Report Ambiente Urbano ISTAT: nessun capoluogo metropolitano ha una raccolta differenziata al 65%

Nella gestione del ciclo dei rifiuti nessun capoluogo metropolitano italiano raggiunge il target del 65% di raccolta differenziata fissato dalla normativa comunitaria: questo l’elemento di evidenza dei dati Istat sulle città italiane raccolti nel report sull’Ambiente Urbano, pubblicato dall’Istituto nazionale di statistica relativamente all’anno 2019. (immagine di copertina di Elf-Moondance da Pixabay)

Un ruolo prioritario quello dei Comuni nell’ambito delle strategie di riduzione e corretto conferimento dei rifiuti urbani, che devono essere trasformati da costo a risorsa economica attraverso la pratica del riciclo, sulla base del nuovo approccio di economia circolare promosso dall’Unione europea e alla base del Green Deal e del PNRR, orientato anche a una riduzione degli evidenti divari territoriali attuali.
 
Nel 2019, i comuni capoluogo hanno prodotto 10 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (-0,1% rispetto al 2018), corrispondenti a circa un terzo del totale nazionale di 30,1 milioni di tonnellate (-0,3% rispetto al 2018).

La quantità di rifiuti prodotti nelle città capoluogo è stata di 559,8 kg pro capite, corrispondente a circa il 10% in più della media Italia, con il valore più alto rilevato nelle città del Centro (610,9 kg pro capite, contro 549,3 del Nord e 526,4 del Sud).

Tra le città metropolitane, la più vicina al target previsto dalla UE del 65% è Cagliari con il 64,3%, ma anche Venezia e Milano superano il 60%. 

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La Redazione di Ecquologia

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