Cooperazione e Comunità: Una Risposta all’Individualismo

 Cooperazione e Comunità: Una Risposta all’Individualismo

Guadagni di comunità. Articolo a cura di Averaldo Farri, director Green Innovation Division Zucchetti Centro Sistemi

Viviamo tempi d’individualismo esponenziale che hanno effetti drammatici sul mondo del lavoro

Comunità e cooperazione: due parole piuttosto evocative in questo nostro tempo di individualismo spinto. Per entrambe, l’origine è latina.

Comunità viene da communis “che compie il suo incarico insieme”, derivato da cum, insieme e munus, obbligo, (ma anche dono). Communis ha dato origine a tanti altri vocaboli, da comune a comunicare finché in italiano la parola comunità ha preso significati estesi e vari ma sempre connotati da un aspetto morale importante, tant’è che si parla di comunità terapeutiche, monastiche, scolastiche, internazionali e via dicendo e caratterizza gruppi di attività, in genere senza accezioni negative come invece, per esempio, succede con la parola setta.

Cooperazione deriva da cum operari, lavorare insieme, di solito inteso senza vincoli gerarchici al contrario di quanto invece suggerisce la parola collaborare.

Mi sembrava importante partire dagli etimi delle due parole per inquadrare il tema centrale di questo numero della nostra rivista. È utopia pensare di riuscire davvero ad operare insieme, senza vincoli di potere, controllo o interessi economici. Probabilmente sì, ma è utopia che indica una modalità concreta (e pacifica) per la soluzione di problemi molto seri e radicati nelle nostre comunità.

Prendiamo, per esempio, la tragedia enorme delle morti sul lavoro. Il problema è molto grave e nel 2024 sembra ancora più intensificato. Hanno ragione i sindacati che parlano di sistema malato di appalti e sub-appalti per massimizzare i profitti; hanno ragione le Assl o i vigili del fuoco che non hanno i mezzi per controllare tutto; hanno ragione i datori di lavoro che si sentono schiavi di regole e procedure talvolta molto stringenti e costose e che, se devono fare offerte sempre al massimo ribasso, a volte non possono evitare di sub-appaltare. Hanno ragione tutti ma è un fatto, tragico ed inaccettabile che dalle morti sul lavoro non riusciamo a venirne fuori. E sono decenni che è così.

Ecco dove un sistema basato su una stretta cooperazione si impone in maniera prepotente come valore di riferimento e come modello di azione atto a risolvere le piaghe del nostro tempo. E si capisce anche come e perché la cooperazione su temi come questo, ma potrei parlare di salvaguardia dell’ambiente, di sfruttamento del territorio e di qualsiasi altro problema strutturale del nostro presente, debba diventare un paradigma di gestione continuativa dei diversi ambiti di applicazione… Continua a leggere l’articolo gratuitamente su L’ECOFUTURO MAGAZINE

Redazione

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