Efficienza e Rinnovabili: cosa cambia con le nuove normative UE
Transizione Energetica: Cosa Cambia in Italia con le Nuove Normative Europee. Approfondimento a cura di Carlo Perrottelli, esperto di energie rinnovabili.
L’Italia si prepara a una svolta decisiva nella sua strategia energetica con l’arrivo di due decreti legislativi che recepiscono le più recenti direttive dell’Unione Europea: la Direttiva sull’Energia Rinnovabile (RED III) e la Direttiva sull’Efficienza Energetica (EED).
Poiché il termine per l’adozione di queste norme è fissato all’11 ottobre 2025, la loro pubblicazione è imminente. Insieme, questi decreti delineano un piano completo per accelerare la transizione ecologica del Paese, introducendo regole più severe e nuovi obiettivi sia per aumentare la produzione di energia pulita sia per ridurre i consumi energetici complessivi.
1. Decreto sull’Energia Rinnovabile (Attuazione RED III)
Questo decreto punta a promuovere in modo più aggressivo l’uso di energia da fonti rinnovabili, in linea con gli ambiziosi obiettivi climatici europei al 2030. Vengono introdotti nuovi traguardi, obblighi specifici per settori chiave e criteri di sostenibilità più rigidi.
Punti Chiave:
- Nuovi Obiettivi Nazionali: L’Italia dovrà aumentare la quota di rinnovabili nel settore del riscaldamento e raffrescamento di almeno 1,1 punti percentuali all’anno tra il 2026 e il 2030. Inoltre, il 5% della nuova capacità energetica installata dovrà provenire da tecnologie innovative (es. eolico offshore galleggiante).
- Settore dei Trasporti: Entro il 2030, almeno il 29% dell’energia usata nei trasporti dovrà essere rinnovabile. All’interno di questa quota, i carburanti avanzati e quelli di origine non biologica (come l’idrogeno “verde”) dovranno costituire almeno l’8%, con un sotto-obiettivo vincolante dell’1% per i soli carburanti di origine non biologica (RFNBOs).
- Regole più Strette sulla Biomassa: Viene introdotto il “principio dell’uso a cascata”, che dà priorità all’uso del legno per prodotti materiali (es. mobili) rispetto alla produzione di energia. Saranno bloccati i nuovi incentivi per l’energia prodotta da tronchi di alta qualità, ceppi e radici.
- Idrogeno nell’Industria: Per decarbonizzare i settori più energivori, si stabilisce che l’idrogeno rinnovabile e altri combustibili simili dovranno raggiungere una quota minima del 42% entro il 2030 e del 60% entro il 2035.
- Edifici: Aumentano gli obblighi per gli edifici nuovi o in fase di ristrutturazione. Ad esempio, le nuove costruzioni dovranno coprire con fonti rinnovabili il 60% del fabbisogno energetico per acqua calda, riscaldamento e raffrescamento.
2. Decreto sull’Efficienza Energetica (Attuazione EED)
Questo decreto stabilisce il principio “l’efficienza energetica al primo posto” (Energy Efficiency First), rendendo il risparmio energetico una priorità assoluta in ogni decisione pubblica e privata. Introduce misure vincolanti per tagliare i consumi, con un ruolo guida affidato al settore pubblico.
Punti Chiave:
- Principio “Energy Efficiency First”: Per i grandi investimenti (oltre 100 milioni di euro), le autorità dovranno sempre privilegiare le soluzioni che migliorano l’efficienza prima di considerare la costruzione di nuove infrastrutture energetiche.
- Il Ruolo Guida del Settore Pubblico: La Pubblica Amministrazione dovrà dare l’esempio attraverso due obblighi chiave:
- Ridurre il proprio consumo energetico dell’1,9% ogni anno.
- Ristrutturare annualmente il 3% dei propri edifici per trasformarli in “edifici a energia quasi zero”.
- Obblighi per le Imprese: Viene introdotto un nuovo sistema basato sui consumi:
- Le grandi imprese (consumo > 85 TJ/anno) dovranno adottare un sistema di gestione dell’energia certificato (es. ISO 50001).
- Le imprese medie (consumo tra 10 e 85 TJ/anno) dovranno effettuare una diagnosi energetica ogni quattro anni.
- Diritti dei Consumatori: Si promuove l’installazione di contatori intelligenti per garantire bollette basate sui consumi reali. I cittadini avranno diritto a informazioni più chiare e frequenti e a un accesso facilitato ai propri dati per confrontare le offerte.
- Centri Dati (Data Center): Quelli con potenza superiore a 1 MW saranno obbligati a recuperare e riutilizzare il calore di scarto.
I Nuovi Criteri di Efficienza per l’Accesso agli Incentivi Statali
Con l’entrata in vigore delle nuove normative energetiche, l’accesso agli incentivi statali, in particolare quelli del Conto Termico 3.0, non è più basato sulla semplice sostituzione di un vecchio impianto, ma sul raggiungimento di standard di efficienza e sostenibilità molto elevati. L’obiettivo è chiaro: premiare solo le tecnologie migliori e gli interventi più performanti.
Di seguito, i principali nuovi criteri suddivisi per tipologia di intervento.
