Energia neoreazionaria: le politiche di Trump

 Energia neoreazionaria: le politiche di Trump

Le politiche di Trump hanno un sottostante politico particolare e poco noto. Articolo a cura di Sergio Ferraris, giornalista scientifico, caporedattore “L’Ecofuturo Magazine”.

Il pensiero neoreazionario potrebbe azzerare in maniera definitiva il Green New Deal, anche a causa della debolezza del pensiero ambientale.

Il Green New Deal e le rinnovabili sono in crisi. E non si tratta di una crisi momentanea. Le motivazioni risiedono nella costante sottovalutazione da parte delle forze progressiste ed ambientaliste delle questioni sociali derivate dai cambiamenti. Occupazione, sanità, welfare e reddito, dopo essere stati per decenni il patrimonio fondante della cultura progressista, sono stati marginalizzati con il paradosso che le forze ecologiste non si occupano del “sociale”. Inoltre, abbiamo eccesiva fiducia nelle tecnologie. Per molto tempo la soluzione ai problemi ambientali, anche e soprattutto per ciò che riguarda la questione climatica, è stata demandata quasi esclusivamente alle nuove tecnologie, senza inquadrarne le criticità sociali. 100% rinnovabili, auto elettriche, accumulo e reti intelligenti sono stati visti come “ricette” ecologiche per definizione, con un “piccolo” problema: si tratta di tesi spesso asettiche e decontestualizzate, facilmente cooptabili dalle forze politiche della destra.

Si tratta di ciò che accade nel “Manifesto techno-ottimista” di Marc Andreessen, uno dei testi alla base del pensiero neoreazionario che sta permeando la Silicon Valley e la Casa Bianca. Con il pensiero neoreazionario si promuove un capitalismo autoritario e tecnofilo che difende i liberi mercati come meccanismi efficienti, sostenendo che l’Occidente sta morendo di sclerosi democratica e progressista e sia dominato da un’ideologia egualitaria che è problematica, perché offusca le gerarchie naturali, essenziali per la stabilità di una società e ostacola la distruzione creativa necessaria all’innovazione tecnocapitalistica.

In questo quadro una vocazione esclusivamente tecnologica dell’ambientalismo è destinata, nelle migliori delle ipotesi, a essere inefficace, oppure a diventare una costola funzionale del pensiero neoreazionario. In pratica gli elementi caratteristici di questo pensiero sono la ferma opposizione alla democrazia e al progressismo, la critica al conservatorismo, il pessimismo antropologico, la difesa del tecnocapitalismo e una concezione elitaria e gerarchica delle società umane. E non si pensi che si tratta di tesi future o in divenire.

Una buona parte dei “contenuti”, uso le virgolette perché si tratta di oggetti difformi, quali post, meme, shorts e quant’altro, si trova all’interno del “Project 2025: The Presidential Transition Project”, redatto dalla Heritage Foundation, diventato di fatto il programma di governo di Donald Trump. Buona parte degli esponenti di questa corrente, sull’energia, propongono gerarchie politiche ed economiche verticali ed elitarie. E infatti nel Project 2025 troviamo tutta una serie di indicazioni per puntare su mercati energetici centralizzati, tradizionali e fossili, mentre si fa un’inversione di rotta sia sulle rinnovabili, sia sul rafforzamento delle reti necessario a queste ultime. E non è un caso che, dopo la sfilata di tutti gli esponenti della Silicon Valley alla cerimonia d’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, sia Microsoft sia Google abbiano scelto per i propri data center, il nucleare e non le rinnovabili con l’accumulo.

In Europa, Project 2025 ispira soprattutto i partiti e i movimenti della destra radicale e sovranista, come Patriots for Europe, Vox, Fratelli d’Italia, Rassemblement National, la Lega e altri. Collaborano tra loro e con la destra americana per promuovere una “riconquista” delle istituzioni e una ridefinizione conservatrice delle politiche europee comunitarie, a cominciare dal Green New Deal. Ma il vero problema è che anche una serie di grandi compartimenti industriali europei, dall’automotive, all’acciaio, passando per la chimica ha innestato la retromarcia. E buona parte della finanza insieme a loro… LEGGI GRATIS TUTTI GLI ARTICOLI DELL’ULTIMO NUMERO DE L’ECOFUTURO MAGAZINE – CLICCA QUI

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Redazione

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