Nuovi vettori energetici per la decarbonizzazione

Le infrastrutture di distribuzione del gas possono essere utili per la decarbonizzazione, cambiando vettori energetici. Un articolo di Francesco Del Conte.

In uno scenario geopolitico sempre più mutevole e fragile, caratterizzato da una volatilità del mercato dell’energia e in particolare del gas, che ha portato ad una diminuzione generale dei consumi e all’utilizzo di vettori più inquinanti come il carbone, è importante assicurare l’equilibrio fra le tre componenti del cosiddetto “trilemma energetico”: garantire allo stesso tempo sicurezza, sostenibilità e competitività.

La volatilità dei prezzi di petrolio e gas sta accelerando i tempi per rendere competitive nuove tecnologie low o zero carbon come il biometano, l’idrogeno e la cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica. Queste tecnologie, insieme alle altre, oggi non del tutto mature o in uno stato ancora embrionale, saranno essenziali per consentire di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, in particolare nei settori cosiddetti hard to abate, mantenendo comunque i livelli di produzione delle industrie ad alta intensità energetica. 

Tra le realtà maggiormente impegnate nella ricerca di un equilibrio fra i vari elementi del trilemma, tra cui la ricerca di fonti energetiche alternative e green, figura Snam, primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale, nello stoccaggio e attivo nella rigassificazione, con una rete, in Italia e all’estero, di circa 38 mila km. Nella direzione di abilitare il Paese a vero e proprio snodo per la transizione energetica, l’azienda intende concentrare i propri sforzi nella creazione di nuove infrastrutture che possano implementare l’intera catena di valore dell’idrogeno verde, dalla produzione, al trasporto e allo stoccaggio, e della “cattura e sequestro del carbonio” (CCS). Nell’arco del piano strategico 2022-2026, Snam ha previsto, tra gli altri stanziamenti, 1 miliardo di euro per i business della transizione energetica, di cui circa 550 milioni saranno destinati alle molecole verdi.

Lo scorso 28 novembre i due progetti SoutH2 Corridor e Callisto Mediterranean CO2 Network, in cui Snam è partner, sono stati inseriti nella sesta lista dei Progetti di Interesse Comune (PCI) dell’Ue, annunciati dalla Commissione Europea. Il SoutH2 Corridor, conosciuto come il “Corridoio dell’idrogeno Italia – Austria – Germania”, vede Snam impegnata insieme ai Transmission System Operators (TSO) Trans Austria Gasleitung (TAG), Gas Connect Austria (GCA) in Austria, e bayernets in Germania, mentre il Callisto Mediterranean CO2 Network comprende il progetto Carbon Capture and Storage (CCS) di Ravenna, in joint venture con Eni.

I Progetti di Interesse Comune (PCI) sono selezionati dalla Commissione Europea ogni due anni e sono considerati come progetti infrastrutturali transfrontalieri chiave, in grado di collegare i sistemi energetici dei paesi dell’Ue. I progetti PCI beneficiano di procedure accelerate di approvazione e implementazione, nonché, sotto determinate condizioni, dell’accesso a finanziamenti europei dal Connecting Europe Facility (CEF).

La dorsale italiana dell’idrogeno è un elemento cruciale del SoutH2 Corridor, la rete di gasdotti per il trasporto dell’idrogeno attualmente in fase di sviluppo da parte dei TSO europei Snam, TAG, GCA e bayernets. Comprende circa 3.300 km di condotte e diverse centinaia di MW di capacità di compressione, destinati a diventare assets strategici per il passaggio e l’utilizzo di idrogeno entro il 2030… continua a leggere gratis l’articolo su L’ECOFUTURO MAGAZINE

Redazione

Articoli correlati