Renzi o Renzie? I 10 punti green degli ecologisti democratici


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Gli Ecologisti Democratici presentano a Matteo Renzi le loro proposte per il programma di governo.


Al primo la proposta di una politica industriale integralmente ecologica, che ruota attorno ad un progetto “Industria 2020” per lo sviluppo della green economy nei principali settori manifatturieri (tecnologie e materiali per l’efficienza energetica e le rinnovabili, industria dell’auto e mobilità sostenibile, nuovi materiali e chimica verde, filiere industriali del riciclo ed efficienza nell’uso della materia, eco design).

In secondo luogo una riforma fiscale ecologica che, a parità di gettito, alleggerisca la pressione sul lavoro e sull’impresa spostando il carico verso i consumi di energia e di materie prime. Per gli Ecodem l’Italia, paese povero di materie prime, potrebbe divenire uno dei leader mondiali nell’uso efficiente delle risorse e del riciclo, sostenendo con la leva fiscale il mercato dei prodotti riciclati.

Terzo punto: le politiche per il Made in Italy, l’agricoltura di qualità (“dicendo no agli ogm”), il turismo, i parchi, i beni culturali, il paesaggio: sono politiche che hanno come comune denominatore la sfida della qualità come carta vincente per il ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo.

Quarto punto: il nostro paese deve essere in prima linea nelle politiche per contrastare i cambiamenti climatici e nella rivoluzione energetica. In questo ambito gli Ecodem propongono tra l’altro di rendere permanenti gli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici privati, oltre ad un piano per la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza antisismica degli edifici pubblici (scuole, ospedali, uffici).

Quinto punto: la prevenzione del dissesto idrogeologico. Deve essere la più grande opera pubblica, dicono gli Ecodem, con adeguati finanziamenti e consentendo agli enti locali di fare investimenti in deroga al patto di stabilità, contrastando l’abusivismo edilizio e fermando il consumo di suolo.

Sesto punto: lo sviluppo dei servizi pubblici locali – acqua, rifiuti, trasporti, energia; unendo qualità del servizio, efficiente gestione industriale, regolazione pubblica, con investimenti per infrastrutture verdi.

Settimo punto: mobilità sostenibile per città più ecologiche. Lo sviluppo delle “smart cities” richiede il coordinamento tra politiche locali e nazionali: anche la riforma del titolo V della Costituzione deve andare in questa direzione.

Ottavo punto: investire sull’ambiente per lo sviluppo delle regioni del Sud.

Nono punto: più legalità e meno burocrazia, rafforzando il contrasto alle ecomafie, riformando i controlli ambientali, semplificando norme e procedure.

Infine il decimo punto – ma è l’obiettivo che fa da filo rosso a tutti gli altri punti – i green jobs; puntando sulla green economy, affermano gli Ecologisti Democratici è possibile creare, considerando sia le nuove attività che la riconversione di attività esistenti, almeno un milione di nuovi posti di lavoro.

VIA | Greenreport

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