Biogas e biometano agricolo centrali nella transizione ecologica
CIB a Ecomondo 2025: il biogas e il biometano agricolo si confermano al centro della transizione ecologica.
Si è conclusa la XXVIII Edizione della Fiera di Ecomondo, tenutasi a Rimini dal 4 al 7 novembre. “Connessioni naturali – Coltiviamo contatti, raccogliamo progetti” è stato il tema scelto dal Consorzio per questa edizione, che ha voluto rappresentare l’anima e la vocazione stessa di un network capace di portare avanti negli anni importanti progetti di transizione agroecologica.
I 4 giorni espositivi sono stati arricchiti dagli appuntamenti dell’Area Forum CIB, per un totale di 15 eventi e workshop organizzati anche con il sostegno dei Soci. Attraverso gli oltre 60 interventi è stato fatto il punto sul quadro regolatorio, sulle novità tecnologiche e le innovazioni a supporto della filiera del biogas e del biometano agricolo.
Oltre 120 aziende Socie CIB hanno esposto a Ecomondo, molte delle quali hanno presentato sul palco dell’Area Forum CIB le nuove tecnologie e le soluzioni per il settore dimostrando l’impegno dell’intera filiera verso la transizione ecologica e un progresso sostenibile.
La diffusione delle tecnologie in agricoltura è una questione di accesso. Servono maggiore informazione, risorse e lavoro di squadra.
Sebbene la digestione anaerobica come la tecnologia possa essere un acceleratore per lo sviluppo delle aziende agricole, ci sono ancora divari territoriali e difficoltà di accesso che impediscono agli agricoltori di cogliere importanti opportunità di crescita.
Il modello del Biogasfattobene sviluppato dal CIB-Consorzio Italiano Biogas ha aiutato, dall’interno, il settore agricolo a rendersi conto della necessità di una maggiore diffusione della tecnologia per ottimizzare processi e valorizzare sotto produzioni che altrimenti sarebbero usciti dalla catena del valore. Un approccio che ha favorito pratiche agronomiche efficienti e sistemi di precisione, contribuendo a ridurre le emissioni e a migliorare la fertilità dei suoli, rafforzando la competitività delle aziende agricole.
Cosa ostacola ancora oggi la diffusione delle tecnologie innovative?
E’ stata la domanda a cui si è cercato di rispondere mettendo al tavolo diverse voci esperte del settore agricolo e del mondo accademico. Si è deciso di aprire così il ciclo di appuntamenti dell’Area Forum del CIB alla Fiera di Ecomondo, a Rimini, in collaborazione con il CTS Ecomondo.
Le dichiarazioni del Presidente del CIB, Piero Gattoni.
“Abbiamo deciso anche quest’anno di aprire la nostra Area Forum con un evento in collaborazione con il CTS di Ecomondo, un laboratorio di idee e di pensiero che ci spinge ogni anno a immaginare il futuro e a proporre soluzioni per lo sviluppo delle nostre aziende agricole. La transizione richiede in primo luogo un cambio culturale che valorizzi il sapere agricolo e la sua capacità di generare valore per l’economia e l’ambiente.
L’agricoltura può trasformare la sfida della transizione ecologica in opportunità reale, guidando un percorso di sviluppo per tutto il Paese. Per fare questo dobbiamo continuare a costruire delle “connessioni” con partner che provengono da background diversi e che possano ampliare lo sguardo sul nostro mondo. La transizione ha poi bisogno di risorse e concretezza, per questo auspichiamo che nel percorso parlamentare sulla manovra finanziaria vengano salvaguardate le risorse per finanziare gli investimenti nell’innovazione 4.0 e 5.0”.
Ad aprire l’evento, l’On. Stefano Bonaccini, membro Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo, che ha evidenziato l’importanza di innovazione e ricerca per rendere più resiliente e sostenibile l’agricoltura, contrastare i cambiamenti climatici e promuovere la crescita del settore anche grazie alla presenza del biogas e del biometano.
Un ruolo di primo piano è svolto dalla ricerca. Il confronto ha messo in luce la necessità di rafforzare il legame tra mondo accademico e applicazione pratica, promuovendo strumenti di sostegno e politiche mirate per accompagnare le imprese agricole verso modelli produttivi più sostenibili, competitivi e digitalizzati. Ne hanno discusso Angelo Frascarelli (Università degli Studi di Perugia), Alberto Assirelli (CREA-IT) e Michele Pisante (Università degli Studi di Teramo).
La seconda parte del dibattito, dedicata alle necessità del mondo agricolo, ha visto la partecipazione delle associazioni agricole, con Gianmichele Passarini, Vice Presidente CIA, Nicola Gherardi, membro della giunta di Confagricoltura, ed Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, che hanno evidenziato la centralità dell’innovazione per garantire resilienza, redditività e sicurezza alimentare, sottolineando le richieste del mondo agricolo per superare il divario di accesso che esiste sui diversi territori.
