Il disastro di Fukushima e la TEPCO

tepcoUn nome da brivido quello della Tepco. Dopo il terremoto e lo Tsunami successivo abbiamo visto il signor Shimizu, manager di questa società, presentarsi davanti alla stampa e ai media del mondo intero a relazionare sulla situazione. Ma chi sarà quell’omino ossequioso che ci racconta cosa sta succedendo!? Farà bene? Dirà il vero?

Ora lo sappiamo. L’omino ha messo in fila una sequenza terrificante di errori e bugie che è assolutamente sconcertante a partire dal tentativo di non “rovinare” gli impianti costosi della centrale con l’uso dell’acqua di mare per il raffreddamento, seguito dalla folle menzogna che non ci sarebbero state fusioni, per concludersi con l’abbandono nel pieno ancora della crisi.

Insomma, se eccettuiamo gli inchini di scuse, ha operato con la lucida volontà di minimizzare il rischio contenendo il danneggiamento delle proprietà, e quindi le perdite economiche della Tepco, in barba alla verità, alla salute e alla vita dei suoi connazionali.

Ma il fatto mediatico e sostanziale della sua presenza nelle quotidiane interviste-briefing seguitissime in tutto il mondo, non era riconducibile all’assunzione di responsabilità del colosso dell’energia, è stato invece il paradigma, il simbolo dell’inesistenza di un potere che non poteva essere assente. Il potere dello Stato.

Chi infatti avrebbe dovuto prendere in mano da subito la delicatissima e formidabile macchina dei soccorsi e dell’intervento emergenziale se non il governo di quel paese? Dove stavano i ministri? E perché in quel paese non mi risulta che si siano levate voci a chiedere che fosse tolta ogni autorità a una società privata che ha dimostrato un cinismo irresponsabile in ogni fase della gestione di questa tragedia? E’ normale che sia una ditta privata? Le domande che retoricamente mi sono qui posto sarebbero diverse se fosse accaduto in Italia? Lascereste a Marchionne o a Tronchetti Provera il compito di gestire un rischio di questa portata con in ballo la vita vostra e dei vostri figli?

Quel paese lontano e quel popolo han dimostrato una dignità e un coraggio straordinario ma quella figura in tuta che s’inchinava davanti alla bandiera e poi mentiva davanti al mondo ancora mi indigna e mi fa interrogare.

Marco Betti

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