Biogas Italy: come è andata l’edizione 2021

BIOGAS ITALY 2021, GATTONI (CIB): “RUOLO CENTRALE DELL’ITALIA PER LA PRODUZIONE DI BIOGAS”

Ultima giornata di “Biogas Italy – Green Possible. Nuove energie per nuovi mercati” organizzato dal CIB – Consorzio Italiano Biogas con le testimonianze dei protagonisti del mondo dell’industria e del mercato del biogas e biometano agricolo, in Europa e in Italia. 

Si è tenuto presso il Nazionale Spazio Evanti a Roma, la sesta edizione di Biogas Italy. L’evento, organizzato dal CIB – Consorzio Italiano Biogas, è stato dedicato ad approfondire le opportunità fornite dal PNRR per la transizione agro ecologica dell’agricoltura italiana. Nel corso dell’edizione 2021, i temi trattati sono stati quelli della transizione energetica e decarbonizzazione dei diversi settori produttivi, la tutela del suolo e le prospettive di sviluppo dei gas rinnovabili in Italia e in Europa.

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Roma, 24 Settembre 2021La transizione energetica non è solo un percorso necessario, ma possibile.  E’ questo il messaggio che emerge dal confronto degli stakeholder che sono impegnati al fianco dell’agricoltura per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, a conclusione della sesta edizione di Biogas Italy.

“L’Italia ha un ruolo centrale in Europa per la produzione di biogas”, ha sottolineato Piero Gattoni nelle conclusioni di Biogas Italy.

Farming for Future rappresenta un progetto basato su azioni concrete in grado di stimolare, con rinnovato slancio, nuovi investimenti nella filiera agroalimentare italiana per lo sviluppo di nuovi mercati del gas rinnovabile. Dalla due giorni di Biogas Italy è emerso come, sia a livello istituzionale che produttivo, il lavoro che abbiamo svolto in questi anni ha contribuito a delineare gli indirizzi di oggi. Se da una parte il CIB – Consorzio Italiano Biogas continuerà a promuovere il modello del Biogasfattobene, dall’altra per attuare efficacemente le misure contenute nel PNRR occorre permettere a ciascuna azienda agricola di esprimere il proprio potenziale produttivo rinnovabile, sia esso sotto forma di energia elettrica o di biometano, in funzione delle proprie peculiarità e tenendo conto del contesto territoriale locale”.

La rinnovata alleanza tra le eccellenze del settore agricolo e industriale italiano è stata al centro di questa seconda giornata.

“Il mondo delle imprese e dell’industria è lanciato verso un importante percorso di sostenibilità e vede nell’agricoltura l’alleato per avviare questo tragitto. Oggi è un momento decisivo e per il futuro è necessario un cambio di passo: più capacità di ascolto delle esigenze delle aziende, dialogo costante con i territori e, soprattutto, impegno di una maggiore capacità di investimenti per poter contribuire positivamente al rilancio economico del Paese”, ha dichiarato Angelo Baronchelli, Vice Presidente del CIB – Consorzio Italiano Biogas.

Dal confronto delle diverse tavole di dialogo della giornata è emerso come le ambiziose traiettorie di sviluppo impongono una riflessione sullo stato attuale del mercato per affrontare e superare le criticità ad oggi riscontrate e definire meglio il quadro normativo tenendo conto dell’evoluzione del settore e delle diverse sue componenti.

In questo contesto emerge, inoltre, come il settore italiano del gas rinnovabile si è ritagliato uno spazio importante e potrà dare un contributo determinante al raggiungimento dell’obiettivo di decarbonizzazione, in particolare dei settori di difficile elettrificazione.

Harmen Dekker, direttore di EBA – European Biogas Association, è intervenuto sottolineando il ruolo importante dell’Italia in Europa per la produzione di biogas: “L’agroecologia sarà importante per la produzione di energia e per il recupero della CO2. La nostra previsione è che si arrivi a livello europeo a 124 miliardi di metri cubi di produzione, quindi sarà necessario lavorare sulle infrastrutture e che questa risorsa sia sfruttata sia a livello industriale che civile”.

