Consiglio di Stato: ennesima sentenza pro fotovoltaico

 Consiglio di Stato: ennesima sentenza pro fotovoltaico

Un’importante sentenza del Consiglio di Stato (CdS) ridefinisce le regole per l’installazione di impianti fotovoltaici in zone soggette a molteplici autorizzazioni, come nel caso di una famiglia fiorentina residente in via della Querciola.

Con la sentenza n. 02808/2025 in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), pubblicata il 2 aprile 2025, il CdS ha accolto il ricorso della famiglia contro il diniego rilasciato dal Comune di Firenze e dalla Soprintendenza, sottolineando come l’interesse pubblico all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili non debba essere considerato secondario rispetto alla tutela del paesaggio.

Il Caso Specifico

A gennaio 2021 la famiglia aveva presentato al Comune di Firenze una richiesta di autorizzazione paesaggistica per la realizzazione di un cappotto termico e l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione, ubicata in una zona classificata come «centro storico minore – borgo storico (Zona A)», quindi soggetta a vincolo paesaggistico e nelle immediate vicinanze delle Ville Medicee.

Il progetto iniziale prevedeva che i pannelli fossero montati su due falde del tetto non esposte alla pubblica via, caratterizzati da una colorazione scura e non riflettente. La commissione per il paesaggio locale aveva espresso un parere favorevole a condizione che l’intero impianto venisse integrato nel manto di copertura e i pannelli presentassero una colorazione uniforme, in linea con il contesto edilizio.

I Dinieghi e il Ricorso

Nonostante il parere condizionato della commissione, la Soprintendenza, a marzo 2021, negava l’autorizzazione all’impianto, giustificando il diniego con l’estrema vicinanza dell’edificio al sistema delle Ville Medicee e ritenendo il progetto incompatibile con il contesto. Anche il Comune, in seguito a una nuova valutazione e al riesame della pratica, confermò il diniego, sostenendo che l’impatto visivo dell’impianto non fosse accettabile.

A settembre 2021, la famiglia modificò il progetto proponendo una nuova soluzione progettuale: i pannelli sarebbero stati installati in due falde non prospicenti la via, con una colorazione “rosso mattone”, disposti in maniera regolare e completamente integrati nel manto di copertura. Nonostante questo aggiornamento, la commissione del paesaggio e il Comune continuarono a rifiutare l’autorizzazione, facendo riferimento al precedente parere della Soprintendenza senza considerare le nuove modifiche.

Dopo che il TAR di Firenze, nel 2022, aveva confermato il diniego in favore del Comune, i proponenti si rivolsero al Consiglio di Stato nel 2023.

La Decisione del Consiglio di Stato

Il CdS ha accolto l’appello della famiglia per diverse ragioni:

  • Interesse Pubblico e Semplificazioni Normative: La normativa attuale, volta a incentivare l’uso delle fonti rinnovabili, riconosce la pubblica utilità dell’installazione degli impianti fotovoltaici, anche su tetto. Il CdS ha precisato che l’interesse pubblico all’incremento della produzione di energia da fonti alternative non è subordinato alla tutela del paesaggio.
  • Valutazione della Compatibilità: Il Consiglio ha affermato che, pur riconoscendo che l’installazione dei pannelli crea un certo impatto visivo, la compatibilità del progetto deve essere valutata caso per caso. La soluzione progettuale proposta, per colore e consistenza, è risultata in grado di minimizzare l’impatto visivo, armonizzandosi con il contesto circostante.
  • Mancanza di “Dissenso Costruttivo”: Il parere negativo espresso dalla Soprintendenza è stato ritenuto carente perché privo di un adeguato “dissenso costruttivo”. In altre parole, non sono state fornite motivazioni specifiche e giustificate per il rifiuto, basandosi esclusivamente su considerazioni generiche.
  • Limitazioni dell’Intervento: Il CdS ha inoltre stabilito che l’installazione di impianti fotovoltaici può essere vietata in maniera assoluta soltanto nelle “aree non idonee” individuate dalla Regione, mentre nelle altre circostanze la valutazione deve essere fatta in base alle modalità con cui i pannelli vengono integrati negli edifici.

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Redazione

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