Ricorso Ogm in Italia: il Consiglio di Stato respinge

Con l’Expo di Milano che incombe, non senza suscitare grandi polemiche e con il suo molto impegnativo slogan di accompagnamento “Nutrire il Pianeta – Energia per la vita”, ecco arrivare anche la Sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso di un agricoltore friulano


, che aveva impugnato il decreto del 23 gennaio, di proroga di 18 mesi del divieto di coltivazione, in Italia, del mais geneticamente modificato, dopo la decisione della UE di lasciare ad ogni paese membro, la decisione di divieto o meno.

Proprio il giorno stesso della decisione dell’Europarlamento, il “paladino” degli Ogm in Italia, Giorgio Fidenato, leader di Agricoltori Federati, aveva presentato il ricorso al Consiglio di Stato, annunciando che si sarebbe proceduto comunque “all’ennesima semina di Mon810, questa volta in serra”, una semente dal nome eloquente della regina delle multinazionali Monsanto. Un tema, quello degli ogm , sul quale la Commissione europea dovrebbe tracciare le linee guida sul futuro degli Ogm nell’Ue entro la fine di aprile prossimo.

Nelle motivazione del Consiglio di Stato di respinta della istanza pro-ogm, si dice che “lo Stato membro può decidere se e per quanto tempo mantenere in vigore le misure d’emergenza nazionali adottate» e ha riconosciuto che i ministeri interessati (Salute, Politiche agricole e Ambiente) hanno «correttamente ritenuto che il mantenimento della coltura del mais Mon810 senza adeguate misure di gestione non tutelasse a sufficienza l’ambiente e la biodiversità, così da imporre l’adozione della misura di emergenza contestata”.

A fronte delle decisione avversa agli Ogm, lo stesso Fidenato ha commentato: “Come sempre ho fatto in passato mi rivolgerò alla Corte europea di giustizia , l’unica che ha riconosciuto la bontà delle nostre istanze e del nostro operato”.

Positivi i commenti del mondo ambientalista, come quello di Greenpeace, la quale a voce di s Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia ritiene che “la decisione del Consiglio di Stato conferma ancora una volta la validità del decreto recentemente prorogato e della corretta applicazione del principio di precauzione a salvaguardia di agricoltura e ambiente. Secondo Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera “Si tratta di una ulteriore convalida che l’applicazione del principio di precauzione va nella giusta direzione per la salvaguardia del nostro patrimonio agroalimentare.” Sul tema è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, secondo il quale “è una nuova vittoria per difendere la vera agricoltura, i veri agricoltori, le vere produzioni, il cui valore sta nella loro diversità e non nell’omologazione ai livelli più bassi”.

Una decisione in sintonia con quello che sta facendo un colosso delle produzione agricole come la Russia, la quale sembra davvero intenzionata a mettere a sua volta al bando gli Omg. Il governo russo, ha infatti sottoposto al Parlamento un progetto di legge per vietare “la coltivazione e l’allevamento di piante e animali geneticamente modificati nel territorio della Federazione Russa, fatta eccezione per l’uso nelle ricerche scientifiche”. Gli importatori di ogm dovranno registrarsi e il governo potrà proibire loro l’importazione di tali prodotti dopo aver monitorato i loro effetti sull’uomo e sull’ambiente, secondo quanto prevede la nuova normativa. Sono previste sanzioni per i trasgressori, con multe di 50 mila rubli (658 euro) in caso di pubblici funzionari e di 500.000 rubli in caso di società.

Una linea che speriamo possa trovare assoluta continuità, per scongiurare davvero i già tanti sospetti che il prossimo EXPO meneghino, non sia davvero l’ennesimo eventi delle multinazionali, ma che possa costituire invece una decisa virata sulla politiche agricole, tanta auspicata in un suo messaggio agli organizzatori, anche da Papa Francesco.

Sauro Secci

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