La truffa “Ponzi” con la scusa del fotovoltaico

 La truffa “Ponzi” con la scusa del fotovoltaico

Scoperta una maxi truffa nel fotovoltaico da 80 milioni di euro: sequestrato il portale Voltaiko e bloccati 95 conti correnti. La Guardia di Finanza di Bologna ha smascherato un sistema Ponzi che prometteva falsi guadagni da investimenti solari inesistenti, coinvolgendo oltre 6.000 vittime.

Il commento di Fabio Roggiolani, cofondatore Ecofuturo

Ancora una volta c’è chi promette miracoli e i “lucci” abboccano. È necessario introdurre una volta per tutte controlli molto più severi sulle vendite piramidali e impedire che promesse farlocche vengano spacciate per opportunità serie: bisogna chiamarle con il loro nome, truffe!

Questa vicenda, che finisce per screditare il fotovoltaico, avrebbe potuto riguardare qualsiasi settore: dalla crescita delle melanzane all’allevamento degli struzzi.

Purtroppo, truffe di questo tipo, fallimenti pilotati, fornitori non pagati e altre vergogne nascono spesso quando si allontana chi vende da chi usufruisce del servizio. E anche l’ultimo che ci mette la faccia, alla fine, non è sempre il colpevole, ma spesso un’altra vittima del sistema.

Si tratta di meccanismi di persuasione che ricordano un vero e proprio lavaggio del cervello, con tecniche di vendita aggressive e rapide che non lasciano al cliente il tempo di riflettere.

È tempo di istituire un registro nazionale delle organizzazioni di vendita piramidale, imponendo a chi le gestisce garanzie finanziarie e fiscali e controlli aggiuntivi per tutelare i cittadini.

La notizia in dettaglio

La Guardia di Finanza e la Polizia Postale hanno smantellato una maxi truffa da 80 milioni di euro nel settore del fotovoltaico, sequestrando il sito www.voltaiko.com e bloccando 95 conti correnti legati al gruppo societario.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Bologna e condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza di Bologna insieme al Centro operativo per la sicurezza cibernetica dell’Emilia-Romagna, ha coinvolto reparti in tutta Italia: da Bologna a Milano, da Arezzo a Ragusa.

Durante le perquisizioni sono stati trovati lingotti d’oro, criptovalute, beni di lusso e documenti riconducibili all’organizzazione.

Secondo le indagini, dieci persone sono indagate per aver creato un gruppo criminale transnazionale strutturato come una piramide finanziaria. Il sistema si basava su un classico schema Ponzi, che prometteva guadagni elevati da falsi investimenti nel fotovoltaico.

Gli investitori venivano convinti a “noleggiare” pannelli solari inesistenti installati in Paesi ad alta resa energetica, ricevendo presunti rendimenti in energy point. In realtà, i profitti dei primi investitori erano pagati con i soldi dei nuovi, fino al collasso del sistema.

Si stima che siano oltre 6.000 le persone truffate, per un totale di circa 80 milioni di euro.

Redazione

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