Comunità energetiche – Resilienza di comunità

 Comunità energetiche – Resilienza di comunità

L’energia può aiutarci a creare comunità per cambiare il futuro. Articolo di Elena Pagliai.

In un’epoca segnata dai cambiamenti climatici, dall’aumento dei costi energetici e dalla crescente insicurezza delle risorse, il concetto di comunità energetiche resilienti sta diventando un pilastro fondamentale per costruire un futuro più sostenibile, equo e sicuro. Non si tratta solo di condividere energia e abbattere bollette, ma di un vero e proprio cambio di paradigma, capace di trasformare i cittadini da semplici consumatori a protagonisti attivi del sistema energetico, ossia prosumer, produttori e consumatori al tempo stesso.

Comunità Energetiche: dal basso e in rete.

La forza delle comunità energetiche sta nella loro capacità di nascere “dal basso”, grazie al protagonismo di cittadini, famiglie, imprese e condomini che, attraverso strumenti come quelli messi in campo da Ecofuturo, decidono di unirsi per produrre, condividere e utilizzare energia rinnovabile localmente. Ecofuturo punta sulla costruzione di comunità energetiche di prossimità, basate sulla partecipazione attiva e sulla condivisione delle risorse. In questo modello, la transizione energetica non è calata dall’alto, ma è il frutto di un percorso condiviso, di consapevolezza e di cooperazione, dove ogni cittadino diventa parte di un cambiamento concreto, tangibile, costruendo reti solidali e resilienti.

Parallelamente, anche iniziative come quella di CER Verde Italia, promossa da Western.Co, permettono di fare rete a livello nazionale. In questo caso, le comunità energetiche locali si integrano in una rete più ampia, favorendo economie di scala e garantendo efficienza e supporto tecnologico. In entrambe le opzioni, il punto di forza resta la trasparenza e la tracciabilità garantita dalla blockchain: una “notaio digitale” che certifica i consumi, i costi e la distribuzione dell’energia prodotta, garantendo equità e fiducia reciproca.

Dall’autoproduzione alla resilienza energetica e sociale.

La creazione di comunità energetiche non si ferma alla semplice condivisione di energia elettrica. L’obiettivo va oltre: costruire comunità resilienti, capaci di resistere e adattarsi ai cambiamenti climatici e alle crisi energetiche, attraverso interventi concreti nelle abitazioni e nel contesto urbano. Ecofuturo propone un approccio integrato alla resilienza domestica e comunitaria, che comprende una serie di azioni sinergiche:

  • pompe di calore e piastre a induzione: eliminare il gas dalle case significa ridurre il rischio di incidenti domestici e migliorare la qualità dell’aria interna. Passare a un’unica bolletta elettrica, alimentata dall’autoproduzione rinnovabile, significa anche ridurre i costi nel lungo periodo;
  • cappotti naturali e insufflaggi: intervenire sull’involucro edilizio con soluzioni ecocompatibili permette di ridurre la dispersione di calore in inverno e mantenere il fresco in estate, evitando l’uso di condizionatori che contribuiscono al surriscaldamento urbano;
  • azzerare il gas nelle abitazioni: ogni casa senza gas è una casa più sicura, più pulita e più efficiente. Questo approccio abbatte anche le emissioni inquinanti, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria urbana;
  • fontanelli e orti bioattivi: la resilienza passa anche per la gestione dell’acqua e per l’autoproduzione alimentare di prossimità. I fontanelli riducono l’uso di plastica e gli orti bioattivi restituiscono valore al cibo sano, locale e condiviso, rafforzando il senso di comunità;
  • colonnine di ricarica condivise: l’energia prodotta in eccesso può essere impiegata anche per alimentare la mobilità elettrica locale, rendendo la comunità energetica un motore di sostenibilità a tutto tondo.

Superare le difficoltà.

Costruire una comunità energetica non è semplice, soprattutto quando si tratta di coinvolgere i condomìni. Ogni famiglia ha esigenze diverse, disponibilità economiche differenti e approcci divergenti rispetto agli investimenti. La chiave di volta è proprio nella capacità di mediazione, nel confronto aperto e nella creazione di fiducia reciproca. L’energia condivisa è solo l’inizio: il vero risultato si ottiene quando la comunità diventa anche un luogo di condivisione di esperienze, di mutuo aiuto, di scambio di conoscenze e buone pratiche. È questa la vera resilienza: non solo avere case più efficienti e bollette più leggere, ma sviluppare una rete di relazioni che rafforzano il tessuto sociale.

Un esempio virtuoso che tengo a citare è la Comunità Energetica nata all’interno del Monastero di Cellole, San Gimignano, una vera esperienza di comunità in cui il frutto dei risparmi viene condiviso tra chi ne ha più bisogno e in cui l’investimento è stato ampliato non solo al tema dell’energia, ma anche del riscaldamento, programmando l’installazione di pompe di calore nella foresteria e negli ambienti comuni.

Maurizio Marconcini, il Project Manager che ha seguito per noi il progetto, ha avuto modo di raccogliere la testimonianza di Frate Emiliano, il priore del Monastero, una figura che incarna i valori della comunità e li divulga, avendo capito il valore dell’autoconsumo energetico e della condivisione che permettono di staccarsi dalla dipendenza dalle fonti fossili. Una esperienza questa a cui teniamo non solo per la buona riuscita del progetto, ma per le relazioni che si sono create e che ci permettono di diffondere al meglio la “buona novella” delle comunità energetiche rinnovabili.

Per un cambio di mentalità.

Essere resilienti significa, in definitiva, essere pronti a cambiare mentalità. La sfida non riguarda solo il nostro stile di vita o il nostro modo di consumare energia, ma il nostro stesso approccio alla vita in comunità. Dobbiamo imparare a vedere l’abitazione non come un castello isolato, ma come una parte di un organismo più grande, fatto di vicini di casa, di quartieri, di città. Investire nella propria casa e nella propria comunità energetica significa fare un atto di responsabilità verso sé stessi e verso le generazioni future… CONTINUA A LEGGERE GRATIS L’ARTICOLO SU L’ECOFUTURO MAGAZINE

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Redazione

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