Il Sistema Italia non c’è … che ci pensino i Comuni!

Pubblichiamo di seguito un articolo di Ranieri de Ferrante, imprenditore romano con grande esperienza manageriale in grandi gruppi internazionali, i cui articoli sono già stati ospitati nel nostro sito in riferimento a stringenti tematiche ambientali, ambito nel quale Ranieri a maturato una significativa serie di esperienze negli ultimi 15 anni.

 

Sono 15 anni che faccio l’Imprenditore, molto piccolo, vivendo la vita tipica dei tanti che, in Italia, cercano di fare innovazione. Prima, per tanti anni, sono stato Dirigente di grandi Multinazionali, con tante culture diverse, in Italia ed all’Estero, ma tutte con un nome che apriva ogni porta e risorse praticamente illimitate.

La vita del piccolo è diversa, dura e difficile … e solo l’esperienza diretta può mostrare quanto.

“Small is beautiful”? …. A volte, forse, ma non sempre!

 

Le piccole aziende, spesso, devono combattere una guerra solo per essere ammesse al campo di battaglia, per poi potersi confrontare con i giganti stranieri. E quando si è al fronte, magari si scopre che i grandi hanno, naturalmente nei limiti della legalità, usato il proprio potere per “organizzare” le specifiche del campo stesso a loro favore.

Sembra di essere al torneo di Wimbledon, dove i top players sono ammessi direttamente al tabellone principale, mentre i piccoli debbono battersi a lungo sul tabellone di qualificazione.

Certo ci sono anche, nei tornei, casi nei quali si vince venendo dalle qualificazioni … ma è una cosa così rara che fa notizia … come ormai la fanno i successi delle piccole aziende italiane, frutto di innovazione, capacità, sangue e sudore, e di “coraggio al di là del dovere”. Successi che valgono doppio! Anzi ... valgono dieci, cento volte!

 

Si sente spesso dire che – per ovviare a questo – basta “fare Sistema Italia”. E’ un bel concetto, affascinante e rotondo, come tanti concetti che suonano bene in un discorso programmatico ma poi non trovano applicazione. Non perché non si possa fare: Francia, Germania, FANNO SISTEMA da sempre, amplificando così ancora il vantaggio dei loro grandi ed efficienti Gruppi sui piccoli Imprenditori italiani.

In Italia, invece, il sistema non esiste perché il nostro Paese (rimasto ai Guelfi ed ai Ghibellini) e forse anche i nostri imprenditori non hanno ancora l’organizzazione, la maturità, l’intelligenza nazionale che servono per crearlo e mantenerlo. Il Sistema Italia è un po’ come il chihuahua, animale del quale dicono che non si capisce dove finisca il cane e cominci la presa in giro …. nel nostro caso... il Sistema Italia finisce presto e resta solo la presa in giro …

 

Dobbiamo allora rassegnarci ad un nanismo imprenditoriale non supportato da un sistema paese? NO!

Assolutamente NO, perché significherebbe rassegnarci ad un lento strozzamento del nostro sistema economico, ad una perdita di valore economico e sociale e – alla lunga, per mancanza di risorse – anche alla perdita di quella capacità di innovare ed integrare che rimane forse oggi uno dei pochi punti di forza della nostra Nazione

 

Se non possiamo correre, quindi, cerchiamo almeno un modo di camminare.

Se il Sistema Italia non c’è, cerchiamo un’alternativa più fattibile, con un perimetro più ridotto e “maneggevole”.

Perché non il Comune, per il quale c’è una figura – il Sindaco - eletta in modo chiaro, direttamente dai cittadini, e che ha un preciso e ricco perimetro di autorità? All’interno di questo perimetro rientrano importanti Aziende, quali le Municipalizzate, che non sono “quelle che non puliscono”, ma piuttosto quelle che hanno grande quantità di Risorse ( … i Rifiuti, ad esempio) e le competenze per valorizzarle a vantaggio della comunità.

E non solo: all’interno del Sistema Comune rientrano incubatori per start ups, enti finanziari, società di finanziamento di nuove iniziative, società di garanzia, spesso addirittura banche locali … università e centri di formazione … e poi ci sono le Camere di Commercio… Una quantità di competenze e risorse incredibile!

 

Proviamo a sostituire al “sistema Italia che non c’è” un sistema di respiro “comunale”, basato sull’esperienza fatta all’interno delle città. Questo si può materializzare in “Filiere” di aziende che – magari con le Municipalizzate come punti di riferimento – siano in grado di competere con i grandi Gruppi internazionali!

