Terre rare dal fondo del mare: l’italiana Decomar vola in Canada
LimpidH2O® BlueLoop: la tecnologia italiana di Decomar al DEMOday IMII di Saskatoon.
Il 10 settembre Decomar presenterà in Canada, alle principali multinazionali minerarie riunite per il DEMOday dell’International Minerals Innovation Institute (IMII), il protocollo BlueLoop per il recupero selettivo di noduli polimetallici e altre risorse marine profonde. La tecnologia, sviluppata a Massa, si basa su prelievo confinato e ciclo chiuso, con tutte le operazioni critiche svolte in superficie.
Una corsa da 28 miliardi di euro: il Critical Raw Materials Act
Il Critical Raw Materials Act dell’Unione Europea non è solo un quadro normativo: sta già orientando capitali industriali su scala continentale. Secondo la Commissione europea, i primi 47 Progetti Strategici selezionati all’interno dell’Unione richiedono 22,5 miliardi di euro di investimenti per entrare in operatività; i 13 progetti riconosciuti in Paesi terzi e territori d’oltremare ne richiedono altri 5,5 miliardi. La prima fase di attuazione dell’atto mobilita quindi un fabbisogno complessivo stimato in circa 28 miliardi di euro per 60 progetti.
A questa cifra si affianca il piano RESourceEU, che ha stanziato 3 miliardi di euro in dodici mesi per sostenere progetti capaci di offrire fonti alternative nel breve periodo. I numeri chiariscono la posta in gioco: l’Europa non cerca solo nuove miniere o nuovi fornitori, ma tecnologie, infrastrutture e proprietà intellettuale con cui costruire una propria catena del valore.
È in questo scenario che una tecnologia italiana è tra le ammesse quest’anno al DEMOday di Saskatoon, l’appuntamento che mette a confronto le innovazioni ritenute più rilevanti dall’industria mineraria internazionale — e che apre la possibilità di destinare parte di questi capitali a tecnologie proprietarie nate in Europa.
Il DEMOday IMII – come funziona
Il DEMOday è aperto a ogni candidatura, ma l’accesso alla selezione finale segue un meccanismo rigoroso: una tecnologia viene ammessa solo quando almeno due esperti tecnici di due diverse società minerarie multinazionali associate all’Istituto ne esprimono formalmente l’interesse, dopo una valutazione di merito. Questo doppio filtro restringe la platea alle soluzioni che l’industria considera meritevoli di un approfondimento operativo: lo scorso anno solo cinque tecnologie furono ammesse all’evento finale.
Per LimpidH2O® BlueLoop, questo significa che almeno due gruppi minerari internazionali hanno già esaminato l’architettura, riconosciuto il potenziale applicativo e richiesto un confronto diretto con Decomar. L’obiettivo dell’azienda a Saskatoon è concreto: trasformare l’interesse tecnico in un progetto pilota e in una partnership capace di portare la tecnologia italiana alla validazione sul campo e alla scala industriale internazionale.
Cos’è il protocollo BlueLoop
LimpidH2O® è l’architettura industriale a ciclo chiuso sviluppata da Decomar per il prelievo confinato e il recupero dei sedimenti. Il protocollo BlueLoop ne applica la logica al Deep Sea Resource Recovery (DSRR), estendendola al recupero selettivo di risorse minerali marine profonde — inclusi i noduli polimetallici, le terre rare che oggi, insieme al petrolio, sono all’origine di tensioni geopolitiche e conflitti.
Il funzionamento, in sintesi: il materiale viene prelevato in modo confinato, tramite pressurizzazione con acqua di processo riutilizzabile, e trasferito internamente al circuito, senza torbidità indotta né dispersione nella colonna d’acqua. Sul fondale — l’architettura è progettata per operare fino a 6.000 metri di profondità — resta la parte non utile del materiale, mentre a bordo (in gergo tecnico, “topside”) avvengono separazione, classificazione, controllo del fluido di ricircolo, monitoraggio e tracciabilità delle risorse recuperate.
La sostenibilità, in questo schema, non è una misura correttiva aggiunta a valle: è incorporata nella configurazione fisica del sistema, pensato per prevenire alla fonte i vettori d’impatto legati alla dispersione del materiale. Lo stesso approccio, applicato ai bacini interni, è già riconosciuto come una delle poche tecniche capaci di rimuovere i sedimenti senza causare intorbidimento delle acque e le conseguenti morie di fauna ittica e mitili — come quelle registrate a La Spezia.
