Articolo di Fabio Roggiolani

Comunità energetiche rinnovabili: la forza dell’alveare

Comunità energetiche rinnovabili – FAI CROLLARE LA BOLLETTA!

Taglia le bollette gas e luce con le comunità energetiche grazie alla nuova legge e agli incentivi ecologici

+un premio di 10 centesimi per ogni chilowattora che produci e consumi

+ l’abbattimento delle tasse sull’elettricità

+ la possibilità di abbattere i costi del riscaldamento e dell’acqua calda.

COME FUNZIONA

Un gruppo di famiglie realizza un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili (sole, vento, geotermia, idroelettrico, mare motrice, biogas, biomasse) con l’abbattimento del costo di realizzazione grazie al bonus fiscale del 50%.

L’impianto è finanziato dagli stessi aderenti alla comunità energetica e da società esterne che possono aderire alla stessa comunità per finanziarla

I finanziatori ottengono 10 centesimi di euro di incentivo statale per 20 anni sui Kw rinnovabili auto consumati da tutta la comunità energetica, ottenendo una remunerazione del capitale da 2 a 4 volte il denaro investito.

Chi aderisce alla comunità energetica NON mettendoci denaro ottiene una riduzione del costo della bolletta grazie ai kWh auto consumati di almeno il 20%.

Alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili è possibile associare pompe di calore geotermiche e ad aria per il riscaldamento in grado di ridurre del 50% i costi del riscaldamento stesso.

Ogni aderente può dotarsi di batterie per accumulare energia elettrica rinnovabile di giorno e utilizzarla la notte. Lo stesso dicasi per la realizzazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

COSA CONSENTE DI FARE LA COMUNITA’ ENERGETICA?

Tutte le utenze allacciate elettriche ad una cabina primaria della rete elettrica possono associarsi e formare una Comunità Energetica. Se saranno di un solo condominio si definiscono Autoconsumi Collettivi di ancora più semplice gestione delle già semplici Comunità. E con un premio ancora maggiore sull’ENERGIA AUTOCONSUMATA perché la linea dal produttore al consumatore più è breve e più è efficiente.

LA RETE PERDE ENERGIA ELETTRICA?

Certo. Dalla bolletta si vede che su 100 kW consumati occorre pagarne 110,5 kW per ripagare le perdite di rete. Perdite che in verità possono essere superiori anche al 20% a seconda della distanza da cui proviene l’energia consumata localmente. Ecco che, se il nostro paese fosse tutto alimentato a Comunità energetiche, potremmo ridurre il nostro fabbisogno elettrico del 20%.

LA RETE ELETTRICA DEL FUTURO SARA’ SMART GRID

Rete intelligente è il significato letterale di smart grid. Identifica l’idea di una rete DISTRIBUITA invece che CENTRALIZZATA. Più la linee elettrica è breve e meno energia si perderà. Inoltre la rete del futuro dovrà supportare anche la svolta verso la mobilità elettrica e la svolta delle pompe di calore. Perciò dovrà trasportare, molta più energia di oggi (al netto dei risparmi energetici che sono il primo obbiettivo da centrare).

DOVE TROVA LO STATO I SOLDI PER FINANZIARE LE COMUNITA’

Per rendere la rete capace di trasportare tutta l’energia necessaria per la transizione verso l’elettrico, specialmente nella mobilità (dove avremo anche biometano ed idrogeno), occorrono investimenti enormi se manteniamo l’attuale modello centralizzato con distanze tra il punto di produzione e quello dove l’energia si consuma che superano anche i 1000 km. Mentre se l’energia che ci serve viene realizzata nelle COMUNITA’ ENERGETICHE INTORNO ALLE CABINE PRIMARIE sparse per il territorio la rete avrà bisogno di investimenti decisamente minori. Risparmi con cui ci ripagheremo gli incentivi dati alle comunità energetiche rinnovabili.

QUINDI LA COMUNITA’ SE NON HA ENERGIA COME FA?

