Amianto e nuove regole UE: la guida INAIL per tutelare i lavoratori

 Amianto e nuove regole UE: la guida INAIL per tutelare i lavoratori

In Europa l’amianto continua a causare gravi danni alla salute: nel 2019 si sono registrati oltre 71.000 decessi legati a esposizioni passate e il 78% dei tumori professionali è connesso a questo materiale cancerogeno.

Un nuovo documento dell’Inail – elaborato dal Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza (DIT) – analizza le novità introdotte dalla Direttiva europea 2023/2668, che aggiorna la normativa sulla protezione dei lavoratori esposti all’amianto. Vd. La Direttiva europea 2023/2668: contenuti e novità sulla tutela dei lavoratori esposti ad amianto

Le novità della Direttiva 2023/2668

La nuova direttiva, che modifica la precedente 2009/148/CE, introduce importanti aggiornamenti:

  • Riduzione del valore limite di esposizione all’amianto sul luogo di lavoro.
  • Metodi di analisi più precisi, basati sulla microscopia elettronica.
  • Controlli obbligatori della presenza di amianto negli edifici prima di lavori di manutenzione o demolizione.
  • Introduzione della figura dell’“operatore qualificato”, con formazione e certificazione specifiche.
  • Permessi speciali per la rimozione e lo smaltimento in sicurezza.

Queste misure rafforzano la prevenzione e mirano a ridurre il rischio di malattie professionali, migliorando la protezione sia per i lavoratori che per la popolazione.

Impatti e benefici attesi

Secondo l’Inail, l’applicazione della nuova direttiva porterà nel tempo benefici sociali ed economici significativi, tra cui:

  • Maggiore cultura della prevenzione e sicurezza sul lavoro.
  • Riduzione di incidenti e malattie asbesto-correlate.
  • Diminuzione dell’assenteismo e dei costi assicurativi.
  • Miglioramento dell’immagine aziendale e della competitività del settore.

Nel frattempo Il Consiglio dei Ministri ha già avviato l’esame preliminare del decreto che recepirà la direttiva in Italia. Vd. Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 144

Leggi anche: Ondate di calore e diritti dei lavoratori

Redazione

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