Decomar dichiara una copertura brevettuale in 31 Paesi e valuta il proprio patrimonio di proprietà intellettuale nell’ordine delle centinaia di milioni di euro. SRM, il centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, ha inserito la tecnologia tra i driver della circular blue economy italiana.
Un paradigma diverso dal deep sea mining tradizionale
Decomar non presenta BlueLoop come una versione più sostenibile del deep sea mining classico, ma come un modello operativo alternativo. La differenza non è terminologica: nei dragaggi tradizionali si accetta la dispersione del materiale e si cerca poi di contenerla con soluzioni che, di fatto, non riescono a eliminare l’intorbidimento fine né la diffusione di eventuali inquinanti. Nel DSRR, l’accesso alla risorsa è invece subordinato al controllo fisico del prelievo, del trasferimento e del fluido di ricircolo: o non si disperde, o non si opera.
Un quadro normativo internazionale ancora aperto
Il passaggio normativo europeo arriva mentre il contesto internazionale è ancora in evoluzione: nell’Area internazionale dei fondali marini lo sfruttamento non è ancora autorizzato, e il Mining Code dell’International Seabed Authority resta in fase di negoziazione. Per governi e istituzioni si apre quindi una scelta: limitarsi a regolare tecnologie sviluppate altrove, oppure contribuire a definire nuovi standard attraverso una soluzione europea già brevettata, industrialmente strutturata e candidata alla validazione sul campo.
Cosa c’è in palio per l’Italia e per l’Europa
Il regolamento IMII prevede, per le tecnologie selezionate, un finanziamento fino a 250.000 dollari e la possibilità di avviare un progetto pilota con una o più società minerarie associate. È solo il primo gradino: la scala economica disegnata dal CRMA è di tutt’altro ordine, con i circa 28 miliardi di euro necessari per i primi 60 Progetti Strategici e i 3 miliardi aggiuntivi di RESourceEU.
Per Decomar, la posta in gioco è entrare in questa traiettoria finanziaria con una tecnologia europea capace di trasformare proprietà intellettuale in capacità industriale. La selezione al DEMOday conferma l’interesse concreto delle principali multinazionali del settore minerario verso la validazione tecnologica e il successivo passaggio all’industrializzazione su larga scala.
Per l’Italia e per l’Europa la questione, dunque, non è solo industriale ma strategica: decidere se una tecnologia di questa rilevanza debba passare sotto il controllo di operatori esteri, oppure diventare capacità produttiva europea, leadership industriale, influenza regolatoria e autonomia tecnologica.
Le parole del CEO
Davide Benedetti, CEO di Decomar, commenta così l’appuntamento canadese:
«Non chiediamo di abbassare gli standard ambientali per accedere alle risorse: proponiamo di alzare lo standard tecnologico. L’Europa non deve scegliere tra dipendenza strategica e rinuncia. Può costruire un terzo percorso, basato su circuito chiuso, prelievo confinato, controllo del fluido di ricircolo e operazioni critiche svolte a bordo. Il CRMA ha già aperto una partita da decine di miliardi di euro: la questione è quanta parte di questi capitali potrà essere destinata a tecnologie europee capaci di prevenire l’impatto alla fonte. Il 10 settembre non porteremo a Saskatoon soltanto una tecnologia, ma una scelta industriale, e l’occasione per trasformare l’interesse già espresso da alcune delle più grandi multinazionali minerarie del mondo in una partnership industriale concreta.»
Cos’è il DEMOday IMII
Il DEMOday è organizzato dall’International Minerals Innovation Institute, fondato nel 2012 in collaborazione con la Saskatchewan Industrial and Mining Suppliers Association (SIMSA). Dal 2018 mette in contatto innovatori e fornitori tecnologici con l’industria mineraria del Saskatchewan, uno dei principali distretti minerari internazionali. Le tecnologie selezionate incontrano gli esperti industriali in sessioni riservate, finalizzate alla costruzione di possibili progetti congiunti.
Chi è Decomar
Decomar S.p.A., con sede a Massa, sviluppa tecnologie proprietarie per il prelievo confinato e il recupero in circuito chiuso di sedimenti e risorse marine. LimpidH2O® è la piattaforma tecnologica originaria; BlueLoop è il protocollo DSRR dedicato al recupero selettivo di risorse minerali marine profonde e materie prime di interesse strategico.
Contatti stampa: Davide Benedetti, CEO — davide.benedetti@decomar.it — Decomar S.p.A., Via Dorsale 9, 54100 Massa (MS) — www.decomar.it
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