Il nuovo scenario evolutivo prospettato dall’agenda politica europea e le misure messe in campo dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) delineano nuove traiettorie che permetteranno di utilizzare appieno tutto il potenziale produttivo agricolo nazionale.

Come sottolineato da Luca Ventorino, segreteria tecnica del dipartimento Energia e Clima del Ministero della Transizione Ecologica: “Le misure del PNRR sono un segnale forte e concreto delle intenzioni delle Istituzioni per favorire lo sviluppo delle rinnovabili, compreso il biometano per il quale l’obiettivo è di arrivare al 2026 a 3,5 miliardi di Smc annuo prodotti, valorizzando attraverso le riconversioni il patrimonio impiantistico esistente”.

Importante anche il sostegno da parte del Governo: “Siamo consapevoli di quanto il Paese possa fare a livello nazionale e globale. Il settore agricolo può avere tutte le potenzialità per essere il vettore di un cambiamento che riguarda l’intera nazione. Il progetto “Farming for Future” promosso dal CIB – Consorzio Italiano Biogas è un veicolo importante per questo cambio di marcia, ricordandoci che l’Italia è il terzo produttore di biogas dal settore agroalimentare in Europa. È una partita da giocare e che noi possiamo vincere”, ha dichiarato il Sen. Francesco Battistoni, Sottosegretario al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

I numeri dello sviluppo del biometano in Italia

L’intervento di Marco Pezzaglia, responsabile Centro Studi Cib

Produzione al 2026 di biometano da riconversione e ampliamento biogas e da nuovi impianti in ambito agricolo: 2,3 -2,5 Sm3, dagli attuali 236 milioni di Sm3. Con una previsione di investimenti (2022-2026) per riconversioni e nuovi impianti di circa 5mld di euro. Sono i numeri dello sviluppo che ci si può attendere dal settore presentati da Marco Pezzaglia, responsabile Centro Studi Cib, in occasione di Biogas Italy 2021.

Pezzaglia ha ricordato “il grande sviluppo del mercato del biogas e della digestione anaerobica in generale che ha portato rilevanti investimenti e una quota di energia rinnovabile che è già integrata e integrabile pienamente nel mercato”.

“I numeri del mercato: siamo a circa 2000 impianti, di cui l’80% è agricolo e un investimento di 4,5 mld. Da questi numeri saranno una decina di anni che stiamo tentando di fare qualcosa in più: è dal 2013 che c’è un decreto del biometano e registriamo che non è avvenuta la riconversione del parco sviluppato, uno dei passi auspicati dal primo decreto, pur in presenza di un incentivo anche gli impianti a nuovo non sono arrivati nella misura che ci si aspettava”, ha rimarcato.

Infine, Pezzaglia ha sottolineato che “ci sono potenzialità in campo europeo e ci sono potenzialità rilevanti per il settore italiano, biogas e biometano possono avere un impatto decisivo nel percorso di decarbonizzazione del sistema degli usi finali”, inoltre “il biogas agricolo è un driver importante per lo sviluppo delle filiere locali”.

L’impegno del settore verso neutralità carbonica

I messaggi chiave della prima giornata di “Biogas Italy – Green Possible. Nuove energie per nuovi mercati”

L’impegno della filiera del biogas e biometano agricolo nell’ottimizzazione dei processi produttivi, nella ricarbonizzazione dei suoli, grazie al ricorso a pratiche agricole innovative e al minor ricorso ai concimi chimici, all’impiego di pratiche agricole innovative per favorire il processo di transizione agroecologica e raggiungere gli obiettivi di neutralità carbonica.

Queste le principali soluzioni proposte dalla filiera del biogas agricolo italiano nel corso della prima delle due giornate di Biogas Italy a Roma.

