Ponte sullo Stretto: i motivi della bocciatura della Corte dei Conti
La Corte dei Conti ha respinto il visto e la registrazione della delibera del Cipess, approvata ad agosto e relativa al via libera al Ponte sullo Stretto di Messina. La decisione, adottata recentemente e resa nota oggi con il deposito della lunga deliberazione della Sezione centrale di controllo di legittimità, si basa su due presunte violazioni di direttive europee e sulla mancanza di un parere obbligatorio dell’Autorità di regolazione dei trasporti.
Corte dei Conti: comunicato stampa – delibera
Secondo la magistratura contabile, il progetto del Ponte presenta una violazione della direttiva europea 92/43/CE, che tutela habitat naturali e seminaturali. La Corte rileva una “carenza di istruttoria e di motivazione” nella cosiddetta delibera IROPI, necessaria per attestare l’interesse pubblico prevalente dell’opera.
Nella deliberazione si evidenzia inoltre che l’iter seguito dal Cipess non sarebbe “coerente con il riparto di competenze” tra indirizzo politico e attività amministrativa, sottolineando criticità procedurali di carattere generale.
La Corte segnala anche il mancato rispetto di una seconda direttiva UE, la 2014/24/UE sugli appalti pubblici. In particolare, viene richiamato l’articolo 72, alla luce delle “modificazioni sostanziali, oggettive e soggettive” intervenute nel rapporto contrattuale originario per la realizzazione del Ponte.
Infine, tra gli elementi contestati figura l’assenza del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti, necessario per valutare la sostenibilità del piano tariffario alla base del piano economico-finanziario dell’opera.
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