Porti puliti: un progetto di cold ironing solare anche per Livorno

Uno degli ambiti che sta registrando i ritardi più rilevanti per non dire abissali, in termini di interventi di mitigazione delle emissioni in atmosfera è indubbiamente quello legato alla navigazione, sopratutto in aree chiuse come il Mediterraneo, dove sono ancora vigenti limiti alle emissioni assolutamente inadeguate alle pressione esercitate, oltre che durante la navigazione, sopratutto nei momenti di stazionamento in porto dei grandi natanti, con le grandi città portuali come quelle del nostro paese, con la qualità dell'aria pesantemente aggravata proprio dalle aree portuali.

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Dopo aver parlato del progetto in corso nel nodo portuale più importante del nostro paese e di uno dei più importanti d'Europa come Genova (vedi post "Inquinamento navale: il progetto di elettrificazione del porto di Genova"), qualcosa si potrebbe muovere nel porto toscano di Livorno, grazie ad un altra società labronica, da sempre nella rete di Ecofuturo Festival come Generplus. Per questo riportiamo di seguito dal sito Generplus l'articolo che da conto del "Progetto Sole", promosso dalla stessa società per il porto di Livorno, per l'elettrificazione delle banchine con la tecnica definita "Cold Ironing", con energia prodotta completamente con energia rinnovabile per l'alimentazione delle navi durante lo stazionamento in porto e di cui ha dato conto anche il quotidiano "Il Tirreno".

 

Alimentare le navi in rada con fotovoltaico, attraverso stazione “cold ironing” articolo inizialmente uscito su il Tirreno di Livorno

 

"Livorno: obiettivo emissioni zero". Annunciando la presentazione del 1° rapporto sul carbon footprint dei porti del Sistema, questo titolo campeggia tutt’oggi sul sito dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, ente pubblico afferente al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. La questione non è dunque solo uno slogan, dettato da associazioni ambientaliste e comitati di cittadini. È nodo concreto, agente, in questo caso rilevato da un Ente dello Stato a proposito di un porto, quello di Livorno, tra le maggiori risorse commerciali e turistiche della città. Risorsa che produce ricchezza, certo, ma che deve tener conto – sembra ormai chiaro – della salute dei livornesi. Del resto, sono ormai diversi gli studi che adducono alle emissioni da traffico portuale un sostanziale incremento di patologie oncologiche, nonché di gravi patologie dell’apparato respiratorio.

 

A questo punto, utile solo parlarne o agire? Più propensi alla seconda soluzione due soggetti, lo studio Progetto Sole e Generplus S.r.l., il primo fautore dell’idea, il secondo tecnicamente in grado di metterla in opera, due realtà promotrici di un’iniziativa che, se realizzata, porterebbe tanti benefici:

  • agli armatori, dal punto di vista economico
  • all’ambiente, grazie alla diminuzione importante dell’inquinamento
  • ai livornesi, che ne guadagnerebbero in salute
  • alla città di Livorno, che avrebbe il primato assoluto per la realizzazione di una soluzione innovativa, ponendosi così da esempio per i porti di tutto il mondo

Bene, ma quel è l’idea? Sulla Calata Sgarallino, il porto di Livorno ha la fortuna di ospitare una delle poche stazioni non militari, presenti sul pianeta, di cold ironing (alimentazione, con corrente elettrica fornita da terra, delle navi ferme in banchina) ad alta potenza; quindi, una centrale che permette alle navi di prelevare energia elettrica dalla rete, anziché dover tenere accesi i motori per prodursela, emettendo fumi. La stazione, collaudata positivamente nel 2015, non è mai entrata in funzione. Perché?

Da una parte le navi non sono attrezzate per questo tipo di infrastrutture, problema però affrontabile, visto che in caso di necessità economica si effettuano modifiche ben più importanti; ma il motivo essenziale, in realtà, è che l’energia elettrica da rete costerebbe all’armatore più che produrla a bordo; quindi, un’imposizione dall’alto sull’uso di questa tecnologia altro non farebbe che allontanare traffico navale da Livorno.

Ebbene, la soluzione proposta dallo studio Progetto Sole suggerisce di alimentare questa stazione con un impianto fotovoltaico di adeguata potenza: un connubio che presenta solo vantaggi. Infatti, la tecnologia fotovoltaica ha già costi talmente bassi da poter competere con tutte le centrali a fonti fossili a terra quindi, a maggior ragione, con i generatori a bordo nave; è una tecnologia scalabile, quindi installabile con progetto pilota che potrà essere potenziato a seconda delle necessità; produce più energia elettrica nel periodo estivo, proprio quando è massima la presenza di traffico turistico (traghetti, navi da crociera); non consuma suolo, visto che tale tecnologia può essere posata su tetti o pensiline (non necessariamente a ridosso del mare), e sotto le quali possono insistere altre attività.

A questo punto, la proposta è lanciata. Progetto Sole e Generplus la mettono sul tavolo, a disposizione di tutti gli stakeholders che potranno essere coinvolti, dagli ambiti autorizzativi a quelli economici. Parlare è bene insomma, ma agire è meglio.

"Puntiamo a realizzare l’idea più innovativa per Livorno ed il suo porto: ma, innanzitutto, per la sua gente": a pronunciare queste parole è Andrea Migli, di Progetto Sole. Focus di questo studio, la ricerca di soluzioni che permettano di abbattere i livelli di inquinamento nell’ambiente, tramite tecnologie ad elevata efficienza energetica e per la produzione di energie rinnovabili:   

  • progettazione di impianti fotovoltaici;
  • di cogenerazione;
  • di recupero energetico;
  • di sistemi a basso consumo nell’edilizia.

I servizi di Progetto Sole si rivolgono soprattutto ad aziende e pubbliche amministrazioni, ma anche a privati che vogliano ridurre le spese energetiche tutelando l’ambiente. Forte di un’esperienza pluriennale, Progetto Sole ha progettato, tra gli altri, gli impianti fotovoltaici installati su gran parte delle strutture sanitarie delle province di Livorno, Pisa, Lucca e Massa (tra cui i presidi ospedalieri di Cecina e di Cisanello), risparmiando all’ambiente più di 2 tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

"Oltre che soluzione salubre per porto e città, quest’idea segna uno scarto culturale nell’efficientamento energetico", a dire questo è Carlo Giangregorio di Generplus S.r.l., azienda ESCo (Società di servizi Energetici) con sede a Livorno che, negli ultimi 12 anni, ha lavorato per gruppi importanti del territorio: dall’efficientamento energetico alla realizzazione di impianti fotovoltaici “chiavi in mano”, associando in molti casi la bonifica da amianto.

Partner di prestigiosi produttori di tecnologie per l’efficienza energetica e per gli impianti ad energie rinnovabili, in cima alla sua mission assume anche l’impegno per la diffusione della “cultura” dell’efficienza energetica e della produzione sostenibile dell’energia, collaborando con scuole su progetti europei e non solo. Con altre aziende, dal 2009 Generplus S.r.l. ha inoltre lanciato l’idea di un nuovo modello di mobilità elettrica, contribuendo a progettare, realizzare e condurre sul mercato uno dei primi quadricicli pesanti green.

Link articolo originale (sito Generplus)

Scarica il I Rapporto sul Carbon Footprint del Sistema Portuale dell'Alto Tirreno

 

 

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