Le città del futuro: innovazione, tecnologia, sostenibilità e risparmio

 Le città del futuro: innovazione, tecnologia, sostenibilità e risparmio

Angelica Agosta, Founder e Ceo di Ennovia, ci racconta come le città del futuro, attraverso scelte consapevoli, politiche lungimiranti e, soprattutto, un forte senso di comunità, potranno svilupparsi tra innovazione, tecnologia, sostenibilità e risparmio.

Prospettive – Futuro urbano.

L’8 maggio 2025, all’Ecofuturo Festival, ho respirato un’atmosfera vibrante, un’energia carica di possibilità. Tra interventi appassionati e confronti tra esperti, si è delineata una visione chiara della città del futuro. Un luogo in cui edifici e infrastrutture non saranno più meri elementi passivi, ma contribuiranno attivamente alla produzione e gestione dell’energia, trasformando lo spazio urbano in un ecosistema intelligente e sostenibile.

Le città del futuro le immagino alimentate dalla forza del Sole, una fonte di energia abbondante e inesauribile. Il fotovoltaico integrato negli edifici, noto come BPIV (Building-Integrated Photovoltaics), in questa prospettiva rappresenta un’evoluzione decisiva. Rispetto ai tradizionali pannelli solari montati sui tetti, il BPIV si fonde direttamente con i materiali edilizi, sostituendo superfici come finestre, facciate, tettoie e persino pavimentazioni.

Questa tecnologia permette agli edifici di generare autonomamente l’energia necessaria per le proprie esigenze, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica e abbattendo l’impatto ambientale. Immaginiamo palazzi interamente ricoperti di pannelli fotovoltaici trasparenti, capaci di convertire la luce solare in energia senza compromettere il design architettonico. I nuovi materiali fotovoltaici sono sempre più efficienti e disponibili in vari colori, adattabili alle esigenze estetiche e strutturali delle costruzioni.

L’integrazione del BPIV con sistemi di accumulo avanzati, come le batterie al litio di nuova generazione, garantisce un approvvigionamento costante, anche nelle giornate nuvolose o durante la notte. Questo tipo di energia decentralizzata può alimentare interi quartieri, trasformando il tessuto urbano in una rete autosufficiente e resiliente.

Di questa soluzione innovativa hanno discusso Vito A. Chirenti, Pres. ASSVEPA & Amm. Chirenti Group, Fabio Capuzzi, Project Admin. Professionaltetto e Cristiano Flamini di X-Green. In particolare, sono stati illustrati esempi virtuosi dai quali si è potuto evincere anche quanto la tecnologia BPIV risulti architettonicamente convincente.

Calore in transito.

Un altro pilastro della città del futuro è costituito dalle pompe di calore, una tecnologia che sta rivoluzionando il comfort abitativo. Oggi, il 70% della spesa energetica delle famiglie è legata al riscaldamento e alla produzione di acqua calda sanitaria. Tradizionalmente, questi servizi sono forniti da caldaie alimentate a gas o a combustibili fossili, responsabili di elevate emissioni di CO₂ e polveri sottili.

Le pompe di calore rappresentano una valida alternativa, capace di ridurre questi costi fino al 70%, offrendo un sistema più efficiente e sostenibile. Il loro funzionamento si basa su un principio semplice ma geniale! Trasferiscono il calore presente nell’aria, nell’acqua o nel terreno verso l’interno degli edifici, sfruttando un ciclo termodinamico che impiega solo una minima quantità di elettricità.

Oltre ai vantaggi economici per le famiglie, l’adozione massiva delle pompe di calore porta benefici su scala nazionale. Attualmente, circa il 40% del consumo di combustibili fossili in Italia è attribuito agli edifici. Sostituire le caldaie tradizionali con pompe di calore permetterebbe di diminuire drasticamente questa dipendenza, riducendo le emissioni nocive e migliorando la qualità dell’aria nelle città. Ma il vero punto di forza di questa tecnologia è la sua perfetta integrazione con le Smart Grid. Grazie alla connettività digitale, le pompe di calore possono adattarsi alle variazioni della produzione di energia rinnovabile, contribuendo alla gestione dell’over-generation solare ed eolica. Questo significa che, durante le ore di picco della produzione fotovoltaica, gli impianti possono modulare il loro consumo, evitando sprechi e migliorando l’efficienza del sistema energetico complessivo, potendo utilizzare l’inerzia termica degli edifici quale sistema di accumulo.

