Economia circolare: la strategia ambientale del gruppo Caviro
Il bilancio di sostenibilità di Caviro illustra un modello virtuoso che guarda al futuro, unendo crescita e territorio. Articolo di Nicoletta Mazzini.
Con un investimento ESG che supera i 12 milioni di euro, il Gruppo Caviro – la più grande cantina d’Italia e leader nell’economia circolare – conferma nel suo sesto Bilancio di Sostenibilità una visione d’impresa integrata e orientata al lungo termine. Una visione che tiene insieme crescita economica, responsabilità ambientale e valore sociale, seguendo una rotta saldamente ancorata ai principi dell’Agenda ONU 2030.
Un modello cooperativo per un’agricoltura rigenerativa.
Fondata nel 1966, Caviro è una cooperativa agricola con 26 soci, tra cui 24 cantine sociali, che rappresentano oltre 14 mila viticoltori in otto regioni italiane. I numeri del 2024 parlano chiaro. 460 mila tonnellate di uva prodotte, 157 milioni di litri di vino venduti e una presenza commerciale in 87 paesi. Ma dietro i volumi, c’è un modello che valorizza la filiera, redistribuisce ricchezza (oltre il 90% del valore economico generato, pari a 420 milioni di euro, va a stakeholder) e rafforza il presidio vitivinicolo italiano. «Per noi la sostenibilità è una responsabilità concreta che si traduce nella tutela del territorio, nella valorizzazione del lavoro e nel rispetto dell’ambiente. Il nostro Bilancio di Sostenibilità racconta questo impegno, testimoniando una visione d’impresa orientata al lungo termine e al benessere collettivo». Ha spiegato Carlo Dalmonte, Presidente del Gruppo.
L’economia circolare come sistema operativo.
Il cuore pulsante della strategia ambientale di Caviro è un ecosistema circolare che punta a ridurre gli sprechi e trasformare gli scarti in risorse. Ogni anno vengono processate oltre 110 mila tonnellate di sottoprodotti della vinificazione per ottenere alcol di seconda generazione, acido tartarico, vinaccioli, enocianina e altri derivati nobili. A queste, si sommano più di 500 mila tonnellate di scarti agroalimentari e vegetali, rigenerati tramite digestione anaerobica, compostaggio e produzione di biogas. Il risultato è una produzione energetica interna che ha permesso nel 2024 di evitare l’immissione in atmosfera di quasi 80 mila tonnellate di CO₂ equivalente. In cifre: 90 milioni di kWh di energia elettrica, 75 milioni di kWh di energia termica e 101 milioni di kWh di biocarburanti.
E non è tutto. Con l’inaugurazione a Forlì del più grande impianto agrivoltaico avanzato su vigneto in Italia, Caviro entra nella nuova era dell’energia agricola. Il progetto, realizzato in sinergia con il mondo della ricerca, unisce la produzione fotovoltaica all’analisi scientifica degli effetti della protezione solare sulla vite. Forte anche l’impegno per la riduzione dell’impronta idrica. Attraverso un mix di tecnologie a basso impatto e sistemi di recupero delle acque di processo, nel 2024 Caviro ha rigenerato 543 milioni di litri di acqua, evitando il prelievo da falda e coprendo il 40% del fabbisogno idrico aziendale. Un modello virtuoso che dimostra come la sostenibilità possa (e debba) passare anche da ciò che non si vede.
Sostenibilità sociale e cultura del vino responsabile.
Nel Bilancio non manca la dimensione sociale, cardine del modello cooperativo. Caviro ha sostenuto iniziative culturali, progetti sanitari e attività sportive giovanili. Ma soprattutto ha scelto di impegnarsi nella promozione di un consumo responsabile del vino, aderendo al programma internazionale “Wine in Moderation”, di cui è divenuta Ambasciatrice ufficiale nel 2024.
«Sentiamo il dovere di promuovere una corretta informazione sul vino, parte integrante della nostra cultura e del nostro patrimonio. In quest’ottica, per esempio, abbiamo scelto di aderire al programma internazionale Wine in Moderation, avviando iniziative volte a diffondere una cultura del consumo responsabile, in linea con i princìpi di equilibrio, consapevolezza e rispetto. L’adesione è coerente con la scelta di lanciare una nuova linea di ready to drink low alcool (6,5%), firmata Tavernello Spritz, in aromi Orange, Lime, Pesca e Sangria. Una proposta destinata sia al canale della Grande Distribuzione nel mercato nazionale che ai mercati internazionali, pensata per incontrare le nuove tendenze di consumo e per educare al piacere del vino nel segno dell’equilibrio e della consapevolezza». Ha precisato il Presidente, Carlo Dalmonte.
Una roadmap che parla chiaro.
Nel 2023/2024, Caviro ha investito 28 milioni di euro, di cui il 45% in ambiti ESG. La strategia aziendale si concretizza in azioni misurabili su 10 dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030.. Continua a leggere l’articolo su L’ECOFUTURO MAGAZINE


