Il falso benessere generato da un sistema che distrugge il pianeta
Conversione è una parola dal significato molto profondo ed abbraccia ogni ambito della vita umana. È propria del pensiero (filosofia) e quindi della teologia, ma anche della scienza e della tecnica, della finanza, della medicina, della matematica e quindi della logica, della legge. Il suo significato, però, rimane uno ed indica un profondo cambiamento, di solito in meglio, da un prima instabile a un dopo stabile e definitivo. In altre parole, una conversione vera diventa una scelta che impegna a comportamenti che siano, e rimangano nel tempo, in linea con la dignità di quella scelta.
La conversione ecologica è decisamente una scelta di dignità, specialmente dopo che, come razza umana, abbiamo sporcato e inquinato tutto l’inquinabile. Il vocabolario Treccani riporta la seguente definizione di dignità: «la condizione di nobiltà ontologica e morale in cui l’uomo è posto dalla sua natura umana, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e che egli deve a se stesso».
Se davvero viviamo immersi nell’ambiente e non possiamo in alcun modo sottrarci a esso, perché allora ci risulta così difficile riconoscere che esso è parte integrante della nostra natura umana e, di conseguenza, della nostra stessa dignità?
Capisco come la rivoluzione industriale degli ultimi 150 anni, abbia portato ai livelli di inquinamento che conosciamo. In cambio, abbiamo creato benessere diffuso, tante comodità e una qualità di vita che, almeno alle nostre latitudini, è davvero di altissimo livello.
Ciò che invece fatico davvero a comprendere – e che mi provoca una profonda indignazione – è l’atteggiamento di chi propone una lettura revisionistica della storia, negando non solo l’esistenza del problema dell’inquinamento, ma arrivando addirittura a sostenere che continuare a usare combustibili fossili e a produrre CO₂ e ogni forma di inquinamento sia un bene.
Il denaro è il grande motore di questo revisionismo ed è difficilissimo da combattere. Esistono alternative pulite ai materiali fossili, alle plastiche e a tutti i veleni che ancora oggi, pervicacemente, produciamo e mettiamo in circolo, ma sono proprio queste ad essere messe in discussione. Le scimmie non darebbero mai fuoco alla loro giungla, noi lo stiamo facendo.
Alex Langer, in uno dei suoi interventi aveva detto: «da qualche secolo ed in rapido crescendo si produce falsa ricchezza per sfuggire a false povertà. Di tale falsa ricchezza si può anche perire, come di sovrappeso, sovra medicazione, surriscaldamento ecc. Falso benessere come liberazione da supposta indigenza è la nostra malattia del secolo, nella parte industrializzata e “sviluppata” del Pianeta. Ci si è liberati di tanto lavoro manuale, avversità naturali, malattie, fatiche, debolezze – forse tra poco anche della morte naturale – in cambio abbiamo radiazioni nucleari, montagne di rifiuti, consunzione della fantasia e dei desideri»… Continua a leggere gratis l’articolo su L’ECOFUTURO MAGAZINE
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immagine articolo: dipinto di Martin Drolling, Chiesa di Saint-Sulpice (Parigi).


