GIORNATA DELLA TERRA. Falle un favore: oggi collegati 1 volta in meno!

Difficile crederci: quando ci colleghiamo in rete consumiamo Risorse del Pianeta. Ce lo ricordano ancora una volta i ragazzi di “Fridays for Future” con questo post. Se questo monito viene da loro, che sono la generazione digitale, c’è dunque da crederci, anche perché confermato da un illustre professore di matematica della Università degli Studi di Firenze: il Prof. Vincenzo Vestri, che ha rilasciato ad Ecquologia una dichiarazione che di seguito riportiamo.

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Scrivono intanto i ragazzi di Friday’s for future:

Oggi si festeggia la giornata della Terra, per il 50° anno.

Non c’è molto da festeggiare e l’invito che facciamo è di riflettere su quanto stiamo chiedendo al nostro Pianeta in termini energetici, non perché sia sbagliato quello che chiediamo ma perché  essere consapevoli è il primo passo per cambiare. Innegabile il fatto della nostra dipendenza, ora più di prima, da dispositivi elettronici, che per fortuna esistono, ci facilitano la vita e ci aiutano a sentirci meno soli e tenerci impegnati. Come gli elettrodomestici e i dispositivi che utilizziamo, anche la rete, così eterea e silenziosa, ha una struttura fisica e un impatto sull’ambiente, pari a più del 4% delle emissioni di gas serra; internet è responsabile del 7% del consumo energetico in un anno e la richiesta di elettricità aumenta annualmente dell’8%. Una delle nostre attività preferite in questo periodo, ma non solo è lo streaming un’ora di streaming a settimana per un anno è pari all’utilizzo di due frigoriferi nello stesso arco di tempo. Quanti frigoriferi abbiamo in casa?

A questo punto la domanda è la solita: possiamo ridurre il nostro impatto sull’ambiente?

L’invito sempre valido è quello di adoperare atteggiamenti virtuosi e le classiche accortezza, che ci hanno fracassato gli “zebedei” a forza di sentirle, ma fondamentali perché permettono di evitare inutili sprechi di energia e risorse:

  • non lasciare i dispositivi in standby
  • non lasciare in carica i dispositivi più del dovuto
  • preferisci elettrodomestici di classe energetica maggiore
  • utilizza lampadine a led (per capire la potenza di questa azione, applicata su larga scala, essa rientra tra le soluzioni previste nel piano Drawdown, un concentrato di scienza per invertire il corso del cambiamento globale https://www.drawdown.org/solutions/led-lighting )
  • non preriscaldare il forno se non necessario
  • sfrutta a pieno la luce del sole

Se pensiamo alle connessioni invece possiamo provare a moderare l’utilizzo della rete, dedicandoci anche ad altre attività (dovrebbe esisterne ancora qualcuna che prescinde da internet), o la condivisione del dispositivo, ad esempio per vedere uno streaming. Ci pensi, se guardi un video in due hai già dimezzato energia, consumi e emissioni!

 

Un altro concetto interessante è quello della sobrietà digitale, che vorrebbe impegnate in primis le società che operano su internet e sul web a rendere i loro prodotti più efficienti. Ad esempio, se youtube™ permettesse di non visualizzare i video a chi sta ascoltando musica, potrebbe ridurre le proprie emissioni del 5%, pari a 11 milioni di tonnellate ogni anno; allo stesso modo Facebook™ e altri social porterebbero ridurre il consumo energetico evitando che i video partano in automatico; Netflix™ potrebbe ridurre il traffico dati invitando a non guardare tutti i film e serie in alta definizione. Hai trovato qualche altro spunto?

E’ importante sottolineare che stiamo parlando di niente (o quasi) se la provenienza di tutta l’energia che alimenta i dispositivi di nostro utilizzo quotidiano non è generata da fonti sostenibili e rinnovabili: fuori dal fossile è chiaramente l’inizio del nostro Futuro.

Il nostro invito di oggi in particolare, è di rinunciare per un’ora a qualsiasi dispositivo elettronico (pc, tablet, telefono, tv, radio, forno, aspirapolvere, lavastoviglie…) e di stimolare la vostra mente in qualcosa di inusuale (pitturare, impastare, coltivare, aggiustare, cucire, sfogliare, scolpire…) per fare un regalo alla Terra. E se lo stimolo vi è piaciuto riproponetevelo anche domani!

A conferma di questa inaspettata verità il prof. Vincenzo Vestri scrive in una nota dedicata ad Ecquologia “Anche in questi giorni di lockdown delle attività industriali, stanno prosperando quelle legate ad internet. Si stima che la web economy crescerà del 18% all'anno anche questo 2020. Se da una parte sarà una spinta a superare il “digital divide” del Paese, dall’altro un uso indiscriminato di essa avrà pesanti conseguenze sia sulla nostra salute che sull'ambiente.

Per esempio: l’Internet Addiction Disorder è quel fenomeno sociale, oggi in rapida espansione, la cui punta dell’iceberg del disagio sociale è il fenomeno noto come  “hikikomori“ (giovani giapponesi che si chiudono in casa perché non hanno altro interesse che il web e i suoi contenuti).

Ma per quanto riguarda la Sostenibilità del Pianeta, finiamo molto spesso per trascurare l'impatto sul consumo dell'energia. Se pensiamo che fare uno streaming, fare una ricerca su Google sia innocuo, in realtà è una attività che determina un enorme consumo di energia.

Aver scelto di denominare "cloud" (nuvola) la modalità di conservazione dei dati ci fa supporre che questa attività non riguardi noi. Invece le tecnologie digitali sono responsabili del 4% delle emissioni di gas serra, una cifra che potrebbe raddoppiare già entro il 2025. Nel suo complesso, internet è responsabile di circa il 7% del consumo energetico globale.

Nota: il 4% delle emissioni corrisponde ad un consumo di circa 2 Gigaton (su 50 Gigaton complessivi).

NDR: Un gigatone corrisponde a 1.000 megatoni. La bomba nucleare più potente mai esplosa, la Bomba Zar (chiamata anche TSAR), fatta esplodere in Unione Sovietica il 30 ottobre 1961, sviluppò un'energia tra i 50 e i 57 megatoni (quest'ultima corrispondente a 238,5 PJ) ovvero a: 4.652+13 zeri kw.

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Si occupa sia di Matematica pura che di modellistica matematica applicata e industriale. E'  anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo).

Scrive anche NextQuotidiano

 

Marco Benedetti
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