 

Perché, ad esempio, non fare Sistema (come ho già suggerito in un altro mio articolo) creando a Roma una Joint Venture fra AMA ed ACEA (entrambe nell’orbita del Comune di Roma)? Questa nuova entità potrebbe mettere tante competenze in comune e sviluppare sistemi innovativi ed integrati prima per la raccolta ed il trattamento dei rifiuti liquidi e solidi e poi per il loro utilizzo a favore della Comunità, introducendo anche soluzioni creative di piccole aziende, preferibilmente anch’esse del contesto romano.

Queste soluzioni poi possono essere presentate e duplicate in altri mercati, ad esempio altre città nell’area mediterranea. Un esempio: un sistema integrato che dalla biomassa da rifiuti generi energia, usi questa per potabilizzare l’acqua del mare e che poi, dopo l’uso, depuri i reflui urbani per uso agricolo.

Tutto insieme, da un unico fornitore: Roma.

 

Certo, sorgono subito alcune domande:

 

A - Si intuisce come questo potrebbe valere per l’Ambiente e l’Energia … ma per tutti gli altri settori? Io parlo di settori che conosco bene, come appunto Energia ed Ambiente, ma sono convinto che le Municipalizzate, con il loro grande spettro di attività e competenze possano fare da apripista anche per attività nel campo del trasporto, produzione e lavorazione di prodotti alimentari …. Oltre, naturalmente, a trascinare le aziende di automazione, opere civili, informatica, ingegneria. Ma anche se fosse solo Ambiente ed Energia, non sarebbe meglio di niente?

 

B - Le Municipalizzate hanno la competenza per farlo? Le Municipalizzate non sono piene di “incompetenti imposti dalle Amministrazioni?”. Pur riconoscendo che ci sono molte cose da cambiare (più colpa della politica che le circonda, che non delle aziende), che ci sono probabili strati di inutile grasso ed un certo numero di personaggi in quota “spoil system”, e che la sindrome dell’auto blu è più rampante che nelle industrie private … sono pronto ad affermare che nelle Municipalizzate esiste una competenza tecnica, professionale e logistica di livello e che una Città come Roma può creare un sistema di statura mondiale!

 

C - Con i problemi che le municipalizzate hanno, chiediamo loro anche un altro impegno? Tutti siamo d’accordo che l’obiettivo chiave (la “core mission”) deve essere – ad esempio – tenere Roma pulita. E a questo vanno dedicate risorse adeguate. Per concentrarsi su questo molte Municipalizzate hanno chiuso le operazioni volte all’esterno e al mercato internazionale. Questo è però, a mio giudizio, miope, perchè un’attività di sviluppo e di confronto continuo con l‘esterno, e la creazione di una impiantistica in ricaduta, aumentano la competenza – che si può ritrasferire sui propri Utenti primari – e creano profitti da reinvestire. Naturalmente, però, bisogna saperlo fare, sia come competenza, sia come trasparenza: non si può far finta di cambiare tutto per non cambiare niente …

 

D – Ci sono i finanziamenti per iniziare, e da dove vengono? Al di là di finanziamenti europei o statali – che spesso sono disponibili – o alla possibilità di rivolgersi a SACE con una Filiera credibile per ottenere garanzie da usare con il sistema bancario, esistono i Privati. Privati non nel senso – purtroppo comune – di “sfruttatori” (anche se questo non si può generalizzare), ma di Partner con un ruolo ben definito e compensato con il GIUSTO ritorno. Gli Investitori privati amano poche cose come la presenza di flussi di cassa certi ed a lungo termine … proprio come quelli caratteristici delle Municipalizzate. Un team valido con una proposta coerente, potrebbe trovare il denaro.

 

*****

 

Il “Sistema Comune” oggi può essere creato. Non è facile e non sarà certo un sistema come quello Paese di cui dispongono Francia e Germania, ma è un passo d’inizio. E se il Sistema Comune funzionerà, potrà crescere creando un network con altri Comuni, e poi crescere ancora e chissà … un giorno diventare Sistema Italia!

 

Come tutto, però, per nascere e funzionare richiede infine leadership tecnica, operativa e politica, quindi una solida e competente pianificazione, voglia di cooperare, Amministrazioni comunali stabili e innovative, ed un Governo che voglia giocare la sua parte.

 

Ma soprattutto serve visione, voglia di cambiamento, capacità di pensare senza paraocchi e disponibilità ad andare avanti, senza fare sconti e senza timore di “pestare qualche piede” …

 

Ranieri de Ferrante

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