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Le proposte di Ecofuturo per le prossime elezioni

Emergenza climatica e crisi economica. Il comitato scientifico, gli eco innovatori e gli attivisti di Ecofuturo sottopongono alle forze politiche un insieme di proposte che sostanziano un programma possibile e subito applicabile. Servono impegni chiari per una vera transizione ecologica ed energetica!

PROPOSTE CONCRETE E IMMEDIATAMENTE APPLICABILI PER LE FORZE POLITICHE, LE CANDIDATE E I CANDIDATI AL PROSSIMO PARLAMENTO

Energie rinnovabili e Comunità Energetiche

1) Favorire l’utilizzo di tutte le energie rinnovabili, svincolandole da blocchi di soprintendenze che sopravanzano decisioni prese da tutti gli altri organismi. Garantire un massimo di 6 mesi di tempo per risposte positive o negative. Sbloccare subito tutte le autorizzazioni ferme in Consiglio dei Ministri.

2) Confermare e completare la norma sulle “Comunità Energetiche Rinnovabili” (CER). Norma trasversale a tutti i partiti e fondamentale per rendere l’energia uno strumento di progresso sostenibile, sociale e infrastrutturale dei territori.

3) Convertire, ove possibile, ad uso geotermico i pozzi non più utilizzati nell’ambito delle energie fossili. Semplificare gli iter autorizzativi per le centrali geotermiche innovative come gli impianti a ciclo binario e quelli a re-immissione totale.

Ecobonus, Sismabonus e Superbonus

4) Ecobonus, sismabonus e superbonus. Sbloccare la cessione del credito al fine di evitare il fallimento dei lavori in opera o conclusi ed acquisiti dai cassetti fiscali delle aziende.

5) Congelare l’ecobonus facciate, mantenendolo solo per la realizzazione di facciate termiche. Favorire le tecniche di coibentazione più efficienti e meno energivore o impattanti per l’ambiente.

6) Garantire la continuità degli ecobonus e superbonus dandogli un futuro certo e stabile nel tempo. Escludendo, ove sono possibili interventi alternativi, le caldaie a condensazione dagli incentivi così come i condomini che non si centralizzano. L’importo del superbonus, decrescente, deve comunque essere coerente per il perseguimento degli obbiettivi comunitari di decarbonizzazione. E pertanto riconosciuto in misura proporzionalmente crescente all’energia primaria fossile risparmiata dagli interventi e allineato ai costi reali delle pompe di calore ad alta temperatura, necessarie per riconvertire impianti a radiatori tradizionali.

7) Preservare il meccanismo delle detrazioni fiscali in credito cedibile per agevolare ed accelerare la transizione energetica.

Capacity market

8) Rivedere il “Capacity Market” per la stabilizzazione della rete, inserendo anche eventuali piccoli impianti diffusi lungo la rete del metano. Così come impianti rinnovabili non più in uso permanente. A titolo di esempio, il biogas dopo la trasformazione a biometano oppure i ri-pompaggi idroelettrici.

Stazioni di ricarica elettrica e wallbox

9) Garantire l’effettiva funzionalità delle stazioni di ricarica elettrica (charging stations). Liberalizzare, inoltre, le wall box anche per quei condomini che si affacciano su spazi pubblici e/o su marciapiedi, garantendo aree di sosta per la ricarica.

Iniziative green per l’ambiente

10) Promuovere la ripiantumazione delle pianure e dei filari, ad oggi scomparsi, e l’agricoltura di precisione. Con rinuncia progressiva all’aratura profonda al fine di stoccare CO2 nel sottosuolo (Capture, Storage & Reuse). Produrre biometano da doppie colture, portando a superficie, coltivata con metodo bio, le pianure al fine di riconquistare la perduta fertilità della terra. Diffondere il metodo dell’ortobioattivo ed azioni per ridurre l’impermeabilizzazione e il consumo dei suoli nelle aree urbane.

11) Promuovere la trasformazione di tutti i rifiuti umidi in biometano da autotrazione, estendendone l’uso a tutti i mezzi pubblici a motore che operano nelle città. Promuovere, sostenendone il prezzo a livelli competitivi, l’uso del biometano fatto bene anche da agricoltura a tutti i trasporti pesanti terrestri e navali.

12) Dotare tutti i luoghi pubblici e le scuole di fontanelle ed impianti per utilizzare l’acqua degli acquedotti per promuovere la qualità dell’acqua e ridurre il consumo di plastica. Creare in ogni luogo un’alternativa ecologica ed economicamente vantaggiosa alla diffusione dei distributori automatici di bevande in bottiglia.

