manifestazione e marcia per il clima

Elezioni: clima, energia e green deal

Elezioni, Edo Ronchi de La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ci indica alcune priorità che tutti i partiti dovrebbero inserire nella loro agenda politica.

Serve una proposta integrata e praticabile. Per realizzare obiettivi avanzati di taglio delle emissioni di gas serra, misure di adattamento, un forte taglio del consumo di gas e di petrolio, con una transizione energetica efficace. E con misure di rilancio che puntino a uno sviluppo durevole, a una prosperità inclusiva.

A tavola non si parla che di crisi climatica, del caldo e della siccità. In televisione si parla di elezioni, come se riguardassero un altro pianeta, quello politico, dove si parla un’altra lingua.

La crisi climatica, per colpa dei ritardi accumulati negli ultimi decenni, è diventata già grave e sta producendo danni ingenti. Gli studi e, ormai,  le evidenze  degli effetti che stiamo vedendo, ci dicono che, se non riduciamo rapidamente le emissioni di gas serra, la situazione peggiorerà ulteriormente e in modo grave. Chi non ne è convinto, si informi.

La fortissima crescita dei prezzi dei combustibili fossili, del gas e del petrolio, alimentata dalla guerra della Russia contro l’Ucraina, ha rilanciato l’inflazione. Colpendo insieme alla ripresa economica i redditi e le condizioni di vita di una larga parte della popolazione e l’attività di molte imprese.

Grazie alla spinta dei fondi europei del PNRR – che poteva essere gestita meglio, ma che è comunque innegabile – è stata individuata la via del Green Deal quale chiave di ripresa e rilancio dell’economia dopo la pesante recessione causata dalla pandemia da Covid-19. Sarà per come è stato fatto cadere il governo Draghi e perché ora si teme di perdere i fondi del PNRR, o per le rotte prese verso l’altro pianeta, quello della politica, ma il tema del Green Deal per alimentare la ripresa è praticamente scomparso dai radar del dibattito elettorale.

Questi tre temi sono, invece, prioritari. Dovrebbero e potrebbero utilmente essere affrontati insieme. Non con chiacchiere, ma con proposte precise e impegni definiti e praticabili. Possiamo affrontare, facendo la nostra parte, la crisi climatica con misure di seria riduzione delle nostre emissioni di gas serra. E con misure di adattamento per ridurre la nostra esposizione e vulnerabilità difronte al cambiamento climatico. Tagliando drasticamente e rapidamente i consumi di combustibili fossili – di gas e di petrolio – quindi riducendo gli impatti degli alti costi dell’energia e la nostra dipendenza dall’importazione di gas russo, con efficaci misure di risparmio energetico e di consistente e rapida crescita delle fonti rinnovabili di energia che oggi sono molto meno costose delle fonti fossili e del nucleare.

L’insieme di queste misure, con un utilizzo accorto delle risorse del PNRR e della leva fiscale, con attenzione al debito pubblico già molto alto, può dare solidità al Green Deal, a una solida e durevole ripresa dell’economia.

Non ci servono discorsi generici, ma impegni precisi. Per il clima: una legge per il clima, come gli altri grandi Paesi europei, che fissi un quadro certo e ben definito del taglio, in linea con la traiettoria di 1,5°C, delle nostre emissioni al 2030, 2040 e per la neutralità climatica entro il 2050,meglio prima possibile, coinvolgendo in modo attivo Regioni e Comuni. La legge per il clima dovrebbe stabilire il quadro di aggiornamento del PNIEC, l’obbligo della verifica annuale dell’efficacia per la riduzione dei gas serra delle misure adottate, comprese quelle del PNRR, la dichiarazione dello stato di emergenza climatica. E quindi la possibilità di attivare poteri sostitutivi nel caso di inadempienze, settoriali o territoriali. Deve inoltre introdurre l’obbligo di adottare misure, a livello di settore, regionali e locali, di adattamento al cambiamento climatico.

Per tagliare i consumi e i costi del gas e del petrolio occorre rendere più incisive le misure per il risparmio e l’efficienza energetica: elettrificazione con pompe di calore invece delle caldaie a gas e con cucine a induzione invece di quelle a gas, con aumento dei pannelli solari, specie con lo sviluppo di comunità energetiche; investimenti per lo sviluppo della mobilità ciclo-pedonale, per quella condivisa e pubblica e per l’aumento dell’elettrificazione, potenziando anche la filiera industriale; accelerare l’economia circolare e rigenerativa che risparmia materiali ed energia, attuando, quali priorità, alcune misure già individuate nella Strategia nazionale appena pubblicata.

Occorre evitare di perdere tempo con le idee fumose di ritorno al nucleareinsicuro, molto costoso e impraticabile per i tempi molto lunghi richiesti dalla costruzione delle centrali. Occorre concentrarsi su proposte operative, su soluzioni disponibili, condivise dalle imprese del settore, di forte crescita delle rinnovabili elettriche – solare ed eolico – per arrivare, entro il 2030, a produrre l’84% della nostra elettricità con tali fonti e di sviluppo delle altre fonti rinnovabili per calore e biocarburanti, con particolare attenzione alla promettente produzione di biometano.  I tempi e le procedure per realizzare gli impianti per una forte e rapida crescita delle rinnovabili sono ormai un discrimine: serve una svolta. Non abbiamo più tempo, dobbiamo agire rapidamente.

Per sostenere queste priorità serve una visione da Green Deal, serve una capacità di proposta e di governo per raggiungere risultati rilevanti in tempi brevi: non è il tempo delle bandierine minoritarie. Serve una proposta integrata e praticabile che realizzi, insieme, obiettivi avanzati di taglio delle emissioni di gas serra, misure di adattamento, un forte taglio del consumo di gas e di petrolio, con una transizione energetica efficace, con misure di rilancio che puntino a uno sviluppo durevole, ad una prosperità inclusiva, anche per le future generazioni.

L’attuale legge elettorale non agevola le possibilità di scelta degli elettori. E i tempi accorciati ed estivi non favoriscono la partecipazione e il dibattito sui contenuti per queste elezioni. Utilizzando i margini che ancora ci sono, occorre battersi e fare il possibile perché liste e candidati assumano queste tre priorità.

Elezioni
Edo Ronchi

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Redazione

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