Olio al CBD: ora in Italia è considerato uno stupefacente. A rischio la filiera della cannabis light

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale un nuovo decreto del Ministero della Salute che aggiorna le tabelle contenenti l’indicazione delle sostanze psicotrope, decreto che era stato già preannunciato da una strana circolare di fine settembre che dichiarava, non legali le preparazioni di olio e capsule a base di cannabis terapeutica (ovvero le forme più frequenti di utilizzo di cannabis terapeutica), nonché la spedizione dei preparati medicinali dalle farmacie direttamente ai pazienti, imponendo il ritiro diretto da parte del malato.

Ora, purtroppo, arriva questo decreto che recita testualmente: “Nella tabella dei medicinali, sezione B, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, è inserita, secondo l’ordine alfabetico, la seguente categoria di sostanze: composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”. Quindi se gli oli a base di CBD sono inseriti nel testo unico sugli stupefacenti nella tabella dei medicinali, non potranno più essere venduti liberamente nei negozi: resta da vedere cosa accadrà alla cannabis light, infiorescenze e quindi non estratti, che contengono CBD.

Il motivo principale di tale decisione, che penalizza gravemente tutto il settore, sembrerebbe essere l’arrivo in commercio dell’Epidiolex, farmaco per l’epilessia, approvato di recente dall’Unione Europea. Nel decreto infatti si legge: “Tenuto conto che attualmente e’ in corso di valutazione presso l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) una richiesta di autorizzazione all’avvio della commercializzazione di un medicinale, in soluzione orale contenente cannabidiolo, che ha già’ ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio centralizzata da parte dell’European Medicines Agency (EMA) e che lo stesso medicinale e’ controllato attraverso un programma di uso compassionevole, notificato all’AIFA, per i pazienti in trattamento con sindrome di Dravet e sindrome di Lennox-Gastaut”.

Una decisione, quindi, per favorire, come unici attori ammessi, i grossi player farmaceutici. E stupisce che il Governo in carica, da cui ci si aspettava maggiore apertura mentale, sia ancora vittima di pregiudizi e tabù ormai anacronistici e bigotti. Ed alla fine, appunto, vincono soltanto gli interessi delle industrie farmaceutiche.

Ricordiamo infine che proprio l’OMS aveva raccomandato esattamente l’opposto. Nella riforma della cannabis proposta dall’organismo internazionale, oltre a riconoscere le proprietà mediche della cannabis, veniva messo nero su bianco che i prodotti a base di CBD, non sarebbero dovuti essere inseriti in nessuna tabella. La ratifica di queste decisioni sarebbe dovuta avvenire a dicembre.

Duccio Braccaloni

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Redazione

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