Rinnovabili

Eolico, fotovoltaico e geotermico: energie a prova di siccità

Eolico, fotovoltaico e geotermico: le energie che non consumano acqua. A prova di siccità. Articolo di Mauro Romanelli.

E’ ufficiale: il 2022 è stato l’Annus Horribilis per la decarbonizzazione italiana.

Nonostante un calo dei consumi energetici dell’1,5%, infatti, sono aumentate lo stesso, del 2%, le emissioni di CO2. Ciò a causa dell’aumento dell’utilizzo di petrolio, e soprattutto di carbone, al posto del gas russo. E per il crollo delle rinnovabili, in particolare del settore idroelettrico, causa siccità.

Questo ci dicono i dati Enea, in particolare l’indice di decarbonizzazione, l’ISPRED.

Vedi: Sistema energetico italiano, nel 2022 meno consumi con più CO2

Sono dati ovviamente da interpretare, e potrebbero avere anche carattere temporaneo.

Nel 2022 c’è stata in realtà una certa ripresa di installazioni di nuove rinnovabili, soprattutto fotovoltaiche (mentre l’eolico è ancora fermo), la cui produzione energetica è aumentata. Quel che è crollato è l’idroelettrico, a causa della straordinaria siccità.

Nel campo delle fossili i consumi non sono aumentati, anzi sono diminuiti. Ma sono transitati, causa crisi russo-ucraina, dal gas al carbone, che ha maggiori emissioni.

Le cose quindi potrebbero anche cambiare e migliorare, negli anni a venire, se rientrasse il conflitto, e se proseguisse il trend di installazione di fonti pulite. Ma certamente il brutto dato di quest’anno non può rallegrarci e deve farci riflettere su almeno due aspetti.

Il primo, è che la decrescita dei consumi non garantisce di per sé il calo delle emissioni. Il calo delle emissioni si ottiene principalmente transitando alle energie rinnovabili.

Il secondo, è che dobbiamo puntare su fonti di energia non sensibili agli eventi di siccità estrema, che saranno sempre più frequenti.

Sia perchè appunto potremmo andare incontro a cali incontrollati di produzione energetica, sia perchè c’è il pericolo che le fonti energetiche che necessitano di acqua per funzionare la sottraggano agli usi potabili.

Sappiamo bene che la produzione da energia nucleare, quest’anno, in Francia, ha avuto grossi problemi a causa della siccità. Ma anche per diverse centrali termoelettriche (impianti che producono energia elettrica da combustione fossile), anche in Italia, non sono mancati i black out.

Entrambi questi tipi di centrale, nucleare e termoelettrica da fonti fossili, necessitano infatti di acqua per il raffreddamento degli impianti.

L’idroelettrico, che è una fonte rinnovabile, sicuramente dipende anch’esso dall’acqua, per ovvi motivi.

Chi invece non dipende nemmeno un po’ dall’acqua, sono, ohibò, il fotovoltaico, l’eolico, e la geotermia a ciclo chiuso, che non ne consumano una sola goccia, per poter funzionare. Insomma, le altre tre principali fonti rinnovabili, oltre all’idroelettrico.

L’energia rinnovabile, insomma, è nel complesso decisamente più idro-friendly, se mi si permette questo neologismo, delle rivali fossili e del nucleare.

E con il cambiamento climatico che porterà a siccità sempre peggiori, questo è un altro motivo, di cui si parla ancora troppo poco, per deporre ogni remora verso pale eoliche e pannelli fotovoltaici, ed installarne il più possibile. Alla velocità della luce!

Mauro Romanelli

Per approfondire: Analisi trimestrale del sistema energetico italiano II e III trimestre 2022Sta per finire il 2022

Redazione

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