Pale eoliche Monte Secchieta

Storia del primo impianto eolico della Toscana

Pubblichiamo oggi la storia del primo impianto eolico della Toscana, così come raccontata dal nostro grande amico Angiolino Sabatini, già sindaco di Montemignaio.

Nei primi giorni di luglio del 2002 i tre aerogeneratori montati sul monte Secchieta, nel Comune di Montemignaio, ad una quota di circa 1400 metri s.l.m., hanno iniziato a trasformare l’energia del vento in elettricità. E, come dice Fabio Roggiolani, ad accarezzare lentamente il cielo.

Le tre turbine eoliche da 600 kW sono le E40 della Enercon senza moltiplicatore di giri. Alte dal suolo 40 metri con pale lunghe 20 metri per un diametro di 40 metri. A tutt’oggi sono ancora in funzione e producono come se fossero appena installate. Anche perché, essendo sprovviste di moltiplicatore di giri, l’unica parte in movimento è il rotore lento (dai 12 ai 18 giri al minuto) calettato sull’asse delle pale. L’unico rumore che si sente ai piedi di questi aerogeneratori è il fruscio di ogni pala quando passa di fronte al sostegno. A conferma di questo nell’estate del 2008 è stato fatto, come gruppo dei Verdi regionale, rappresentati dai Consiglieri Fabio Roggiolani e Mario Lupi e dall’Assessore Marco Betti, un concerto di musica classica sotto le pale. Fu ripreso anche da RAI3.

La cittadinanza ha accolto molto bene il progetto, erano orgogliosi di avere questo nuovo modo di fare energia pulita nel proprio comune. Quando sono state montate le pale c’era un via vai per vederla, gite scolastiche e un gran numero di turisti in Secchieta.

I cinghiali, caprioli, daini e tutti gli altri animali stanziali hanno ripristinato i loro tratturi anche sulle fondazioni delle turbine eoliche. Gli uccellini del posto hanno continuato a nidificare intorno alle macchine, luoghi ricchi di arbusti e folti cespugli. Mentre quelli di passo continuano tranquillamente la loro rotta, disturbata eventualmente solo dai cacciatori.

L’iter burocratico, iniziato nel 1991 dall’allora società Riva Calzoni, costruttrice di turbine idrauliche che aveva progettato e costruito diverse turbine eoliche monopala da 360 kW, è terminato nel 2002. Vedendo nel frattempo il fallimento della Riva Calzoni con l’acquisto della stessa da parte della Edison che ha poi montato l’impianto eolico.

La Edison ha dichiarato che l’impianto di Secchieta è il più produttivo d’Italia. E in questi 20 anni ha dato il suo fattivo contributo alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

eolico

Il Comune di Montemignaio è stato parte attiva in tutta questa lunga fase burocratica. E solo grazie agli amministratori del tempo è stato possibile arrivare al risultato finale della costruzione dell’impianto. L’Amministrazione di Montemignaio aveva intenzione di montare altre due turbine eoliche con l’emissione di B.O.C. (Buoni Ordinari Comunali). E con l’azionariato diffuso. Il MI.S.E. lo aveva avallato e promesso di intervenire in questa impresa con il 2% di aumento degli interessi maturati dai finanziatori privati.

Come tutti i buoni propositi anche questo non ha visto il risultato sperato. Per gli intralci posti prima dall’ENEL, per la non volontà di rinforzare alcuni tratti di linea MT, e poi dalla Regione Toscana, che ha posto una serie di vincoli su tutto il Pratomagno. Ancora oggi non è possibile montare neppure un pannello fotovoltaico sugli edifici esistenti o un micro aerogeneratore per andare incontro a chi abita tutto l’anno in Secchieta. Continuano però ad essere permessi tralicci e parabole per le emittenti TV.

Foto di copertina: www.vecchievie.it – Leggi anche Imma Tataranni: l’eolico non fa danni!

Redazione

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