13) Promuovere progetti di River and Sea Cleaning, tramite l’utilizzo di barriere semoventi lungo il corso dei fiumi e natanti raccoglitori per i porti ed il mare. Garantire una remunerazione adeguata per i pescatori a fronte dell’impegno nella sottrazione dei rifiuti intercettati con le reti. Remunerare con un provvedimento nazionale la raccolta delle plastiche e dei rifiuti nelle acque interne e nel mare per superare il conflitto tra le aziende rivierasche o locali dei rifiuti.

14) Ecodragare i porti, i bacini idroelettrici ed i laghi con il criterio della “Net Erosion Transition”. Criterio che prevede il riutilizzo delle sabbie prelevate nel ripascimento. Tale metodo garantisce che i fanghi e le sabbie di bacini e laghi, che ad oggi risultano occupati 50%, possano essere recuperate senza arrecare danni all’ecosistema e all’ittiofauna. Le sabbie di acqua dolce potranno, convenientemente, sostituire l’attività di cava per quelle tipologie di materiali estraibili dal bacino.

15) Creare una rete di invasi di piccole dimensioni diffusi sul territorio, da realizzarsi senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, per conservare l’acqua e distribuirla quando serve ai cittadini, all’industria e all’agricoltura.

16) Favorire, anche con incentivi, la conversione del bosco ceduo in alto fusto e gli interventi di incremento della complessità strutturale e della biodiversità delle nostre foreste.

17) Bandire: rasoi usa e getta, pile non ricaricabili, capsule non compostabili. Aumentare la tassazione per gli utilizzatori di contenitori monouso e favorire altresì la diffusione in ogni forma dello sfuso. Applicare la norma sulla restituzione dei vuoti. Ridurre i polimeri delle plastiche utilizzate per il nuovo. Promuovere l’uso di prodotti igienici multiuso o monouso compostabili detassandoli anche dall’IVA per favorirne l’uso anche alle persone meno abbienti. Sostenere il recupero dei manufatti tessili con recupero e riuso delle fibre. Combattere l’obsolescenza programmata, migliorare la durata e la riparabilità dei prodotti e affermare per i consumatori il “diritto alla riparazione”. Commissariare la raccolta dei rifiuti nelle città sporche, al fine di garantire, a tutti i cittadini, standard di qualità nazionali.

18) Incentivare l’estrazione di CO2 dal biogas prodotto dalle aziende agricole per renderla utilizzabile nella produzione industriale e alimentare.

Costi energetici

19) Combattere la speculazione sul prezzo del gas togliendo l’IVA, tassando i super profitti fatti e prevedendo un fee commerciale non superiore al 10% sul reale prezzo di acquisto. E non basato sul prezzo della Borsa internazionale. Calcolare il prezzo dell’energia sul prezzo della reale contrattazione basato sulle aste. E non sul prezzo del mercato del giorno dopo. Prevedere un fondo di garanzia pluriennale affinché tutte le imprese possano acquistare propri impianti di produzione rinnovabile ed efficienza energetica. Ciò indipendentemente dalla loro affidabilità bancaria, ma basandosi sulle necessità produttive con l’impegno alla salvaguardia occupazionale.

20) Favorire la sostituzione dei consumi a gas con consumi elettrici ad alta efficienza energetica con un fondo di garanzia che permetta a tutti di acquistare piatti ad induzione per cucinare e pompe di calore, anche ad alta temperatura, per riconvertire riscaldamento e raffrescamento. Sostenere i Comuni che intendano promuovere reti di teleriscaldamento freddo per la diffusione delle pompe di calore.

Trasporti di Mare e Terra

21) Promuovere la rete trans-europea delle autostrade del mare (AM), permettendo il traghettamento di camion ed auto. Le AM costeggeranno il nostro paese da nord a sud e viceversa. Promuovere la riconversione a gas naturale liquefatto (gnl) e biognl di tutte le imbarcazioni, mettendo fuori legge l’olio pesante ed il btz. Obbligare le navi in porto a spegnere i motori ed a collegarsi alla rete elettrica. Parificare i finanziamenti tra trasporto per mare e su ruota anche tramite il ricorso ai contributi per il trasporto fluviale europei oggi non impiegabili per le vie del mare anche per chi come noi non ha fiumi navigabili se non per tratti irrisori rispetto al resto della UE.

22) Promuovere le imbarcazioni di nuova fabbricazione che arrivano a 60 nodi. Tali mezzi possono rappresentare la modalità più rapida e sicura di trasporto merci e passeggeri.

23) Bloccare le rotte aeree nazionali per destinazioni per cui esistono alternative di trasporto su rotaia competitive. A titolo di esempio, la norma applicata in Francia sta riscuotendo successo, generando significativi savings per l’ambiente ed il bilancio statale.

24) Connettere isole e terraferma con rotte esistenti e di nuova definizione. Verificare la possibilità di inserire rotte anche all’interno dei golfi al fine di evitare, come nel caso del Golfo di Taranto, che due o più regioni siano obbligate a percorsi automobilistici eccessivamente lunghi.

