Campi Bisenzio comune Glifosate Free

 Campi Bisenzio comune Glifosate Free

Il sindaco di Campi Bisenzio (Fi), Andrea Tagliaferri, ha firmato un’ordinanza urgente che proibisce l’uso e lo spandimento di tutti i prodotti erbicidi contenenti glifosate su tutto il territorio comunale fino al 31 dicembre 2026.

Il provvedimento riguarda sia soggetti pubblici che privati e si applica a tutti gli ambiti di utilizzo: agricolo, urbano ed extraurbano, su suolo pubblico e privato. Il divieto interessa in particolare tutte le aree frequentate dalla popolazione, come parchi, giardini, aree verdi scolastiche, marciapiedi e bordi stradali.

Le motivazioni del divieto del glifosate

Il glifosate è l’erbicida sistemico non selettivo più diffuso al mondo, usato tanto nelle coltivazioni quanto nei giardini privati. Nel 2015 la IARC — l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’OMS — lo ha classificato nel gruppo 2A come “probabile cancerogeno per l’uomo”, sulla base di prove di genotossicità e capacità di indurre stress ossidativo. Da allora il dibattito scientifico è rimasto aperto e non del tutto conclusivo.

L’amministrazione di Campi Bisenzio richiama nella sua decisione in particolare il rischio di contaminazione della falda idrica locale da parte del glifosate e del suo metabolita AMPA (acido aminometilfosfonico), che si forma dalla degradazione della sostanza nel suolo.

Il principio di precauzione come fondamento giuridico

L’ordinanza si fonda sull’art. 191 del Trattato sul Funzionamento dell’UE e sul Reg. CE 178/2002, che autorizzano misure preventive anche in assenza di certezza scientifica assoluta, quando esistano indicazioni di possibile danno. Il documento cita anche la sentenza del Tribunale Amministrativo di Lione del 2019, che ha già riconosciuto la legittimità di provvedimenti simili.

Cosa è già vietato a livello nazionale e regionale?

Il Ministero della Salute aveva già revocato nel 2016 l’uso del glifosate in parchi, giardini e aree frequentate da bambini e soggetti vulnerabili, e con decreto del novembre 2021 ne ha proibito l’impiego nei giardini familiari. La Regione Toscana, con delibera n. 821/2015, aveva a sua volta vietato l’uso non agricolo della sostanza, ammettendo deroghe solo in casi eccezionali e previa autorizzazione dell’ASL. L’ordinanza di Campi Bisenzio va oltre, estendendo il divieto anche all’uso agricolo sull’intero territorio comunale.

Quali alternative al diserbo chimico?

Il documento comunale indica che il controllo delle malerbe è tecnicamente praticabile con metodi alternativi che non rilasciano sostanze indesiderate nel suolo né nelle acque:

  • Sistemi meccanici di taglio
  • Pirodiserbo (diserbo termico a fiamma)
  • Diserbo a vapore

Sanzioni e controlli

Sanzioni amministrative. Violazione dell’ordinanza (art. 7-bis D.Lgs. 267/2000): da € 25 a € 500. In caso di applicazione del D.Lgs. 150/2012 sui pesticidi, la sanzione sale da € 5.000 a € 20.000. Il ricorso al TAR di Firenze è ammesso entro 60 giorni.

L’esecuzione dell’ordinanza è affidata al Comando della Polizia Municipale e agli altri organi di polizia competenti. Una copia è stata inviata all’ASL Toscana Centro, ad ARPAT, alla Regione Toscana, alla Prefettura di Firenze, alla Città Metropolitana e al Comando dei Carabinieri di Campi Bisenzio.

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Redazione

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