La giornata si è conclusa con l’esperienza dei soci del CIB. Eros Gualandi, Soc. Coop. Agr. Il Raccolto ha raccontato quali sono le sfide, le potenzialità e i risultati che la diffusione dell’innovazione in agricoltura può portare in tema di efficienza e sostenibilità delle coltivazioni. Progetti ed esempi pratici che sono anche al centro delle azioni Farming for Future, descritti e approfonditi da Emilio Folli, membro della Fondazione Farming for Future, sottolineando come questi rappresentino un volano concreto per diffondere l’innovazione e sostenibilità in ambito agricolo.
Il biometano mette al centro della decarbonizzazione l’alleanza tra agricoltura e industria
Il biometano apre a nuovi mercati sia per il mondo agricolo che per il mondo dell’industria cosiddetta “hard to abate”. Come trovare un punto di incontro efficace tra questi due mondi è stato il tema centrale dell’appuntamento “Le nuove frontiere del biometano agricolo. Strategie di mercato e scenari di sviluppo”, organizzato dal CIB-Consorzio Italiano Biogas a Ecomondo.
L’incontro ha riunito esponenti delle istituzioni, del mondo industriale e della filiera produttiva agricola per approfondire le prospettive del biometano, alla luce del nuovo scenario europeo che vede l’Ue interrogarsi sui costi della transizione, pur mantenendo saldi gli obiettivi di sicurezza energetica e climatica.
Oltre ad aver decarbonizzato il consumo di metano nei trasporti a livello nazionale, infatti, l’Italia punta a sostituire il 10% degli attuali consumi di metano fossile al 2030. Un percorso che ci porterà al 2050 a contribuire in maniera determinante anche alla decarbonizzazione delle filiere hard to abate con un potenziale di circa 10 miliardi di smc anno di biometano. In questo scenario è conteggiato anche il contributo agli usi termici finali del settore residenziale.
Questa crescita avrà impatti rilevanti anche sul PIL e sulla crescita del nostro Paese. Solo con il PNRR ad esempio il settore ha generato investimenti privati per circa 6 miliardi di euro.
Le dichiarazioni del Presidente del CIB, Piero Gattoni.
“L’interesse crescente del mondo industriale verso il biometano conferma la validità del percorso avviato dalle nostre imprese agricole e apre nuove sinergie di mercato. Questa collaborazione è essenziale per rafforzare la competitività del sistema Paese e accelerare la transizione energetica a costi sostenibili, valorizzando circolarità, produttività dei distretti locali e il lavoro degli agricoltori. Per dare concretezza a questo progetto transettoriale sono importanti regole certe e chiare”.
“In primis, una coerente applicazione di quanto previsto dal DL Agricoltura attraverso il quale si permette un incontro più diretto tra domanda e offerta, ma anche la definizione rapida e chiara della valorizzazione delle garanzie d’origine ai fini della rendicontazione ETS. Inoltre, come ogni piano di sviluppo, occorre guardare al lungo periodo, oltre al 2030 come a una sfida ambiziosa ma realizzabile. L’agricoltura ha dimostrato di essere pronta a fare la sua parte: l’alleanza con il mondo industriale sarà sempre più strategica per costruire competitività e sostenibilità del settore”.
In questo scenario si inserisce anche l’Emission Trading System (ETS), lo strumento dell’Unione europea per ridurre le emissioni nei principali comparti industriali.
Sebastiano Serra, Coordinatore della Segreteria Tecnica del Comitato ETS, ha illustrato lo scenario italiano, evidenziando come il biometano possa contribuire a ridurre i costi energetici e le emissioni delle industrie soggette all’ETS, in particolare di quelle hard-to-abate, aprendo nuove prospettive di integrazione tra filiera agricola e mondo industriale.
Sul punto, sono intervenuti i tecnici del CIB che hanno approfondito le novità contenute nel DL Agricoltura, che ha previsto una misura che favorisce la stipula di accordi di compravendita fra produttori di biomasse agricole e le industrie energivore, creando nuove opportunità per il settore primario e maggiore competitività per le imprese.
Nel dibattito conclusivo, infine, hanno preso parte i rappresentanti delle principali organizzazioni industriali: Alessandro Bertoglio, Assocarta; Giovanni D’Anna, Confindustria Ceramica; Alessandro Corsini, Confindustria Brescia; Valentina D’Acunti, Assotermica; e Costantino Amadei, Federchimica-Assogasliquidi. Tutti hanno evidenziato la necessità di una politica industriale efficiente per le imprese, con un mix di misure concrete per trasformare la decarbonizzazione in motore di crescita. Un contesto più efficiente e realistico con regole chiare, tempi rapidi e strumenti concreti in un approccio che vede centrale lo sviluppo e il sostegno al biometano, una risorsa chiave e immediatamente disponibile per accompagnare le industrie energivore nel percorso di transizione energetica.
FONTE: CIB – Consorzio Italiano Biogas
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