforma online semplifica la gestione dei processi finanziari ed economici della riqualificazione oltre a quelli tecnici, realizzativi e operativi. Ciò ha permesso ad H&D di completare con successo centinaia di progetti di ristrutturazione condominiale e di garantire la corretta gestione a lungo termine degli interventi. Ha sottolineato l’importanza strategica del settore edile. Per questo motivo, per l’efficientamento del settore è stato essenziale e utile il Superbonus 110% e ne auspica un ripensamento.

Non poteva mancare Samuele Trento, divulgatore delle ecotecnologie tramite il suo canale YouTube. Affiancato da una rete fisica di operatori, racconta come questa transizione possa ridurre i costi energetici e l’impatto ambientale, portando benefici concreti a famiglie e imprese. Molti operatori del settore edile non sono ancora adeguatamente preparati sui temi delle tecnologie rinnovabili e tendono a proporre soluzioni obsolete e costose ai proprietari di edifici… CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO GRATIS SU L’ECOFUTURO MAGAZINE

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Redazione

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