Criteri per i Sistemi di Riscaldamento a Energie Rinnovabili
1. Generatori a Biomassa (Stufe, Caldaie, Termocamini)
Il criterio fondamentale per accedere agli incentivi è di natura ambientale. È obbligatorio che il nuovo generatore sia in possesso della certificazione ambientale di cui al DM 186/2017 con una classe di qualità “5 stelle” o superiore. Questo garantisce emissioni di polveri sottili e altri inquinanti estremamente basse. Inoltre, l’installazione è incentivata solo se va a sostituire un generatore più inquinante (alimentato a biomassa, carbone, olio combustibile o gasolio).
2. Pompe di Calore (Elettriche e a Gas)
Per le pompe di calore, il criterio di accesso è il pieno rispetto dei più recenti e severi standard europei di progettazione ecocompatibile (Ecodesign). Nello specifico, l’apparecchio deve avere:
- Un’efficienza energetica del riscaldamento stagionale (ηs%) almeno pari ai valori minimi richiesti dai regolamenti europei (es. Reg. 813/2013).
- Un coefficiente di prestazione stagionale (SCOP) anch’esso conforme alle soglie minime di Ecodesign.
Questi valori, indicati in apposite tabelle nell’allegato tecnico, assicurano che solo le macchine con un’elevata efficienza reale durante l’intera stagione invernale possano essere incentivate.
3. Sistemi Ibridi
Anche per i sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia a condensazione), i criteri sono stringenti:
- La pompa di calore deve rispettare i requisiti di Ecodesign visti sopra.
- La caldaia a condensazione deve avere un’efficienza stagionale per il riscaldamento (ηs) superiore al 90%.
4. Impianti Solari Termici
Per l’installazione di pannelli solari termici, i criteri di qualità richiesti sono:
- Il possesso della certificazione europea Solar Keymark.
- Il raggiungimento di una soglia minima di producibilità di energia annua per metro quadro, che varia a seconda della tecnologia del collettore (piani, sottovuoto, a concentrazione).
- Una garanzia minima di 5 anni sia per i collettori che per i bollitori.
Criteri per l’Isolamento Termico degli Edifici
Per gli interventi sull’involucro edilizio (cappotto, isolamento tetto, ecc.), il nuovo criterio è il raggiungimento di valori di trasmittanza termica (U) molto bassi, che variano in base alla zona climatica e alla parte dell’edificio da isolare (pareti, coperture, pavimenti). Ad esempio, per isolare una copertura in zona climatica E, la trasmittanza finale non deve superare 0,20 W/m²K. Lo stesso vale per la sostituzione degli infissi, con valori massimi di trasmittanza definiti per ogni zona climatica.
Criteri Specifici per le Imprese
Per le imprese che accedono agli incentivi, oltre ai requisiti tecnici, si aggiungono due criteri fondamentali:
- Miglioramento Energetico Dimostrabile: L’intervento deve garantire una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 10% (20% in caso di più interventi combinati), da dimostrare tramite un Attestato di Prestazione Energetica (APE) redatto prima e dopo i lavori.
- Esclusione dei Combustibili Fossili: Non sono ammessi agli incentivi per le imprese gli interventi che prevedono l’installazione di apparecchiature alimentate a combustibili fossili, incluso il gas naturale.
In sintesi, la nuova filosofia degli incentivi statali è quella di premiare esclusivamente l’eccellenza tecnologica, garantendo che ogni euro di spesa pubblica generi il massimo beneficio in termini di risparmio energetico e riduzione dell’impatto ambientale.
Misure a Sostegno dell’Efficientamento Energetico
Per supportare cittadini e imprese in questo percorso, sono previsti specifici strumenti finanziari.
1. Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica
Viene istituito un fondo per mobilitare investimenti su larga scala, anche con capitali privati. Il fondo opererà principalmente tramite:
- Garanzie sui prestiti: Per facilitare l’accesso al credito.
- Finanziamenti agevolati: Prestiti a tassi favorevoli, con quote a fondo perduto.
- Supporto diretto alla P.A.: Finanziamento di progetti per le amministrazioni pubbliche.
Beneficiari: Pubblica Amministrazione, Imprese, Privati e Condomìni.
2. Aggiornamento e Potenziamento di Meccanismi Esistenti
Vengono confermati e rafforzati due pilastri degli incentivi già in vigore:
- Conto Termico: Contributo economico diretto per cittadini, imprese e P.A.
- Certificati Bianchi: Meccanismo di mercato che premia i grandi interventi di efficienza realizzati da imprese, ESCO e P.A.
3. Nuovi Meccanismi per Tecnologie Innovative
Verranno creati nuovi incentivi per sostenere l’uso di idrogeno “verde” (RFNBOs) nei settori industriale e dei trasporti.
4. Facilitazioni Normative e Urbanistiche
Viene introdotta una deroga urbanistica fondamentale: il maggior spessore dei muri e delle coperture dovuto all’isolamento termico (es. cappotto) non sarà più calcolato per la determinazione di volumi, altezze e superfici. Questo vale per chiunque (privati, condomìni, imprese) realizzi un intervento di riqualificazione energetica.
In anteprima i decreti legislativi REDIII ed efficienza energetica che saranno esaminati nel prossimo CDM per essere approvati in via preliminare.
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