La Mascherina usata non va abbandonata: l’esperienza di Carmignano

Le mascherine: un nuovo rifiuto di cui essere consapevoli. La campagna di sensibilizzazione del comune di Carmignano in Toscana: intervista all’arch. Rita Cecchini di Legambiente Toscana.

Il comune di Carmignano assieme a Legambiente per sensibilizzare la popolazione su un nuovo rifiuto: le mascherine. Rifiuto pressoché sconosciuto fino a gennaio di questo anno ma ormai presente ovunque anche come rifiuto stradale, spesso frutto di casualità ma non gradevole proprio per l’uso a cui è stata destinata, i rischi potenziali di contagio anche se scarsi e all’immagine condizionante che rappresenta.

La campagna è affidata a 3 posters come quello della foto qui sottom, da qualche giorno visibili nei locali aperti al pubblico  presenti sul territorio, per sensibilizzare su un uso consapevole e rispettoso di questo nuovo oggetto di uso quotidiano.

Carmignano è un piccolo comune di poco meno di 15.000  abitanti appoggiato sulle splendide colline  del Montalbano tra Prato e Firenze http://www.comune.carmignano.po.it. Terra di vini e olio pregiati, di storia tra cui la grande villa medicea, detta dei cento camini: una terrazza con vista su Firenze, Prato e Pistoia, abbiamo chiesto a Rita Cecchini, Responsabile commissione Economia Circolare Legambiente Toscana, Membro dell’Assemblea Nazionale dei Delegati Legambiente e del Direttivo Legambiente Prato, di darci qualche ragguaglio in più sulle motivazioni e le ragioni di questa iniziativa. Una mascherina  classica monouso, ci dicono i vari virologi, non dovrebbe essere portata più di qualche ora e poi cambiata; ha un  peso medio circa 3 gr.  Dovrebbe essere marchiato CE sulla confezione ma spesso questa viene immessa nel mercato in deroga ovvero con una autocertificazione che poi però richiede di essere approvata. Alcune  di quelle importate in emergenza a primavera sono poi risultate non conformi. Quelle in uso negli ospedali devono per forza esserlo. L’Italia sto facendo uno sforzo enorme per colmare un gap produttivo  che fino allo scoppio della pandemia era stato delegato di fatto alla Cina. Durante la pandemia, poi, da quel Paese   è arrivata anche roba risultata fasulla che

però era stata ordinata da commercianti italiani mettendoli nei guai,  forse perché molto, troppo   improvvisati, se non desiderosi di specularci sopra come una manna piovuta dal cielo.

Oggi l’Italia sta colmando quel vuoto produttivo con diversi  impianti produttivi già  installati, anche d’avanguardia. Ci sono anche grandi gruppi industriali come FCA che si sono equipaggiati di diverse unità produttive (per es. per coprire il fabbisogno scolastico assicurato dal Ministero competente). Alcune di queste aziende stanno anche iniziando a sperimentare materiali innovativi per arrivare a produrre o mascherine biodegradabili,  cosa che però  troverebbe contrari diversi tecnologi (non però i virologi ,se l’efficienza venisse certificata) e allarma i centri di raccolta e smaltimento rifiuti,  o mascherine lavabili anti-covid. Una bella scommessa che sta mettendo alla prova la fantasia ma soprattuto la grande e riconosciuta competenza  della manifattura italiana, soprattutto in campo tessile. La EU stima un fabbisogno per il 2021, per i Paesi Membri  molto variabile a seconda della circolazione del virus che oggi come noto sta già facendo abbastanza danni in tutta Europa, da 2 a 7 miliardi di pezzi monouso, nello scenario peggiore.  Va ricordato che la mascherina non è sostitutivo o alternativo di niente come tipo di rifiuto quotidiano cittadino: è un rifiuto nuovo, la cui gestione sarà da mettere a punto con il contributo di tutti; a partire dal comportamento dei cittadini.  Per questo l’iniziativa del Comune di Carmignano e di Legambiente ha un valore che va oltre i confini geografici.

Di seguito l’intervista a Rita Cecchini (Legambiente)

D- Maria Rita Cecchini: a chi è venuta l’idea di una campagna di questo tipo e quali sono motivazioni e obiettivi

La campagna è nata dall’interlocuzione fra Legambiente e Federico Migaldi, assessore all’ambiente e alla salute del Comune di Carmignano sul Montalbano in prov. di Prato,  nata a seguito della pubblicazione di un vademecum congiunto Legambiente -Unicoop sull’abbandono delle mascherine e sul loro corretto uso (vademecum ECO-proteggiamoci, giugno 2020)

D- Perchè emerge un bisogno di una campagna di questo tipo  in un tranquillo Paese di Collina come Carmignano sulle colline del Montalbano?

Il concetto è che l’ambiente sia un “grande contenitore”, dove si mescolano tutte le azioni compiute in ciascun angolo di territorio; la responsabilità di ciascuno è correttamente interpretata dall’Amministrazione di Carmignano, che vede al di là del proprio orto, e con questa concezione stimola anche i suoi cittadini.

D- e’ possibile avere un dato anche %, sul rifiuto “mascherine” all’interno della raccolta comunale ? O è più un impatto di tipo psicologico che poi vale anche per altri tipi di rifiuto monouso sotto-considerati dai cittadini come i mozziconi di sigaretta che in uno dei poster sono infatti evidenziati assieme

Possiamo ipotizzare un dato per simulazione, non con certezza. Carmignano conta circa 15mila abitanti, e il corretto uso della mascherina imporrebbe un ricambio molto frequente. Quello che possiamo affermare con certezza è che si tratta di un nuovo rifiuto che va a sommarsi agli altri e che va correttamente smaltito. Noi siamo l’associazione che orgogliosamente si caratterizza per fondare il suo approccio alle problematiche ambientali sull’ambientalismo scientifico. Affermiamo che è molto importante valutare l’impatto dei prodotti indipendentemente dalla loro composizione, attraverso lo strumento dell’LCA, che ci permette di misurare tutte le fasi di produzione, compresa la dismissione. Le mascherine contengono plastica. Ammetto la mia preferenza per i prodotti naturali e non di sintesi, anche valutando l’impatto sulla salute, ma non per questo demonizzo la plastica. L’UE (ma anche la Toscana) hanno legiferato sulla messa al bando del monouso, che personalmente trovo giusto, perché fino a quando i costi ambientali non saranno interamente introiettati dalla produzione, non avremo mai il costo giusto, e la società ne farà le spese.

D- E’ un esperimento rappresentativo che Legambiente Toscana potrà riproporre in altri territori? 

Lo speriamo vivamente; abbiamo già qualche impegno in tal senso con il comune di Prato, ma siamo a disposizione di qualsiasi amministrazione chieda la nostra collaborazione.

D- la campagna è appena partita ma nel caso un amministratore di un altro Comune fosse interessato  ad una campagna di questo tipo a chi si deve rivolgere?

A Legambiente Prato per questa Provincia, a Legambiente Toscana per altri contatti su altri territori.

Marco Benedetti
m.benedetticonsulting@gmail.com

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Redazione

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