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Curare il suolo tra antiche saggezze e nuove tecniche

Il suolo è la base della nostra vita. Ma l’agricoltura, la deforestazione e altri fattori lo hanno degradato ed eroso a tassi allarmanti. A livello globale, il 52% dei terreni agricoli è già degradato. Il Pianeta è in crisi. Se gli attuali tassi di degrado del suolo continuano, questa sarebbe la fine della vita per come la conosciamo. Un argomento, quello della fertilità dei terreni, sempre seguito da questo sito e dalla Rete di Ecofuturo, che già nel 2017 ha inaugurato il “Monumento alla fine dell’aratro” e promuove la tecnica dell’Orto Bioattivo.

Di seguito un importante approfondimento pubblicato da BBC news “New ground as tech aims to help boost soil health”

Un tempo gli agricoltori erano soliti testare la qualità del proprio terreno seppellendoci un paio di mutande per vedere quanto velocemente marcivano. L’idea è che più microrganismi sani ci sono nel suolo, come batteri e funghi, più velocemente il tessuto si consuma.

Ma se oggi seppellissimo dei pantaloni, questi potrebbero essere dissotterrati l’anno successivo in ottime condizioni. Infatti secondo gli esperti più della metà del suolo agricolo mondiale è già degradato. In India le cattive condizioni dei terreni sono uno dei fattori, insieme ai debiti, che si dice abbia portato alla statistica scioccante di quasi 30 persone nel settore agricolo che si tolgono la vita ogni giorno.

Per cercare di migliorare le cose, un famoso guru indiano chiamato Sadhguru sta conducendo una campagna globale chiamata SaveSoil. L’intento è migliorare la salute del suolo in tutto il mondo. Chiede che gli agricoltori ricevano incentivi, un sostegno finanziario, per mantenere un minimo del 3% di contenuto organico nel terreno.

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Autore: CAM_MacLENNAN, Copyright: ISHA_FOUNDATION_ORG

“Se il terreno diventa sabbia, allora è finita”, dice. “Se non ci occupiamo del problema del nostro suolo, rimarremo tutti con il deserto”.

La storia ci ha mostrato le conseguenze devastanti di un suolo povero

“Ricordiamo tutti le immagini della Dust Bowl, la serie di tempeste di sabbia che colpirono gli Stati Uniti centrali e il Canada tra il 1931 e il 1939 causate da decenni di tecniche agricole inappropriate e dalla mancanza di rotazione delle colture“. Così David Montgomery, professore di geomorfologia all’Università di Washington e autore di tre libri sul suolo, tra cui “Dirt: The Erosion of Civilizations”.

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Dust Storm_Texas 1935

La degradazione dei terreni è un qualcosa che cresce nel tempo, piuttosto che causata da un singolo evento catastrofico, aggiunge.

“Se stai costantemente degradando la terra, più velocemente di quanto stai ricostruendo la sua fertilità, stai consumando le sue ‘batterie’. Ovvero la sua capacità di supportare effettivamente la produzione agricola. La fertilità è trattenuta nella parte superiore del suolo, che è stata letteralmente strappato via da secoli di agricoltura. Così è molto più difficile coltivare cibo”.

Esistono diverse cause di degrado del suolo. Dal pascolo eccessivo, alla monoculture e all’uso eccessivo di diserbanti. Ma un fattore che contribuisce in negativo è anche quello strumento che ha rivoluzionato l’agricoltura: l’aratro

In tutto il mondo, dalle piccole aziende di sussistenza in Africa, alle enormi fattorie meccanizzate del Nord Dakota, questo antichissimo strumento è una parte fondamentale della vita agricola.

L’aratura moderna trasforma il terreno per eliminare le erbacce. Ma così facendo fa venire alla luce i microbi sotto il suolo che sono vitali per il suo benessere. Questi microbi, ora esposti al sole, muoiono e il terreno perde la sua fertilità.

L’aratro, insieme ad altri macchinari come la mietitrebbia, ha ampliato la scala, la velocità e la produttività dell’agricoltura. Portando a una coltivazione più efficiente di maggiori estensioni.

Ma Ben Raskin, responsabile dell’Agroforestazione e dell’Orticoltura presso la Soil Association del Regno Unito, afferma che dobbiamo ripensare al ruolo delle tecnologie nell’agricoltura.

“Dobbiamo assicurarci che la tecnologia supporti la salute del suolo e delle piante”, afferma.

