eolico offshore

Sulcis in fundo. L’assurda opposizione all’eolico offshore

Sulcis. I Sindaci si riuniscono con i cittadini in un’affollata e incazzatissima assemblea.

Per chiedere di farla finita coi tumori, l’inquinamento, la merda nell’aria e nei polmoni delle loro centrali a carbone, direte voi. Ehm, no..

Per discutere delle devastazioni del cambiamento climatico, della siccità, dell’agricoltura in ginocchio? Neppure..

Beh, allora per questa ennesima ondata di locuste, fuori misura rispetto ad ogni precedente, anch’essa sintomo della devastazione del clima, che ha investito anche quest’anno la Sardegna? Manco pe’ u cazz…

Si sono riuniti, rabbiosi, con la schiuma alla bocca, inferociti, sostenuti dal sacro furore di articoli incendiari di quotidiani locali, contro un progetto di parco eolico in mare, a chilometri dalla costa. Contro l’energia pulita, invisibile, a impatto assolutamente zero.

Ora, signori, si dice che la politica deve ascoltare la gente. Io ho tentato di farlo, mi ci sono impegnato, devo dire. Ma davanti ad un popolo di geni, di artisti, di fenomeni di questa fatta, mi dite cosa c’è da ascoltare?

In Norvegia, in Inghilterra, stanno riempendo i mari di parchi eolici giganteschi. Non danno noia a nessuno, non si vedono e dove si vedono hanno aumentato l’attrattiva turistica. Tutti sono contenti, fanno a gara a farli, ad averli nei propri territori. Certo non si sognano di fare crociate contrarie. E il Sulcis, il Sulcis avvelenato dal carbone, fa le assemblee urlanti per bloccarli.

Invece di fare le feste di paese per accoglierli, e mettere le coccarde alle finestre, come farebbe un popolo col cervello regolarmente funzionante.

Non ho davvero più parole.

Riflessione di Mauro Romanelli, presidente dell’associazione Ecolobby

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Redazione

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