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Piombino: via libera a un grande progetto di agrivoltaico

Un grande campo con pannelli solari rialzati dove si produrranno energia e si coltiveranno ortaggi. Dopo due anni di progetti, ripensamenti e adeguamenti, a Piombino è a un passo la realizzazione di una struttura innovativa. Vale a dire un parco agrivoltaico. Non sarebbe un’anomalia in Italia, in Emilia – specie a Piacenza – se ne sono già visti, ma sarebbe una novità per Piombino e la Toscana.

Nascerà a Bocca di Cornia, a pochi passi a nord del capoluogo, lungo la strada 398 che porta a Campiglia Marittima. Non è distante dal mare, la spiaggia più vicina – quella di Pontedoro, verso Torre del Sale – è a circa due chilometri in linea d’aria. La Conferenza dei Servizi di inizio novembre ha dato il via libera, adesso la palla passa alla Regione Toscana. Dall’ente è già arrivato il Paur, provvedimento autorizzatorio unico regionale. Si attende l’ok finale, le tempistiche non sono ancora note ma c’è ottimismo.

L’investimento del colosso energetico spagnolo Solarig è di circa trenta milioni di euro, l’operazione avviene attraverso la controllata Solar Energy Sette Srl. I lavori dovrebbero iniziare a metà 2023 e chiudersi agli inizi del 2024, secondo un primo cronoprogramma.

In definitiva, cosa dovrebbe sorgere a Bocca di Cornia? Il gruppo iberico ha intenzione di creare un maxi-impianto fotovoltaico su poco più di 60 ettari, che produce 55,800 gigawattora all’anno per trenta anni. La potenza nominale dell’impianto è di 30.844 MWp. Si tratterebbe di circa 51mila pannelli bifacciali montati su sostegni avvitati a terra. Le strutture su cui sono apposti sono dei tracker, si muovono seguendo da est a ovest il movimento del sole.

A questo si aggiunge l’agricoltura. Sotto i pannelli si trovano i campi coltivati. E quindi spazio a pomodori, zucchine e carciofi che sfrutteranno l’ombra data dalla struttura. Ma sarà un luogo anche per l’apicoltura, per l’olivicoltura, per alberi da frutto. Cureranno la parte agraria le Università di Ferrara e della Tuscia.

Il commento di Legambiente Val di Cornia

Finalmente si è concluso l’iter di approvazione di uno dei due progetti di energia fotovoltaica a Piombino, quello più grande. 51.210 pannelli fotovoltaici monocristallini bifacciali, montati su strutture a inseguimento mono-assiale. Per una potenza nominale pari a 30,844 MW, capace di produrre circa 55,800 GWh all’anno per 30 anni.

Legambiente ha caparbiamente intrapreso una lunga serie di iniziative per modificare il progetto iniziale. Abbiamo presentato osservazioni alle istituzioni. E soprattutto intrapreso un confronto con i progettisti degli impianti. Facendo notare i possibili impatti, ma anche i rischi per chi fa questo investimento di pannelli fissi. Il pericolo di incendio per pannelli che sfiorano il suolo, come dimostrato da un caso nel Comune di Suvereto e il pericolo grandine. Pericoli che si scongiurano con pannelli alti ad inseguimento del sole. Molto più efficienti e che permettono di metterli quasi orizzontali in caso di grandine o per il passaggio dei mezzi agricoli.

Inoltre abbiamo messo in evidenza anche i vantaggi di un progetto di agricoltura integrata con i pannelli. Guardiania integrata con la coltivazione per la presenza costante di personale, il recupero dei fabbricati abbandonati nell’area come alloggi, magazzini e ricoveri mezzi.

Dopo incontri e scambi di idee per mail in cui abbiamo suggerito e portato esempi virtuosi, è maturato un progetto che non soddisfa completamente, per le distanze da alcune abitazioni, anche se migliora molto. E soprattutto è un eccellente progetto di agrovoltaico.

Su questo in particolare abbiamo insistito perché si rivolgessero a professionisti del settore. Dei tecnici agronomi che studino le possibilità e le varietà agronomiche da coltivare, le rese e la fattibilità economica. Così si è arrivati ad un progetto con la parte agraria curata dall’Università della Tuscia e quella di Ferrara.

Sarà prevista la creazione di una vera azienda agricola con un bilancio indipendente, che darà lavoro a personale fisso e creerà ricchezza. Sarà un esempio anche per altri progetti in Toscana e nel resto dell’Italia.

Si coltiveranno soprattutto ortaggi, vigne, alberi da frutto (meli), ulivi, piante officinali e mellifere, oltre all’allevamento di api. Gli ortaggi a rotazione saranno asparagi, pomodori, carciofi, zucchini che sotto la parziale ombreggiatura dei pannelli saranno anche più produttivi. Le rotazioni saranno intervallate dalla coltivazione di varietà che riportano azoto nel terreno. Nelle parti libere dai pannelli si coltiveranno foraggi e altri seminativi a rotazione.

L’atteggiamento dell’amministrazione comunale di Piombino non ha certo aiutato, del tutto improntata ad una rigida opposizione senza proposte. Ricordiamo la videoconferenza di contraddittorio organizzata il 3 febbraio dalla Regione Toscana sul procedimento autorizzativo, quando il progetto era già modificato in agrovoltaico. L’assessora Bezzini è intervenuta per esprimere un parere totalmente contrario, con la motivazione che è un progetto avverso alla diversificazione turistica del territorio per l’impatto sul paesaggio. Infatti il campo fotovoltaico si vedrebbe da Populonia (6 km di distanza in linea d’aria).

Ha aggiunto che comunque l’energia prodotta sarebbe una goccia nell’oceano del deficit energetico della regione Toscana. Vorremmo replicare che comunque, i circa 50 MW di potenza fra i due impianti non sono pochi. E soprattutto sono energia pulita e a basso costo.

Il commento di Mauro Romanelli, presidente Ecolobby

Bravissimi Legambiente Val di Cornia e grazie. Con impegno e caparbietà, portano a casa un bel progetto di agrivoltaico: energia rinnovabile integrata con l’agricoltura, a sostegno e difesa della produzione agricola. Così si fa! I progetti di energia rinnovabile si migliorano, discutendo con le aziende, ma si difendono e si portano avanti, non si combattono. Abbiamo bisogno di una enorme quantità di energia pulita alla velocità della luce, e non possiamo certo permetterci di snobbare nessuna proposta.

Pessima e triste invece la posizione del Comune di Piombino, che perde credibilità nella sacrosanta battaglia contro il rigassificatore. Non si è credibili a lottare contro l’economia criminale della guerra e del petrolio, se si ostacola l’unica alternativa possibile con posizioni pregiudiziali, localiste ed egoiste.

Fonti articolo: Repubblica, Greenreport e Facebook – Leggi anche Winesolar: agrivoltaico intelligente e qualità dell’uva

Redazione

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