Il Mare: la frontiera più promettente per l’Energia del Futuro

 Il Mare: la frontiera più promettente per l’Energia del Futuro

Fulvio Mamone Capria, Presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, è intervenuto durante la 12ª edizione di Ecofuturo Festival come relatore nella sessione “Un futuro tutto Rinnovabile: l’Italia e l’Europa che vogliamo”.

Le dichiarazioni di Fulvio Mamone Capria

“Anche quest’anno, la partecipazione a Ecofuturo Festival rappresenta per noi un momento fondamentale di confronto e divulgazione. Da ormai due anni la nostra Associazione è impegnata nella promozione delle energie rinnovabili offshore, in particolare nel potenziale delle soluzioni eoliche e solari marine, come pilastri della transizione energetica. In un contesto globale in cui la decarbonizzazione è una priorità, crediamo che il mare rappresenti una delle frontiere più promettenti per produrre energia pulita, sicura e sostenibile. Questo evento è stato l’ennesima buona occasione per illustrare al pubblico e agli stakeholder le nostre attività, proposte e visioni per un futuro energetico realmente rinnovabile. Vogliamo raccontare il nostro lavoro e contribuire al dialogo aperto tra cittadinanza, imprese e istituzioni sulle sfide e le opportunità delle energie del mare”.

“Eventi come questo sono per noi fondamentali non solo per diffondere conoscenza e innovazione, ma anche per costruire una visione condivisa di un futuro diverso, libero da fonti fossili. Siamo profondamente grati per l’invito e per l’opportunità di portare all’attenzione del pubblico il tema delle energie rinnovabili offshore, ancora forse poco conosciute e lanciamo un appello al Governo affinché acceleri nella pubblicazione dei decreti riguardanti le aste legate agli incentivi del FER2 per il nostro settore e allo sviluppo degli hub infrastrutturali portuali per dare il via alla filiera nazionale delle rinnovabili dal mare. Crediamo fortemente in un futuro in cui le fonti rinnovabili siano protagoniste di un nuovo modello energetico democratico, sicuro e rispettoso dell’ambiente, che risponda anche alla necessità di creare occupazione e sviluppo sostenibile. Con il nostro contributo vogliamo dare voce al potenziale del mare e dell’eolico offshore, affinché diventino parte integrante del cambiamento che tutti auspichiamo”.

Ma il Governo dimentica l’Eolico Offshore

Purtroppo con la pubblicazione del decreto direttoriale del 7 maggio 2025, che definisce i contingenti per la seconda procedura di incentivazione ai sensi del DM FER2, il Governo ha confermato un’inspiegabile assenza: nessuna previsione per le tecnologie eoliche offshore, né galleggianti né su fondazioni fisse. Di seguito le dichiarazioni di Fulvio Mamone Capria.

“Un’assenza tanto più grave in considerazione del fatto che il calendario delle aste per l’eolico offshore era atteso, come ufficialmente comunicato dagli organi competenti, entro il 31 marzo scorso e del fatto che nell’impianto stesso del Fer2 l’eolico offshore rappresenta il 90% della capacità da mettere in asta. Una scelta che l’Associazione AERO – che riunisce i principali operatori di una filiera industriale vasta e articolata – ritiene grave e incomprensibile, soprattutto alla luce degli impegni assunti dall’Italia in sede europea per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050”.

“L’eolico offshore rappresenta la tecnologia rinnovabile più promettente in termini di potenza installabile, volumi e profili di produzione, maturità della tecnologia e ed efficienza economica. Progetti già maturi attendono da mesi un quadro regolatorio chiaro e meccanismi di sostegno adeguati, mentre il FER2 – pur includendo formalmente l’eolico offshore tra le fonti incentivabili – di fatto esclude questa tecnologia dalle procedure competitive attualmente aperte”.

“Riteniamo inaccettabile che, a fronte di un’opportunità industriale ed occupazionale forte, di investitori pronti a mobilitare risorse private già ampiamente investite nello sviluppo di impianti, alcuni dei quali già dotati di titolo ambientale VIA, e di territori disponibili a ospitare impianti compatibili con l’ambiente marino, nonché attività cantieristiche di grossa taglia, il Governo non assegni nemmeno un megawatt all’eolico in mare”.

“Chiediamo quindi al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di:

  • Chiarire pubblicamente le ragioni di questa esclusione e fornire un cronoprogramma certo per l’attivazione di procedure dedicate;
  • Incrementare in modo strutturale il contingente riservato all’offshore già a partire dal 2025, colmando il grave ritardo rispetto agli altri Paesi europei;
  • Assicurare che le future aste includano requisiti tecnici e tempistiche compatibili con le specificità dell’offshore, evitando soluzioni pensate per altre tecnologie.

Senza una programmazione concreta e ambiziosa, l’Italia rischia di perdere la sfida industriale dell’eolico in mare, di non centrare gli obiettivi del PNIEC e di rallentare drammaticamente il processo per il raggiungimento dell’indipendenza energetica del Paese, rinunciando a migliaia di nuovi posti di lavoro, investimenti diretti esteri e benefici ambientali chiaramente misurabili”.

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Redazione

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