Utilizza la rete elettrica nazionale per chiedere l’energia che gli manca. E utilizza sempre la rete per immettere e dare agli altri l’energia rinnovabile prodotta in eccesso rispetto al fabbisogno. Oggi quasi tutta l’energia viaggia sulla rete dell’alta tensione (l’autostrada elettrica) o sulla rete di media tensione (la strada elettrica). Nel futuro diventerà fondamentale per il sistema l’energia che passerà per le vie e i viottoli collegando la produzione locale con il consumo locale, soddisfacendo così una parte notevole del fabbisogno nazionale senza pesare sulle linee ad alta e media tensione. Considerando che ogni esagono ha appunto sei comunità vicine che si scambieranno prima di andare ad impegnare le più costose e dispersive reti dorsali.

NON PAGHEREMO PIU’ LA RETE?

Si pagheranno le bollette, ma contemporaneamente la comunità energetica ci girerà una parte dell’introito incamerato grazie all’autoconsumo delle energie rinnovabili comuni. Ciò per l’incentivo che per 20 anni lo stato tramite il GSE ci darà. Come sta avvenendo regolarmente ormai da quasi 20 anni con i conti energia del fotovoltaico con un milione di impianti. Il risultato sarà un beneficio enorme per l’ambiente e la riduzione delle bollette elettriche di almeno 40% rispetto agli attuali costi. 

Questi benefici ci saranno per tutti coloro che aderiscono anche senza investire. Chi investe invece ripagherà interamente anche il proprio investimento. Il recupero dell’investimento avviene in pochi anni e poi si guadagna. Addirittura fino al punto di ripagarsi gli interi costi fissi della bolletta. E per questo si parla in futuro di bolletta a costo complessivo zero. Un investimento fatto con i propri risparmi rende almeno il triplo del rendimento di BOT o il quadruplo del rendimento bancario.

QUESTI INCENTIVI COME FA LO STATO A SOSTENERLI

Da un lato abbiamo spiegato che si tratta di una partita di giro tra minori costi di rete globale e comunità energetiche. Ma l’effetto dello sviluppo della autoproduzione diffusa di energia sarà il sempre minore ricorso ai combustibili fossili e alla energia elettrica fossile. Per cui potranno via via scomparire i 18 MILIARDI ANNUI CHE INCENTIVANO ANCORA I CONSUMI DI ENERGIE DA PETROLIO (FOSSILI). Si, lo Stato paga ancora moltissimi settori per favorire i consumi energetici e la cifra è stata certificata dal Ministero della Transizione Ecologica.

NON HO SOLDI COME FACCIO A FAR PARTE DI UNA COMUNITA’

Si può aderire alla Comunità anche solo come consumatore. Si pagherà l’energia consumata come ora, ma la comunità ci girerà una parte degli introiti. Per cui l’energia, oltre che essere rinnovabile e pulita, ai prezzi odierni costerà almeno il 40% in meno di quanto si paga normalmente in bolletta. La Comunità potrà essere generosa con chi è più sfortunato o con imprenditori in crisi. Ciò perché, anche se non riscuoterà (dai soggetti che la comunità stessa deciderà di aiutare), sul quel consumo comunque riceverà il premio dell’incentivo. Un sistema “più autoconsumo collegiale più incentivo”.

OGNUNO PUO’ PARTECIPARE?

Sì. Fino all’equivalente del consumo di 400 famiglie medie si potrà partecipare ad una comunità energetica (UN MEGAWATT di POTENZA). E ognuno potrà investire quanto desidera o può. Le imprese e i commercianti o chi è in affitto o gli enti pubblici, le associazioni. Insomma TUTTI potranno partecipare assicurandosi energia a basso costo ed addirittura assicurandosi un guadagno netto dopo pochi anni. Questa volta non contano le SETTE SORELLE del petrolio o i fondi di investimento, ma i cittadini tutti. Purché svegli e intelligenti. Se non hanno risorse aderiscono e diventano consumatori della comunità, mentre se hanno risorse diventano PROSUMERS, ovvero produttori/consumatori.