Ciò potrebbe significare nuovi strumenti. I fornitori di attrezzature agricole come John Deere stanno ora introducendo ‘macchine no-till‘, attrezzature agricole progettate per causare il minimo disturbo al suolo.

Queste includono piantatrici che lasciano cadere i semi in piccoli fori piuttosto che usare grandi lame per scavare lunghi solchi.

Oppure può significare l’utilizzo di robot che possono aiutare a piantare e diserbare in modo più delicato. Uno di questi dispositivi è il Robotti, prodotto dall’azienda danese di tecnologia agricola AgroIntelli. Il suo sviluppo è stato incoraggiato dal musicista britannico, diventato agricoltore biologico, Andy Cato, della band Groove Armada, che ha testato le prime versioni.

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Nel frattempo, le colture di copertura – quelle che non vengono raccolte, ma invece piantate per evitare che la terra sia lasciata scoperta – aiutano a migliorare la struttura del suolo aumentando la materia organica in esso contenuta.

In definitiva, tuttavia, afferma Raskin, potrebbe essere necessario distogliere l’attenzione dalle soluzioni fuori terra e scavare un po’ più a fondo.

“Gran parte dell’attenzione tecnologica nell’agricoltura è stata concentrata sulla chimica [pesticidi] e sulla fisica [macchine]. Ma ora è il momento di iniziare a pensare alla biologia”, afferma.

Attualmente si ritiene che gli scienziati abbiano identificato solo il 10% circa della vita nel terreno.

Il professor Montgomery afferma che per troppo tempo “il mondo intero che è sotto terra è stato in qualche modo invisibile alla scienza”. Aggiunge: “Il suolo è una delle ultime grandi frontiere della scienza per capire cosa sta succedendo in esso”.

La comprensione della composizione del suolo potrebbe generare industrie completamente nuove. Come la biotecnologia che si concentra sul sequenziamento genico dei microbi nel suolo, nel tentativo di fornire agli agricoltori i migliori nutrienti per la loro terra.

Tornare a tecniche semplici e antiche può anche far emergere idee interessanti e potenzialmente rivoluzionarie

Un esperimento, condotto nell’ambito del programma Innovative Farmers della Soil Association, ha utilizzato pacciamatura di cippato di salice attorno agli alberi per sopprimere le erbacce e le malattie. È stato scoperto che l’acido in esso contenuto effettivamente stimola una reazione immunitaria negli alberi.

Inoltre il terreno sotto i nostri piedi potrebbe nascondere i segreti per nuove e importanti scoperte medicinali

I prodotti naturali del microbioma del suolo sono una promettente fonte di composti medicinali, secondo un articolo su Chemistry World.

Sottolinea che la teixobactina, una tossina che potrebbe dare origine alla prima nuova classe di antibiotici in 30 anni, è stata scoperta setacciando campioni di terreno.

Per gli agricoltori preoccupati per la qualità del proprio terreno – ma non disposti a separarsi dalle mutande – ci sono metodi più moderni per controllarlo.

I campioni di terreno possono essere inviati a un laboratorio per essere testati, anche se questo può essere costoso e richiedere molto tempo. Nell’era dei dati e della connettività Internet, gli smartphone possono fornire un’altra soluzione.

Jack Ingle è il direttore di Harvest Agri, un’azienda britannica che vende un dispositivo chiamato test del suolo con microbiometro. Gli agricoltori prelevano un campione di terreno e lo aggiungono a una provetta con una soluzione speciale, per poi trasferirla su carta. Con un’app gratuita, disponibile sia su Android che su iPhone, il campione può essere scansionato per rivelare un numero che indica quanti microbi fungini e batterici sono presenti.

E non sono solo gli agricoltori a misurare la qualità del suolo.

Un gruppo di scienziati ha creato un database di misurazioni della salute del suolo da siti in tutto il mondo chiamato SoilHealthDB. E l’anno scorso l’UE ha istituito l’Osservatorio del suolo per raccogliere e monitorare i dati e per sostenere la ricerca e lo sviluppo di politiche adeguate.

Ma gran parte del futuro della tecnologia agricola potrebbe riguardare l’apprendimento dal passato, pensa il professor Montgomery.

“Ci vuole parte dell’antica saggezza, come la rotazione delle colture e le colture di copertura. E fonderla in nuovi modi con la tecnologia moderna: i sensori, i robot e la ricerca di inoculanti microbici [microrganismi benefici]”, afferma.

Traduzione a cura di Duccio Braccaloni foto di copertina: Михаил Павленко su Unsplash

Redazione

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