Di questo, insieme a me, hanno parlato Aleksandra Milić, Technical R&D Engineer TEON e Giuliano Gabbani, Dip. Scienze della Terra-UNIFI.

In particolare, l’ing. Milić ha illustrato le caratteristiche distintive delle pompe di calore di ultima generazione e di come rappresentino una svolta tecnologica nel settore del riscaldamento e della produzione di acqua calda sanitaria. Rispetto ai modelli tradizionali, queste soluzioni avanzate offrono infatti una maggiore efficienza e un impatto ambientale ridotto:

  • produzione di acqua calda fino a 95°C. Una delle innovazioni più significative riguarda la capacità di queste pompe di calore di generare acqua calda sanitaria e per riscaldamento con temperature che arrivano fino a 95°C, rendendole una valida alternativa alle caldaie a gas, senza compromessi in termini di comfort. Questa caratteristica è particolarmente utile per applicazioni industriali, edifici residenziali con impianti ad alta temperatura e sistemi centralizzati di teleriscaldamento;
  • fluidi refrigeranti naturali e a basso impatto ambientale. Le nuove pompe di calore utilizzano fluidi refrigeranti naturali, come il propano (R290), che hanno un Global Warming Potential (GWP) inferiore a 4, un valore eccezionalmente basso rispetto ai refrigeranti tradizionali. Questi fluidi riducono l’impatto ambientale e contribuiscono alla transizione ecologica evitando l’uso di composti chimici dannosi per il clima;
  • efficienza energetica migliorata. Grazie a sistemi di compressione avanzata e scambiatori di calore ottimizzati, queste pompe di calore raggiungono Coefficienti di Performance (COP) molto elevati, garantendo un notevole risparmio energetico. Alcuni modelli permettono di ottenere COP superiori a 5, il che significa che per ogni kilowattora di energia elettrica consumato, la pompa di calore restituisce 5 kWh di calore utile, massimizzando l’efficienza complessiva.

Verso una nuova visione urbana.

La città del futuro non è solo un concetto astratto: sta prendendo forma già oggi, grazie all’innovazione e alla collaborazione tra ricercatori, aziende e cittadini. Durante l’Ecofuturo Festival, ho visto progetti concreti.

Oltre alle tecnologie citate, emergono soluzioni complementari come il teleriscaldamento intelligente che distribuisce calore in modo efficiente nelle città, e i materiali da costruzione a basse emissioni, che riducono il consumo energetico degli edifici fin dalla fase di progettazione. La sfida più grande sarà quella di accelerare l’adozione su larga scala di queste innovazioni. Servono politiche lungimiranti e incentivi mirati, che facilitino la transizione per famiglie e imprese.

Guardando al futuro, possiamo immaginare città dove la sostenibilità e la tecnologia non siano solo strumenti, ma il fondamento di una nuova cultura urbana basata sulla condivisione. Un modello in cui ogni edificio non è solo un elemento isolato, ma un nodo interconnesso di un sistema collettivo che genera, ottimizza e redistribuisce l’energia.

Pensiamo a quartieri in cui gli edifici non siano più meri consumatori di energia ma produttori autonomi grazie al fotovoltaico integrato (BPIV), alle facciate solari e ai sistemi di accumulo intelligenti. Ogni casa potrebbe generare energia durante le ore di Sole e, invece di utilizzarla esclusivamente per sé, condividerla con gli edifici vicini.

Questa visione si traduce in reti energetiche di quartiere, piccoli ecosistemi connessi che distribuiscono elettricità in base alle necessità del momento. Se una famiglia produce più energia di quella che consuma, può immetterla nella rete locale, alimentando scuole, uffici o aree comuni.

La condivisione dell’energia non riguarda solo l’elettricità: anche le pompe di calore di ultima generazione possono giocare un ruolo chiave. Sistemi avanzati di teleriscaldamento intelligente permettono di distribuire il calore in maniera efficiente, ottimizzando le risorse e riducendo sprechi.

Oltre alla produzione di energia, la digitalizzazione permette una gestione più efficiente delle risorse urbane. Grazie alle Smart Grid, gli edifici possono comunicare tra loro, bilanciando consumi e produzione in tempo reale. Un sistema basato su sensori, intelligenza artificiale e blockchain garantisce trasparenza e sicurezza, consentendo ai cittadini di scambiarsi energia, acqua e persino dati ambientali in modo intelligente… CONTINUA A LEGGERE GRATIS L’ARTICOLO SU L’ECOFUTURO MAGAZINE

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Redazione

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