MA IL FOTOVOLTAICO PRODUCE SOLO DI GIORNO

Chi vorrà avere l’energia a quei prezzi e a quei guadagni anche di notte potrà mettere le batterie di stoccaggio elettrico. E caricarle di giorno per usarle anche di notte o quando non c’è sole.

IL COSTO MAGGIORE È IL RISCALDAMENTO E LA BENZINA, NON LA BOLLETTA ELETTRICA

Vero. Ma a mano a mano che si potrà cambiare una macchina con una elettrica (noi di Ecofuturo siamo per le piccole elettriche da città più che le supercars elettriche e non siamo per la rottamazione anticipatabensì per farle durare magari mettendole a biometano) si potrà caricare l’auto con i pannelli della comunità invece che con la benzina o il gasolio. Per il riscaldamento è tempo di efficienza energetica. Ovvero cappotti in calce e canapa o cappotti invisibili per chi ha l’intercapedine. Finestre termiche e sostituzione delle caldaie con le pompe di calore geotermiche o ad aria (nei climi più caldi) per usare i pannelli anche per il riscaldamento. E arrivare a ridurre la bolletta globale (gas e luce del 50% in meno). La Comunità Energetica diventa quindi la base su cui abbattere i costi energetici, abbattere l’inquinamento da caldaie e motori. E finalmente combattere i cambiamenti del clima.

LE COMUNITA’ SI POSSONO FARE SOLO CON IL FOTOVOLTAICO?

No. Si possono fare con tutte le energie rinnovabili, per cui nessuno resta escluso. Idroelettrico nelle zone montane, biomasse legnose nelle aree boschive geotermia elettrica a re-iniezione, biogas, eolico, energia delle onde o cogenerazione ad alta efficienza potranno o sostituire, o rendere più completa, l’autoproduzione e l’autoconsumo.

AD ESEMPIO LA MICROGEOTERMIA ELETTRICA?

La geotermia per lo scambio con le pompe di calore per spostare i consumi dal gas all’elettrico si può realizzare in ogni luogo nel mondo. La terra dopo tre metri conserva una temperatura stabile che si può catturare in maniera semplice. Sono ormai milioni gli impianti a pompe di calore. Nell’area di Napoli e dei Campi Flegrei, come nelle isole come Ischia, ma anche nel Viterbese o nei Colli Euganei, e in decine di altre situazioni è possibile intercettare a poche decine di metri di profondità dei campi caldi che diversamente si possono trovare solo a migliaia di metri. 

Questi campi caldi vengono prelevati con un pozzo e fatti scambiare in circuito chiuso con un piccolo impianto geo-termoelettrico (ciclo chiuso rankyne) che entra comodamente anche in un garage. E che è in grado per tutto l’anno, giorno e notte, di produrre fino a 100 kW elettrici e 2 MW termici. Nulla si inquina perché il fluido caldo viene reimmesso da dove è stato prelevato, oppure scambia con uno scambiatore dentro il pozzo. Ebbene con questi piccoli impianti, di nessun impatto visivo e di nessun inquinamento, è possibile dare a un terzo della popolazione della Campania e a centinaia di migliaia di abitanti dell’Alto Lazio e del Veneto energia e calore rinnovabili condivisi nelle comunità energetiche a costo zero.