25) Valorizzare il mare interno come transport environment, imparandone le caratteristiche e difficoltà e rilanciando le patenti nautiche. Valorizzare altresì l’eolico offshore, l’energia maremotrice e, nelle lagune, il fotovoltaico galleggiante.

26) Intensificare l’investimento di risorse nella mobilità collettiva: aumentare il numero di treni, autobus elettrici e a biometano nelle città, incentivandone l’utilizzo. Fornire risorse ai comuni per i piani di mobilità sostenibile e gli spostamenti ciclo pedonali anche con più offerte fiscalmente deducibili per tutti. Proporre un abbonamento annuale a prezzo basso e facilmente gestibile per tutti, valido in tutti i mezzi pubblici locali di ogni città italiana. Rendere gratuito il trasporto pubblico locale per i lavoratori e per tutte le persone bisognose. Promuovere la riconversione a biometano liquido di tutti i trasporti pesanti decretando la fine dell’uso del gasolio.

27) Per il trasporto merci garantire e massimizzare l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria in un’ottica intermodale, rendendo disponibili soluzioni tecnologiche e digitali che sappiano abilitare la cooperazione tra operatori del settore industriale, gestori degli hub intermodali, porti e terminal.

Università e transizione digitale

28) Istituire indirizzi universitari interamente dedicati alle scienze eco ed alle rinnovabili. Promuovere la formazione professionale verso i green jobs, creando una cultura di impresa Operator-Centric. Il lavoratore non dovrà più esser visto come mero gregario, ma come portatore di idee.

29) Promuovere, presso e con, gli ordini professionali l’applicazione del know-how universitario alle scienze rinnovabili. Istituire corsi e facoltà di giornalismo ambientale per una diffusione massiccia e rapida delle ecotecnologie rinnovabili e del risparmio energetico.

30) Promuovere la digitalizzazione e la fibra. Consentire a tutti indipendentemente dal censo l’accesso ai computer e alla rete. Creare una rete Wi-Fi pubblica e gratuita per tutti. Sviluppare lo smart working anche per ripopolare anche i borghi italiani. Garantire l’uso della video conferenza e delle decisioni con assemblee anche da remoto per tutte le occasioni in cui è legalmente possibile. La riduzione degli spostamenti della fase Covid deve essere mantenuta nella giusta misura e valorizzata come scelta economicamente e ambientalmente utile.

Crowdfundig & fiere virtuali

31) Promuovere e liberalizzare la finanza green partecipata a supporto della transizione energetica e sostenibile. Coinvolgendo anche i piccoli risparmiatori con le tecniche del crowdfunding, equiparandone la tassazione agli altri prodotti finanziari tradizionali (26%) e/o detassandola quando sia possibile legare agli investimenti un impatto ambientale sostanziale e addizionale, quantificabile in una diretta o indiretta riduzione delle emissioni di C02.

32) Integrare la finanza green partecipata, per coinvolgere i piccoli risparmiatori con le tecniche del crowdfunding, nello sviluppo di nuovi impianti di grande taglia. Obbligando chi li sviluppa a riservare una parte del capitale ad investitori privati residenti nelle aree interessate dalle installazioni, per condividere il valore generato dalla transizione energetica sostenibile.

33) Supportare PMI e start up incentivando le fiere virtuali, Un’alternativa sostenibile rispetto alle fiere fisiche con numerosi vantaggi. Si abbattono infatti costi di organizzazione e partecipazione. Un vantaggio anche in termini di impatto ambientale con i trasporti che sono tra i fattori che contribuiscono di più all’inquinamento del pianeta. Inoltre le fiere virtuali amplificano il potenziale di visibilità per un’azienda, Sia nel mercato italiano che all’estero, raggiungendo un pubblico molto più ampio rispetto alle edizioni tradizionali

Salute

34) Ventilazione e depurazione dell’aria come strumenti importanti per mitigare il rischio Covid negli ambienti chiusi, a partire da scuole, ospedali, uffici pubblici, e per azzerare l’inquinamento da C02 nei luoghi affollati come aule e sale pubbliche.

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Le proposte contenute in questo documento non sono divisive per cercare la massima disponibilità possibile tra le forze politiche. Sono state escluse implicitamente questioni fondamentali, e su cui noi manteniamo la nostra chiara opposizione, come energia nucleare ed incenerimento dei rifiuti, perché desideriamo che la transizione ecologica prosegua e acceleri. Con queste proposte potremo far progredire il nostro paese verso la resilienza climatica e la nascita di una economia ecologica.

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Rete di Ecofuturo

Per informazioni e adesioni scrivi a: contatti@ecquologia.com

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Redazione

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