Esperienze da cittadino ecoattivo

cittadinanza attiva montespertoli cravatta verde In questo periodo così strano per tutta la nostra società fatto di proclami ed imbonitori, di facce nuove travestite da facce vecchie, di facce vecchie che non riescono proprio a sembrare nuove, il concetto che mi torna in mente più spesso è quello di cittadinanza attiva.

 

 

Il cittadino consapevole del valore della cosa pubblica, non ha bisogno di condottieri e non si lascia affascinare da ciarlieri più o meno bravi che passano il loro tempo a raccontarti come le cose potrebbero andar bene se solo loro avessero il potere. Il cittadino può essere coinvolto nei processi di cambiamento più o meno diffusi se con la teoria si riesce a coniugare la pratica e l'esperienza attiva, effetto tangibile di un impegno anche quotidiano.

Quando a Montespertoli cominciammo a parlare di raccolta differenziata ed in particolar modo di raccolta porta a porta, di esempi concreti vicino a noi ce n'erano ben pochi. Escludendo tanti, tantissimi comuni del nord Italia, in Toscana l'unico esempio era Capannori, che aveva intrapreso questa strada su alcune frazioni del suo Comune. Immediatamente anche all'interno del mio partito, Rifondazione Comunista, cominciarono a serpeggiare dei malumori per me inaspettati. L'idea di togliere i contenitori stradali per lasciar spazio a tanti piccoli contenitori di diverso colore distribuiti ad ogni famiglia e ad ogni attività, apriva uno scenario di preoccupazioni incredibili.

Il progetto di Montespertoli era particolare: a partire dal 1 gennaio 2008 sarebbe iniziata la raccolta porta a porta su l'intero territorio comunale (125 kmq), con introduzione della tariffa puntuale (la tariffa è calcolata sulla base del quantitativo di rifiuto non riciclabile prodotto da ogni utenza). Per inciso, Montespertoli è sede di discarica e di impianto di compostaggio e quindi con il tema rifiuti al centro di polemiche di vecchia data. Una sorta di piccola rivoluzione sia domestica che collettiva in grado di fondare il proprio successo solo e soltanto sul cittadino e sulla sua capacità di acquisire progressivamente con il rifiuto.

La società consumistica ci ha purtroppo imposto uno schema subdolo: “consuma e sarai felice!” Il conferire i rifiuti nei cassonetti stradali, seppur ponendo la massima attenzione alla differenziazione dei medesimi, non riesce a soddisfare quei canoni di sostenibilità ambientale ai quali un cittadino attento ed un'Amministrazione lungimirante devono puntare, il particolar modo perché non consente al riciclato di essere il più possibile “puro e pulito” in modo da essere reimmesso sul mercato come nuovi prodotti.

Sulla base di queste riflessioni, apparve immediatamente evidente la necessità di un'informazione capillare da fare su ogni nucleo familiare con la funzione di spiegare, chiarire e lasciar emergere tutti i lati positivi di un cambiamento: la rimozione dei contenitori stradali, talvolta maleodoranti, spesso bersaglio dei furbastri dell'abbandono selvaggio, un servizio capillare per tutte quelle persone che non avevano in prossimità della propria abitazione il cassonetto, ma soprattutto, fin da subito, la consapevolezza di poter essere attore principale della vera battaglia in atto, ossia la riduzione dei rifiuti.

Con qualche accorgimento si è arrivati a capire che le nostre scelte possono ridurre il quantitativo dei rifiuto pro-capite che in Toscana è tra i più alti d'Italia, perché del rifiuto da quel 1 gennaio 2008, non ci “si sbarazza” a cuor leggero, perché il rifiuto è diventato “affare nostro” da monitorare quotidianamente. I dati annuali che indicano la diminuzione dei rifiuti prodotti, sono la più grande soddisfazione. Senza il coraggio di credere fino in fondo alla possibilità che Montespertoli riuscisse davvero a cambiare, anzi avallando il dubbio acriticamente, oppure avallando l'onda dell'incertezza istintiva, comprensibile reazione di fronte ad un simile progetto, come fatto dalla destra all'opposizione, significa rimanere chiusi e fermi, a pensare “al piccolo orticello di casa propria” senza considerare che il domani, per esistere, ha bisogno dell'oggi.

Consumare le risorse che il pianeta mette a disposizione solo per creare rifiuti, senza minimamente pensare alle conseguenze che questa scelta avrà sui nostri figli è una logica perversa e pericolosa. Lungimirante è la società che non spreca materie ed energia e che riesce a valorizzare a pieno le materie prime. A

Montespertoli, ormai oltre il 90% di differenziato e con circa 14 persone che hanno trovato un lavoro grazie al porta a porta, superate le prime difficoltà, da un recente sondaggio, il 92% della popolazione non vorrebbe tornare al vecchio sistema di raccolta rifiuti. Un dato che parla da solo. Pertanto, se l'unica soluzione che ci viene propinata riguardo ai rifiuti è quella di grandi buchi da riempire di sudicio, o alti camini da far fumare con fumi strani, fermiamoci un attimo e guardiamoci intorno, ma soprattutto guardiamo in faccia chi ci parla. Che sia un amministratore pubblico o un incravattato dirigente di un'azienda, diffidiamo, perché altre vie ci sono, funzionano ed aprono un sacco di scenari di crescita culturale, ambientale e sociale.

 

FONTE | Il Becco.it

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