Ecomondo 2015: “la buona geotermia” grande opportunità per Milano con Andrea Negri (Pran)

Proseguendo nell’approfondimento sui singoli contributi dell’interessante Convegno dal titolo “La nuova geotermia: sicura, pulita, continua. Verso la Carta di Abbadia San Salvatore“, inserito nel programma della splendida edizione 2015 di EcomondoKeyenergy di Rimini, passiamo oggi all’analisi di casi di studio specifici del nostro territorio, partendo proprio dalla capitale economica del nostro paese come Milano.


Una metropoli alla ricerca di nuovi equilibri economici ed ecologici, che proprio nella geotermia a bassa entalpia può trovare un formidabile alleato per dare risposte diversificate in termini di efficienza energetica nella più ampia accezione del termine. Dopo avere analizzato l’intervento al convegno del Progetto Habitami, che sta portando avanti in una logica di rete di soggetti una campagna di efficientamento dei condomini che contempla anche la geotermia (vedi post ” “) è la volta dell’intervento delDottor Andrea Negri di Pran. Un intervento quello di Negri, che ribadendo la grandi opportunità di fare geotermia a Milano, ha condiviso una serie di riflessioni sulle sostanziali risposte che la geotermia può dare, attraverso lo scambio con l’acqua di falda, per tenere sotto controllo la falda acquifera della metropoli lombarda. Infatti tutte le infrastrutture ipogee di Milano, a partire dalla metropolitana, che si sono sviluppate a partire dal dopoguerra in poi, con la crescita esponenziale del consumo di sottosuolo negli ultimi trent’anni, fanno da tempo i conti con una falda sempre più in superficie, con un’acqua buona dolce, ma dai salatissimi conti energetici per tenerla sotto attraverso una grande rete di pompe. Con la crisi dell’industrializzazione pesnate degli anni ’60 e ’70 infatto, oggi a Milano si prelevano circa 220 miliardi di litri all’anno, il 35% in meno rispetto al 1970. Per questo dal 1990 la falda si alza con una velocità fino a mezzo metro all’anno, con l’eventualità di ritornare prima o poi ai livelli di fine ‘800, quando era profonda meno di tre metri nella zona sud e affiorava lungo la linea delle risorgive, dove sorgevano le abbazie medioevali. Tutto questo nonostante la miriade di infrastrutture ed edifici sotterranei che pescano e buttano in continuo per difendere l’agibilità dei loro antri.

Ma per capire meglio le innumerevoli risposte che la geotermia a bassa entalpia così agevole con scambio in falda come quello praticabile nella metropoli lombarda ed una ampie aree territoriale del distretto padano, dando risposte determinanti agli enormi sprechi energetici connessi alle infrastrutture impiantistiche per tenere sotto controllo la stessa falda acquifera, a tutela di infrastrutture fondamentali come la rete metropolitana di trasporto o con i numerosi parcheggi multipiano sorti progressivamente in questi ultimi anni, lasciamo la parola alla intervista a me rilasciata dal Dottor Negri di Pran.


A seguire anche il punto sul Convegno sulla nuova geotermia e sulla elaborazione della “Carta di Abbadia San Salvatore sulla buona geotermia“, da parte del Vice Presidente Giga Fabio Roggiolani.

Sauro Secci

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