Piccole e medie imprese: pronte a guidare la transizione?
Italy4Climate, in collaborazione con CNA, ha condotto un sondaggio alle imprese per conoscere le loro percezioni, opinioni e consapevolezza su alcuni temi inerenti la transizione energetica, il futuro del Paese e il ruolo delle imprese in questo percorso. La survey raccoglie le risposte di più di 350 imprese distribuite in 17 regioni italiane.
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Key messages
- Transizione energetica e Green Deal visti principalmente come un’opportunità industriale.
- Molta attenzione sulle fonti di energia rinnovabile e molta incertezza sul nucleare.
- Sensazione di non essere adeguatamente informati sui questi temi.
- Costi e burocrazia i principali ostacoli alla decarbonizzazione.
- Massimizzare l’autoproduzione di energia rinnovabile come soluzione prioritaria per ridurre i costi di produzione.
- Maggiore fiducia nella transizione energetica e consapevolezza del ruolo attivo degli imprenditori nelle aziende del sud Italia e in quelle il cui titolare ha meno di 30 anni.
Circa il 75% degli intervistati concorda che il cambiamento climatico rappresenta il principale
rischio per persone ed economia e che il Green Deal va perseguito in quanto opportunità industriale che l’Italia deve accelerare.
Oltre il 50% concorda che le fonti rinnovabili costino meno di quelle fossili e che è possibile arrivare ad una produzione 100% rinnovabile. Sullo stesso tema, il 30% si è astenuto e la restante parte è scettica.
Poco meno della metà del campione in esame (46%) concorda che costi e tempi siano un fattore limitante al suo utilizzo, mentre il 31% si astiene dal prendere una posizione.
Il 50% ritiene inadeguato il livello di informazione sui temi della transizione energetica, mentre solo il 25% reputa che gli imprenditori siano sufficientemente informati. Inoltre, circa 2 su 3 (65%) concorda nel riconoscere il ruolo attivo deli imprenditori nei processi di decarbonizzazione delle loro imprese.
A livello geografico, il sud mostra una maggiore fiducia nel Green Deal, nelle FER, nella transizione energetica e nel ruolo attivo degli imprenditori. Mentre il campione del nord Italia si mostra più scettico sugli stessi temi rispetto a centro e sud.
Sugli stessi temi (Green Deal, FER, transizione energetica, e ruolo attivo degli imprenditori), si registra un maggior livello di fiducia per aziende i cui titolari hanno meno di 30 anni.
“Alti costi di investimento” (31%) e “Complessità burocratiche” (28%) sono identificati come i
principali ostacoli nella decarbonizzazione
“Monitoraggio dei consumi energetici” (27%), “interventi di efficientamento energetico” (19%) e “Installazione di impianti a fonti rinnovabili” (18%) rappresentano le principali iniziative avviate dalle imprese. Da sottolineare come il 23% dei rispondenti al sondaggio abbia dichiarato che la propria azienda non ha avviato nessuna iniziativa.
Le motivazioni principali che guidano queste iniziative sono “Minori costi operativi” (36%) e “Contribuire alla sostenibilità del territorio” (23%). Il 16% ritiene non vi siano benefici.
Le soluzioni prioritarie per la decarbonizzazione delle aziende sono “Massimizzazione dell’autoproduzione di energia” (31%), “Definizione di strategie” (23%), e “Dettagliare consumi ed emissioni aziendali” (21%).
Per maggiori informazioni: www.italyforclimate.org
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