La digestione anaerobica rappresenta uno strumento imprescindibile per la transizione agroecologica e indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e climatici. Abbiamo aperto l’edizione di quest’anno raccontando la nostra visione di futuro, illustrando le 10 azioni del nostro progetto “Farming for Future” e mettendola a confronto con gli obiettivi e le prospettive prefigurate a livello europeo e nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Con i diversi tavoli di dialogo abbiamo cercato di raccontare non solo come ci sia coerenza di visione, ma anche come il percorso delineato sia raggiungibile. Dopo la prima giornata di lavori è chiaro che per raggiungere gli obiettivi servono: ricerca, formazione, condivisione e comunicazione” dichiara Piero Gattoni, Presidente del CIB – Consorzio Italiano Biogas.

Hanno aperto la prima giornata di lavori questa edizione di Biogas Italy: Stefano Patuanelli, Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, che ha inviato un videomessaggio; Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura; Giorgio Mercuri, Presidente Fedagri; Ettore Prandini, Presidente Coldiretti; Gianmichele Passarini, Presidente CIA Veneto; Stefano Ciafani, Presidente Legambiente; Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola, che hanno ribadito il loro sostegno alla diffusione delle buone pratiche declinate con le 10 azioni.

Sul punto il Presidente Gattoni ha ribadito: “Sono convinto che solo un cambio di passo interno al mondo agricolo e industriale, con l’impegno dell’intera filiera e il lavoro di squadra nel diffondere pratiche agricole innovative possano permettere all’agricoltura di trovarsi pronta ad affrontare la sfida climatica. L’esperienza raccontata attraverso i tavoli di dialogo odierni dimostra che il mondo agricolo e imprenditoriale è pronto ad accogliere la sfida.”

Il Ministro Stefano Patuanelli ha sottolineato “Grazie al Piano di Ripresa e Resilienza abbiamo uno strumento indispensabile per il raggiungimento dei nostri obiettivi, tra cui la riduzione delle emissione, lo sviluppo delle energie rinnovabili, dell’economia circolare, il contrasto al consumo del suolo e del dissesto idrogeologico”. Il Ministro ha sottolineato come all’interno del PNRR ci siano alcuni interventi di interesse come lo  sviluppo del biogas e del biometano. Patuanelli ha ringraziato il CIB “per aver messo al centro  del dibattito un tema fondamentale per il futuro del settore agroalimentare: quello della transizione ecologica”.

Un’attenzione particolare è stata riservata al percorso verso la neutralità carbonica, alla luce del mutato scenario europeo. I nuovi obiettivi impongono di mettere l’agricoltura al centro per assicurare la sicurezza alimentare, la tutela del suolo a favore dell’espansione dell’assorbimento di carbonio e per produrre energia rinnovabile e sostenibile.

Maciej Golubiewski, Capo gabinetto del Commissario Europeo per l’Agricoltura, ha ribadito: “Se si vuole produrre di più in modo efficiente serve incrementare lo sviluppo tecnologico per favorire la qualità dei prodotti di base ed è necessario rafforzare le sinergie tra i produttori locali e i retailer per abbattere i costi di filiera in favore della sostenibilità.” ed ha aggiunto che: “Se la PAC giocherà un ruolo importante per supportare il settore agricolo nel processo di transizione, il biogas e biometano aiuteranno a promuovere modelli efficienti di carbon farming”.

A riprova della sensibilità e attenzione del nostro Paese verso il percorso di transizione hanno portato la loro testimonianza anche le principali filiere agroalimentari italiane. Tutte hanno sottolineato come la disponibilità di materie prime a bassa impronta carbonica sia il primo step di un ciclo produttivo attento a minimizzare l’uso delle risorse.

“La prima giornata è stata l’occasione per ribadire un principio che ci sta particolarmente a cuore: la filiera agroalimentare Made in Italy è in grado di continuare a produrre cibi di alta qualità, riducendo le proprie emissioni. Auspichiamo che il percorso attuativo del PNRR sia rapido e quanto più condiviso con le imprese per dare concretezza agli obiettivi previsti” conclude il Presidente Gattoni.

Redazione

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