Funghi medicinali: alleati della longevità e del sistema immunitario
Funghi medicinali e anti-aging possono stimolare il sistema immunitario. Articolo dell’Ecofuturo Magazine a cura di Filippo Bosco, medico anestesista, esperto di medicina complementare integrata.
I funghi medicinali stanno suscitando crescente interesse nel campo dell’anti-aging, non perché possano essere considerati sostanze “ringiovanenti”, ma perché possono agire come potenziali geroprotettori nutraceutici. Il loro valore risiede soprattutto nel supporto ai processi legati all’inflammaging, cioè l’infiammazione cronica di basso grado associata all’età, all’immunità, allo stress ossidativo, al metabolismo, alla neuroprotezione e alla salute della pelle.
Molte delle loro molecole bioattive, come beta-glucani, triterpeni, polisaccaridi ed ergothioneina, sono studiate per la capacità di modulare la risposta immunitaria, ridurre lo stress ossidativo e sostenere l’omeostasi cellulare. In questa prospettiva, i funghi medicinali non vanno interpretati come rimedi miracolosi, ma come strumenti integrativi all’interno di una visione più ampia della longevità: alimentazione, movimento, sonno, equilibrio metabolico e gestione dello stress.
Tra i funghi più interessanti troviamo il Reishi, o Ganoderma lucidum, tradizionalmente definito “fungo della longevità”. Il Reishi ha un’azione ampia e sistemica: sostiene l’equilibrio immunitario, contrasta l’inflammaging, favorisce la risposta adattativa allo stress e può contribuire alla qualità del sonno. I suoi principali composti attivi, in particolare polisaccaridi e triterpeni, sono stati studiati per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e immunomodulanti. Per questo può essere considerato il fungo della longevità sistemica, utile quando l’obiettivo è lavorare sul terreno biologico generale dell’invecchiamento.
Un secondo fungo di grande rilievo è il Lion’s Mane, o Hericium erinaceus. In ambito anti-aging è particolarmente interessante per il suo tropismo verso il sistema nervoso. I suoi composti caratteristici, come erinacine ed ericenoni, sono studiati per il possibile supporto alla neuroplasticità, alla neuroprotezione e alla funzione cognitiva. Viene spesso proposto nei protocolli orientati a memoria, lucidità mentale, brain fog e prevenzione del declino cognitivo lieve. Non deve essere considerato una terapia per le malattie neurodegenerative, ma un possibile supporto nutraceutico all’aging cerebrale.
Il terzo fungo importante è il Cordyceps, in particolare Cordyceps sinensis e Cordyceps militaris. Nella medicina tradizionale cinese è associato al rene e all’energia vitale profonda. In chiave moderna, il suo interesse riguarda soprattutto energia, fatigue, performance fisica e metabolismo mitocondriale. Alcuni dati preclinici e clinici suggeriscono un possibile ruolo nel miglioramento della tolleranza allo sforzo, dell’utilizzo dell’ossigeno e dei meccanismi legati alla produzione di ATP.
In sintesi, Reishi, Lion’s Mane e Cordyceps rappresentano tre direzioni complementari: longevità sistemica, protezione cerebrale ed energia mitocondriale. I funghi medicinali si inseriscono così in una moderna prospettiva di salute integrata, dove biodiversità, prevenzione e nutraceutica dialogano con la medicina della longevità.
Su questi temi, il 25 e 26 giugno si è svolto presso l’Università di Pavia il IV Congresso Nazionale della Società Italiana Funghi Medicinali – SIFM, dal titolo: “Biodiversità e applicazioni biotecnologiche dei funghi medicinali in prospettiva One Health”.
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immagine di Eric Steinert – Paussac, France, CC BY-SA 3.0