PICCOLI BORGHI DI MONTAGNA E PICO-IDROELETTRICO

Nei paesi attraversati da torrenti o fiumi è possibile realizzare piccoli impianti idroelettrici con i sistemi a vite continua. Oppure con pico-idroelettrico dentro i tubi degli acquedotti. Cosi come in zone agricole si può utilizzare il biogas. Oppure vicino al mare si può utilizzare il micro eolico oppure il mare motrice. O in aree densamente boscate anche la potatura boschiva in impianti di piccole dimensioni. Per garantire la stabilità della rete una comunità potrebbe avere anche un piccolo impianto di cogenerazione ad alta efficienza che utilizza la rete del metano per fare energia elettrica. Invece di chiedere ad un grande impianto a centinaia di km di accendersi per le sue esigenze. Impianti oggi a gas e in futuro ad idrogeno quando la rete sarà capace di trasportarlo. Importante non gettare al vento un’infrastruttura così diffusa in Italia per metterla al servizio della transizione ecologica verso l’era del TUTTO RINNOVABILE.

COME NASCE LA LEGGE?

La normativa nacque in particolare dal lavoro dell’allora europarlamentare Dario Tamburrano con l’inserimento del concetto di prosumer (produttore consumatore) nei vari provvedimenti europei. E poi con le Red1 e Red 2 che hanno dato il quadro su cui alcuni stati europei hanno costruito le proprie leggi.

In Italia Ecofuturo raccolse in due anni oltre 35.000 firme per chiedere il riconoscimento dello scambio e della vendita di energia rinnovabile tra cittadini, imprese, enti pubblici. Ed il Sen. Gianni Girotto, ora presidente della Commissione Industria del Senato (5Stelle come Tamburrano), non solo raccolse l’invito, ma trasformò la richiesta popolare in un successo ancora maggiore proponendo e portando all’approvazione UNANIME della legge sulle Comunità Energetiche.

Comunità energetiche rinnovabili. Nell’alveare ogni celletta è esagonale così non si creano spazi vuoti e le pareti dell’una combaciano con le pareti dell’altra. Nell’alveare non ci sono ruoli inferiori, ognuno collabora alla comunità. Quello che avviene per il miele potrà, d’ora in poi, avvenire per l’energia rinnovabile con le comunità energetiche.

Energia vuol dire sia elettricità che calore e condizionamento, nonché trasporti. Ed ecco che le COMUNITA’ ENERGETICHE RINNOVABILI saranno il centro della rivoluzione dolce ed ecologica del nostro paese.

MA SERVE CORAGGIO E DISPONIBILITA’ AL CAMBIAMENTO!

Troppi agiati o pensionati mentali non vogliono cambiare. Vedono le energie rinnovabili come avversarie del paesaggio, diffondono contro alcune di esse paure e distinguo, organizzano comitati contro, quasi fossero pagati dalle multinazionali fossili. Personaggi del mainstream predicano contro tutto, ma senza un paesaggio che porta con sé i segni delle energie rinnovabili c’è solo, come alternativa alla disperazione climatica ed alla povertà indotta dagli alti costi dell’energia, l’opzione nucleare. Ovvero il contrario della democrazia energetica delle comunità e della libertà energetica portata dall’aver imparato ad utilizzare la generosità del pianeta nelle sue fonti rinnovabili. Fonti che dureranno finché durerà la Terra. Ecco allora che ognuno deve prendere in mano il proprio destino e diventare PROSUMER se può. Oppure PROMOTER di Comunità Energetiche Rinnovabili. La politica su questo si è unita dando un segnale enorme. E questa unità si conferma nei comuni e nelle regioni.

La rete di Ecofuturo ha deciso di fondare l’associazione Amiche ed Amici di Ecofuturo interamente dedicata a questo scopo. Ovvero accendere intelligenze rinnovabili in ogni angolo del nostro paese per una rivoluzione dolce e gentile. Rivoluzione che segnerà la liberazione dal ricatto continuo dei signori dell’energia. L’obiettivo è trasformare ogni attività umana in equilibrio con le esigenze del pianeta e degli altri animali.

Fabio Roggiolani

Le News di Ecquologia sulle Comunità Energetiche

Comunità Energetiche
Ecofuturo Festival 2021

Redazione

Articoli correlati

0 0 votes
Article Rating
1 Comment
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments

[…] Leggi anche: Comunità energetiche rinnovabili: la forza dell’alveare […]